Migranti, SeaWatch: “Dopo i minori, sbarchino anche gli adulti. Disobbediamo e entriamo a Trapani”
di Alessia Candito“Anche gli ultimi 57 adulti rimasti a bordo di Sea Watch devono sbarcare”. Non solo i ragazzini, per ordine del Tribunale dei minori di Palermo trasbordati insieme alle famiglie con tre bimbi piccoli su una motovedetta al largo di Trapani. Per Sea Watch, che da oltre ventiquattro ore affronta in mare il ciclone Jolina, tutti i naufraghi soccorsi devono sbarcare. Per questo ha deciso di disobbedire al Viminale, a cui inutilmente ha chiesto un approdo diverso da Marina di Carrara, unico porto sicuro disponibile individuato, a oltre 1.100 chilometri dalla Sicilia.
“È tortura di Stato – annuncia l’ong tedesca - Disobbediamo a questo ordine assurdo e facciamo rotta verso Trapani”.Con onde alte più di due metri, mare lungo e vento che lascia poco scampo, “attraversare lo Stretto è impossibile”, avevano fatto sapere in mattinata da bordo.
Per questo ai giudici del tribunale dei minori di Palermo avevano chiesto di ordinare lo sbarco dei più fragili. Un’istanza accolta dai magistrati, che han…
“Anche gli ultimi 57 adulti rimasti a bordo di Sea Watch devono sbarcare”. Non solo i ragazzini, per ordine del Tribunale dei minori di Palermo trasbordati insieme alle famiglie con tre bimbi piccoli su una motovedetta al largo di Trapani. Per Sea Watch, che da oltre ventiquattro ore affronta in mare il ciclone Jolina, tutti i naufraghi soccorsi devono sbarcare. Per questo ha deciso di disobbedire al Viminale, a cui inutilmente ha chiesto un approdo diverso da Marina di Carrara, unico porto sicuro disponibile individuato, a oltre 1.100 chilometri dalla Sicilia.
“È tortura di Stato – annuncia l’ong tedesca - Disobbediamo a questo ordine assurdo e facciamo rotta verso Trapani”.Con onde alte più di due metri, mare lungo e vento che lascia poco scampo, “attraversare lo Stretto è impossibile”, avevano fatto sapere in mattinata da bordo.
Per questo ai giudici del tribunale dei minori di Palermo avevano chiesto di ordinare lo sbarco dei più fragili. Un’istanza accolta dai magistrati, che hanno ordinato alla Guardia costiera di raggiungere Sea Watch con una motovedetta e trasbordare i venti ragazzini che viaggiavano da soli e tre nuclei familiari con bambini piccoli. A bordo sono rimaste 57 persone, provate da quasi due giorni di maltempo, che senza capire perché hanno visto portare via prima nove persone, evacuate per emergenze mediche, poi altre ventisette, mentre loro sono costretti a rimanere a bordo, mentre il ciclone gonfia le onde. Sono stanchi, provati, alcuni hanno ustioni profonde, tutti hanno alle spalle una traversata estremamente difficile.
Sono stati soccorsi su due diversi gommoni, viaggiavano già da giorni, soprattutto uno dei due gruppi era in condizioni drammatiche. In nove sono stati trasferiti d’urgenza a Lampedusa, fra loro una bimba piccolissima, due anni appena, in condizioni di grave ipotermia. Portata a bordo, è stata soccorsa, stabilizzata, ma subito per lei è stato chiesto il trasferimento medico d’urgenza sulla terraferma. Un’operazione per nulla semplice e con il tempo a lavorare contro: quando l’hanno finalmente portata via respirava a fatica.
A bordo sono rimasti in ottantaquattro, fra cui venti adolescenti che hanno viaggiato da soli, tre bambini e una ventina di donne. Per i minori non accompagnati e le famiglie con figli piccoli, come in passato, Sea Watch5 ha chiesto al tribunale di intervenire. Ma le condizioni in cui versano gli ottantaquattro naufraghi imporrebbe lo sbarco immediato per tutti. “Le persone soccorse domenica hanno gravi ustioni da carburante, sono sfinite e soffrono il mal di mare – spiegano da Sea Watch5 - Costringerle a rimanere a bordo per mero calcolo politico è cinico, disumano e viola i loro diritti.Le condizioni meteorologiche e sanitarie rendono impossibile navigare per tre giorni verso nord per raggiungere Marina di Carrara. Adesso fate sbarcare tutte e tutti e permetteteci di tornare a salvare vite umane.".
Nel frattempo, dal mare continuano ad arrivare richieste di soccorso che cadono nel vuoto. “Sappiamo che almeno 225 persone stanno lottando per la vita nel Mediterraneo, la frontiera più letale del mondo”, dicono da Sea Watch sulla base delle segnalazioni di Alarm phone. "Un'imbarcazione con 62 a bordo potrebbe aver fatto naufragio e 111 persone sono rimaste bloccate su una piattaforma per l'estrazione del gas e su una nave vicina”Come successo durante il ciclone Harry, che secondo ong come Refugees in Libya avrebbe causato una strage da almeno mille morti, diverse barche sono state messe in mare nonostante l’imminente tempesta in arrivo. E adesso chi è a bordo si trova ad affrontare onde alte come montagne, drammaticamente solo.