Becciu, la Corte d’appello del Vaticano: “Il dibattimento del primo grado è da rifare”
di Iacopo ScaramuzziIl processo vaticano sulla compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra che vede imputato il cardinale Angelo Becciu va rifatto: lo ha stabilito la Corte d’appello accogliendo le contestazioni delle difese relative, in particolare, a un rescritto firmato da papa Francesco e mai pubblicato e il mancato deposito da parte dell’accusa di tutta la documentazione in suo possesso, e così sancendo la “nullità relativa” del primo grado.
Il nodo dei rescritti
Con quattro provvedimenti firmati durante alcune udienze al promotore di giustizia Alessandro Diddi prima dell’inizio del processo, che prendono il nome di “rescritti”, papa Francesco aveva ampliato il potere di indagine dell’accusa. La corte rigetta le contestazioni di merito delle difese contro questi provvedimenti, che ritiene invece legittimi, ma accoglie una specifica contestazione relativa all’ultimo di questi rescritti, in forza del quale la procura vaticana aveva poi arrestato il broker Gianluigi Torzi. Rescritto che – è …
Il processo vaticano sulla compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra che vede imputato il cardinale Angelo Becciu va rifatto: lo ha stabilito la Corte d’appello accogliendo le contestazioni delle difese relative, in particolare, a un rescritto firmato da papa Francesco e mai pubblicato e il mancato deposito da parte dell’accusa di tutta la documentazione in suo possesso, e così sancendo la “nullità relativa” del primo grado.
Il nodo dei rescritti
Con quattro provvedimenti firmati durante alcune udienze al promotore di giustizia Alessandro Diddi prima dell’inizio del processo, che prendono il nome di “rescritti”, papa Francesco aveva ampliato il potere di indagine dell’accusa. La corte rigetta le contestazioni di merito delle difese contro questi provvedimenti, che ritiene invece legittimi, ma accoglie una specifica contestazione relativa all’ultimo di questi rescritti, in forza del quale la procura vaticana aveva poi arrestato il broker Gianluigi Torzi. Rescritto che – è la contestazione accolta dalla corte - non è stato pubblicato pur avendo forza di legge.
Il giusto processo
La corte d’appello rileva che quasi tutte le difese degli imputati, “con diverse sfumature e toni”, hanno contestato il fatto che tali Rescritti avessero portato ad una “violazione dei principi del giusto processo” previsti dalla Convenzione europea sui diritti dell’uomo e altri atti del diritto internazionale. Ma il tribunale rigetta tali eccezioni, spiegando che l’ordinamento vaticano non ha recepito la Convenzione del 1950.
Gli omissis
L’altra contestazione delle difese riguarda il fatto che lo stesso ufficio del promotore di giustizia non ha depositato tutta la documentazione su cui ha basato l’impianto accusatorio o l’ha resa disponibile con molti omissis. E la corte d’appello accoglie la richiesta degli avvocati degli imputati di poter visionare tutta la documentazione.
"Rinovazione del dibattimento”
La corte presieduta da monsignor Alejandro Arellano ha ordinato “la rinovazione del dibattimento”, si legge nell’ordinanza firmata il 17 marzo. Ad avviso del tribunale di secondo grado “la mancata pubblicazione del Rescriptum in data 2 luglio 2019” ha “inciso sula legittimità di alcuni atti istruttori adottati sulla base dello stesso”. Tale “vizio di nullità” implica che la corte disponga “la rinovazione del dibattimento” e cordini inoltre che il pm depositi in cancelleria “tutti gli atti e documenti del procedimento istruttorio svolto nella loro versione integrale”. Le parti sono convocate il 22 giugno “al solo fine di fissare il calendario delle prossime udienze”.
Effetti del primo grado permangono
Nel frattempo, si legge nell’ordinanza, “la Corte ritiene opportuno richiamare che la lettera dell’art. 495 del codice di procedura penale non dichiara la nullità complessiva dell’intero giudizio di primo grado: del dibattimento come della sentenza. Questi, infatti, mantengono i propri effetti tanto nei confronti dei deputati, che delle parti civili e del giudice di secondo grado”.
La soddisfazione degli avvocati
Gli avvocati del cardinale Becciu, Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, hanno espresso in una nota “soddisfazione” per l’ordinanza della corte di appello: essa “dimostra che sin dal primo momento avevamo ragione a rilevare la violazione del diritto di difesa e a richiedere il rispetto della legge per celebrare un processo giusto. E sul punto sconfessa pienamente la sentenza del Tribunale”.