Famiglia nel bosco, la relazione dell’assistente: “Si valuta stop alle videochiamate con la madre”
di Corrado ZuninoROMA – I tre bambini stanno bene, dice l’ultima relazione di servizio dell’assistente sociale. “Stiamo valutando di fermare le videochiamate con la madre Catherine Birmingham, che innervosiscono i bambini”, dice ancora.
È il primo rapporto dei Servizi sociali consegnato al Tribunale per i minorenni, dopo la separazione dai bambini, e offre nuove spiegazioni sul perché si è giunti a questa decisione, comunicata il 6 marzo scorso. La relazione, quindi, fotografa lo stato delle cose nel presente, ribadendo che i tre bimbi non si muoveranno dalla struttura protetta di Vasto, e ipotizza, infine, un percorso futuro sempre più affidato al padre Nathan Trevallion.
Per quanto riguarda la lunga giornata di venerdì 6 marzo, trascorsa tra molti colloqu…
ROMA – I tre bambini stanno bene, dice l’ultima relazione di servizio dell’assistente sociale. “Stiamo valutando di fermare le videochiamate con la madre Catherine Birmingham, che innervosiscono i bambini”, dice ancora.
È il primo rapporto dei Servizi sociali consegnato al Tribunale per i minorenni, dopo la separazione dai bambini, e offre nuove spiegazioni sul perché si è giunti a questa decisione, comunicata il 6 marzo scorso. La relazione, quindi, fotografa lo stato delle cose nel presente, ribadendo che i tre bimbi non si muoveranno dalla struttura protetta di Vasto, e ipotizza, infine, un percorso futuro sempre più affidato al padre Nathan Trevallion.
Per quanto riguarda la lunga giornata di venerdì 6 marzo, trascorsa tra molti colloqui e diverse perizie, l’assistente sociale Veruska D’Angelo spiega di essere stata lei a comunicare ai due genitori, alla presenza dell’interprete, “l’allontanamento della figura materna” dalla struttura protetta. Il messaggio ai tre figli è stata affidato alla tutrice e alla curatrice, che “erano già a conoscenza della necessità di far allontanare la madre dalla casa accoglienza”.
“Catherine ha insultato l’educatrice”
L’assistente ha messo per iscritto che Catherine Birmingham “ha perseverato nell’assumere comportamenti non collaborativi con il personale della casa di accoglienza, concretizzando atteggiamenti di sfida e svalutazione delle figure professionali coinvolte”. Si è rivolta a loro, si legge, con epiteti quali ‘P… schifosa’, portando a un ulteriore fallimento di un’ipotesi progettuale tesa al pieno recupero delle sue funzioni genitoriali”.
Il punto di vista dell’assistente responsabile D’Angelo dettaglia un “venerdì della separazione” non drammatico: “I minori hanno trascorso l’intera giornata con i familiari e anche al momento del congedo dalla madre erano tranquilli nel colorare alcuni disegni, nonostante i momenti di tensione venutisi a creare”.
"Le riprese di nascosto di Zia Rachael”
In quella giornata decisiva e infinita, “è necessario precisare, altresì, che la responsabile della casa di accoglienza si è accorta della presenza di un telefono cellulare, probabilmente di proprietà della zia materna, posizionato in verticale e in modalità videoregistrazione sullo stesso tavolo dove erano i bambini. I presenti sono stati invitati, pertanto, a sospendere le registrazioni”. Ancora: “È stato agevolato il momento dei saluti per alcune ore, durante le quali i bambini non hanno pianto. Soltanto la primogenita, che era in braccio alla madre, ha comprensibilmente manifestato le proprie emozioni e, dopo alcuni minuti, è stata portata dalla madre all’esterno della struttura, in favore di telecamere e giornalisti, nonostante la febbre e gli inviti a rientrare”.
Quando “le figure adulte di riferimento hanno messo i bambini nella condizione di poter procedere al distacco con serenità", scrive la professionista, “questo si è realizzato con molta tranquillità”. La sera, “i bambini si sono rilassati nella loro camera e hanno sentito la necessità di chiamare la madre, cosa che gli educatori hanno assecondato”. L’educatrice in turno riporta “di aver riso e scherzato con loro per tutta la serata fino al momento dell’addormentamento”. La notte è trascorsa “senza risvegli”.
Un letto in più nella stanza dei bimbi
Nella stanza dei bambini, al piano meno uno della struttura di Vasto, è stato sistemato un letto aggiuntivo: i piccoli “dormono con la presenza costante di un’educatrice al loro fianco”. Secondo la relazione, “si alimentano regolarmente, assaporando anche cibi che non risulta abbiano mai assaggiato in precedenza, o comunque in presenza della madre all’interno della struttura”. Per esempio, “una torta di compleanno messa a disposizione per la festa di un altro minore ospite”.
Per i fratelli Trevallion la casa accoglienza, questo alcuni giorni prima, aveva messo a disposizione una ciambella vegana, che Catherine, però, ha rifiutato dicendo: “No party, no party”.
"Figli nervosi dopo le call”
Le videochiamate con la madre stanno diventando un nuovo problema. “È in corso una valutazione sull’opportunità per i figli rispetto a queste ultime, di concerto con la figura paterna”. I tre figli mostrano nervosismo durante i colloqui a distanza, e lo stesso Nathan sarebbe d’accordo nel trasformarle in telefonate.
Anche il Servizio sociale è favorevole al mantenimento dei tre figli nella struttura originaria. “I bambini hanno instaurato e ripristinato rapporti significativi con gli operatori, portano avanti le loro attività quotidiane con serenità - comprese quelle con la maestra - e, soprattutto, la loro permanenza presso la medesima struttura agevolerebbe il rapporto quotidiano con la figura paterna”. La casa protetta di Vasto è lontana tre quarti d’ora da Palmoli.
"Un lavoro proficuo con la figura paterna”
Si conferma la scelta di lavorare sul padre Nathan, per un futuro riaffidamento dei bambini alla famiglia. “La disponibilità manifestata dalla figura paterna ha consentito di determinare una cornice di intervento favorevole e una proficua alleanza di lavoro, ponendo le basi necessarie per la prosecuzione di un percorso finalizzato a supporto delle funzioni genitoriali e a tutela dei minori coinvolti”.
Quattro ispettori negli uffici giudiziari
Oggi al Tribunale per i minorenni dell'Aquila, che ha deciso l'allontanamento di Catherine dai figli, sono arrivati gli ispettori inviati dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Sono quattro, guidati dalla responsabile Monica Sarti. Alle 9,20 sono entrati negli uffici giudiziari. Il ministro ha detto: “Gli ispettori si mandano per capire bene quali sono i fatti e verificare se esistono o meno gli elementi. L’azione disciplinare io la toglierei dal mio ministero, perché potrebbe e sembra un’interferenza della politica, nell’autonomia della magistratura, . Dovrebbe essere esercitata soltabt dal procuratore generale della Cassazione”.
La Russa: “Inventato il reato di speranza”
"I giudici del tribunale per i minorenni dell'Aquila hanno inventato il reato di speranza. Contestano a una madre il fatto stesso di augurarsi di poter riavere presto i propri figli con sé". Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato dal quotidiano Il Centro sul contestato invito rivolto ai due coniugi per il 25 marzo. Tornando sulle polemiche che hanno accompagnato la notizia, il presidente ha spiegato: "È vero che mi era stato prospettato anche questo mercoledì, ma la cosa è sganciata dal referendum, perché io questo incontro l'avevo promosso da tempo".