Oggi è la Giornata dei Disturbi Alimentari. Non solo anoressia: ecco le nuove ossessioni dei giovani
di Elena DusiOggi è la Giornata del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. I disturbi alimentari rappresentano un fenomeno “in drammatico aumento in Italia che riguarda più di 3 milioni di persone, di cui il 30% under 14: oggi, inoltre, emergono molte nuove patologie, oltre alle più conosciute anoressia e bulimia, e c'è ancora molta strada da fare per garantire un'assistenza diffusa in tutte le regioni italiane”.
Aumentano i ragazzi in difficoltà
Lo afferma Laura Dalla Ragione, psichiatra e referente per i disturbi del comportamento alimentare (Dca) per la Regione Umbria, anche docente del Campus Biomedico di Roma nonché direttrice del numero verde “SOS Disturbi alimentari” istituito a Todi dalla Presidenza del Consiglio e dall'Istituto Superiore di Sanità.
“Bisogna agire concretamente per prevenire e sostenere i pazienti e le loro famiglie” avverte l'esperta, ricordando il numero verde nazionale 800 180969, servizio anonimo e gratuito a disposizione di tutti…
Oggi è la Giornata del Fiocchetto Lilla, dedicata ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. I disturbi alimentari rappresentano un fenomeno “in drammatico aumento in Italia che riguarda più di 3 milioni di persone, di cui il 30% under 14: oggi, inoltre, emergono molte nuove patologie, oltre alle più conosciute anoressia e bulimia, e c'è ancora molta strada da fare per garantire un'assistenza diffusa in tutte le regioni italiane”.
Aumentano i ragazzi in difficoltà
Lo afferma Laura Dalla Ragione, psichiatra e referente per i disturbi del comportamento alimentare (Dca) per la Regione Umbria, anche docente del Campus Biomedico di Roma nonché direttrice del numero verde “SOS Disturbi alimentari” istituito a Todi dalla Presidenza del Consiglio e dall'Istituto Superiore di Sanità.
“Bisogna agire concretamente per prevenire e sostenere i pazienti e le loro famiglie” avverte l'esperta, ricordando il numero verde nazionale 800 180969, servizio anonimo e gratuito a disposizione di tutti.
“Nei primi anni 2000 le persone che soffrivano di Dca in Italia erano circa 300 mila, oggi sono oltre 3 milioni. Il fenomeno è in aumento soprattutto tra gli adolescenti, per i quali le diagnosi correlate ai Dca rappresentano in Italia la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali”.
"In Italia – prosegue Dalla Ragione – solo nel 2025 i decessi per malattie legate ai Dca sono stati 3.563. Un fenomeno drammatico che si è aggravato ulteriormente durante la pandemia e i lockdown: i dati del Ministero della salute ci dicono che c'è stato un aumento del 30% di casi, soprattutto tra i giovanissimi”.
Nuovi disturbi si aggiungono all’anoressia
Sono cambiate anche le patologie, spiega l'esperta: “Il disturbo più diffuso non è più l’anoressia nervosa, ma la bulimia e il disturbo da alimentazione incontrollata , cioè patologie legate al mancato controllo degli impulsi”. E ci sono anche nuove declinazioni dei Dca come l'Arfid (Avoidant Restrictive Food Intake Disorder, inserita nel 2013 nel manuale diagnostico degli psichiatri ed ancora poco conosciuta). Chi ne è colpito mangia una gamma molto ristretta di cibi .
Il disturbo può manifestarsi a tutte le età, ma è più frequente nell'infanzia e nell'adolescenza, e riguarda per il 60% i maschi e per il 40% le femmine. Sempre più diffusi anche la diabulimia che colpisce pazienti con diabete di tipo 1 che usano l'insulina come metodi di controllo del peso; l’ortoressia, ovvero l'ossessione del mangiare sano molto diffusa nel mondo delle palestre; la bigoressia, l'ossessione della massa muscolare , colpisce soprattutto i maschi; il disturbo da alimentazione incontrollata (Binge eating disorder ) caratterizzato da grandi abbuffate senza metodi di controllo.
Resta la criticità dell'assistenza sul territorio: i centri per i Dca in Italia, secondo il censimento dell'Istituto superiore di Sanità, sono 150 (120 Ssn; 30 Privato accreditato): 78 al Nord, 31 al Centro, 41 tra Sud e Isole. La rete degli ambulatori multidisciplinari in Italia "ha costituito un importante passo in avanti nel percorso di cura dei pazienti, ma - conclude Dalla Ragione - è ancora presente in modo troppo disomogeneo sul territorio italiano".