ROMA – A un certo punto parte il coro ritmato: «Riders rights, riders rights!». I diritti a chi non ce li ha: rider, ciclofattorini, lavoratori dell’algoritmo, schiavi di un nuovo caporalato digitale, come lo ha definito la procura di Milano nella doppia inchiesta su Glovo e Deliveroo. E ieri, alcuni di loro, sono arrivati alla spicciolata in 34 piazze d’Italia da Padova a Palermo. Convocati dall…