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Preti pedofili, il Papa: “Prevenire gli abusi senza improvvisare, bisogna ascoltare le vittime”

(ansa)

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Leone ringrazia la Pontificia commissione per la Tutela dei minori e la incoraggia ad andare avanti nel lavoro sugli “adulti vulnerabili” e sul web
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Papa Leone XIV fa appello a non trattare la prevenzione degli abusi compiuti dai preti pedofili con “Improvvisazione” e “superficialità” e chiede ai responsabili i vescovi e i superiori religiosi ad incontrare le vittime in prima persona.

Prevenzione senza superficialità

Il Papa ha ricevuto per la seconda volta la Pontificia commissione per la Tutela dei minori, presieduta dal vescovo francese Thibault Verny, ed ha elogiato, in particolare, la sua relazione annuale come “strumento di grande importanza. Rappresenta – ha spiegato – un esercizio di verità e responsabilità, ma anche di speranza e prudenza, che devono andare di pari passo per il bene della Chiesa. La speranza ci impedisce di cedere allo scoraggiamento; la prudenza ci preserva dall’improvvisazione e dalla superficialità nell’affrontare la prevenzione degli abusi”. L’ultima relazione conteneva, tra l’altro, critiche alla “resistenza culturale” presente in Italia ad affrontare il tema degli abusi.

Incontri di persona

“La vost…

Papa Leone XIV fa appello a non trattare la prevenzione degli abusi compiuti dai preti pedofili con “Improvvisazione” e “superficialità” e chiede ai responsabili i vescovi e i superiori religiosi ad incontrare le vittime in prima persona.

Prevenzione senza superficialità

Il Papa ha ricevuto per la seconda volta la Pontificia commissione per la Tutela dei minori, presieduta dal vescovo francese Thibault Verny, ed ha elogiato, in particolare, la sua relazione annuale come “strumento di grande importanza. Rappresenta – ha spiegato – un esercizio di verità e responsabilità, ma anche di speranza e prudenza, che devono andare di pari passo per il bene della Chiesa. La speranza ci impedisce di cedere allo scoraggiamento; la prudenza ci preserva dall’improvvisazione e dalla superficialità nell’affrontare la prevenzione degli abusi”. L’ultima relazione conteneva, tra l’altro, critiche alla “resistenza culturale” presente in Italia ad affrontare il tema degli abusi.

Incontri di persona

“La vostra missione è quella di aiutare a garantire la prevenzione degli abusi”, ha detto Leone all’organismo creato a inizio pontificato da Francesco. “Tuttavia, essa non è mai solo un insieme di protocolli o procedure. Si tratta piuttosto di contribuire a formare, in tutta la Chiesa, una cultura della cura, in cui la tutela dei minori e delle persone in situazioni di vulnerabilità non sia vista come un obbligo imposto dall’esterno, ma come una naturale espressione di fede. Ciò richiede quindi un processo di conversione in cui le sofferenze degli altri siano ascoltate e ci spingano ad agire. A questo proposito, le esperienze delle vittime e dei sopravvissuti sono punti di riferimento essenziali. Sebbene siano certamente dolorose e difficili da ascoltare, portano alla luce con forza la verità e ci insegnano l’umiltà mentre ci sforziamo di assistere le vittime e i sopravvissuti”. Su questo tema, “anche gli Ordinari e i Superiori Maggiori”, ha detto il Papa, “hanno una propria responsabilità che non può essere delegata. L’ascolto delle vittime e l’accompagnamento delle stesse devono trovare espressione concreta in ogni comunità e istituzione ecclesiale”.

Adulti vulnerabili e web

Papa Prevost ha sottolineato, in particolare, l’importanza di due campi nei quali la pontificia commissione sta lavorando, “il concetto di vulnerabilità in relazione agli abusi”, ossia la definizione degli abusi di cui sono vittima i cosiddetti “adulti vulnerabili”, dalle suore alle persone portatrici di handicap agli anziani in casa di riposo, “e la prevenzione degli abusi sui minori facilitati dalla tecnologia nello spazio digitale. Leggendo questi segni dei tempi”, ha proseguito il Papa, “aiutate la Chiesa ad affrontare con coraggio le sfide della salvaguardia e a rispondere con chiarezza pastorale e rinnovamento strutturale. Ciò sta già prendendo forma concreta nello sviluppo di un quadro di riferimento universale. Attendo con interesse di ricevere la proposta definitiva affinché, dopo un adeguato studio e discernimento, possa essere pubblicata”. La pontificia commissione per la tutela dei minori sta, infatti, finalizzando la definizione dei criteri validi ad ogni conferenza episcopale del mondo per definire le linee guida nazionali di prevenzione degli abusi. Il Papa ha peraltro ricevuto oggi, in una distinta udienza, Gareth Gore, giornalista che ha indagato su affari e abusi nell’Opus Dei.

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