L’Osservatore Romano affida al filosofo Eugenio Mazzarella un commento critico, di taglio culturale, al soggiorno romano di Peter Thiel, il guru della tecno-destra che conclude oggi un ciclo di seminari a porte chiuse sull’Anticristo.
“Da zero a uno”
Nel primo e sinora unico articolo dedicato dal quotidiano della Santa Sede all’evento, pubblicato nella rubrica intitolata (s)Punti di vista, il professore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II cita uno dei libri più noti di Thiel, “Da zero a uno”, per affermare che, in realtà, la visione tecnologica di Thiel finisce per “dare ancora una volta strumenti nuovi, e potentissimi, all’uomo vecchio. Serve a tenere ‘a zero’ l’uomo di carne senza farlo trascendere all’uomo nuovo dello spirito di Dio. I suoi miracoli tecnologici nella creazione di catene di valore”, scrive Mazzarella, “sono nient’altro che una variante dei miracoli dei falsi profeti che lasciavano, e lasciano, la comunità lì dove l’hanno trovata — nel mattatoio della s…
L’Osservatore Romano affida al filosofo Eugenio Mazzarella un commento critico, di taglio culturale, al soggiorno romano di Peter Thiel, il guru della tecno-destra che conclude oggi un ciclo di seminari a porte chiuse sull’Anticristo.
“Da zero a uno”
Nel primo e sinora unico articolo dedicato dal quotidiano della Santa Sede all’evento, pubblicato nella rubrica intitolata (s)Punti di vista, il professore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II cita uno dei libri più noti di Thiel, “Da zero a uno”, per affermare che, in realtà, la visione tecnologica di Thiel finisce per “dare ancora una volta strumenti nuovi, e potentissimi, all’uomo vecchio. Serve a tenere ‘a zero’ l’uomo di carne senza farlo trascendere all’uomo nuovo dello spirito di Dio. I suoi miracoli tecnologici nella creazione di catene di valore”, scrive Mazzarella, “sono nient’altro che una variante dei miracoli dei falsi profeti che lasciavano, e lasciano, la comunità lì dove l’hanno trovata — nel mattatoio della storia universale spesso e volentieri nel peggio di sé che non passa”.
Il trono e l’altare
Per il giornale vaticano, “che la tecno-teologia di Peter Thiel facesse tappa a Roma non sorprende” e “la posta è come sempre la resistenza ‘costantiniana’ a dare a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare: l’alleanza tra il trono e l’altare per il comando mondano della Civitas christiana, e la propaganda, anche forzosa, diciamolo pure, coloniale, dei suoi mandati divini. In hoc signo vinces, o quanto meno, visti i tempi, ti difendi meglio”.
Genio tecnologico ma non religioso
Scrive il filosofo che “genio tecnologico Thiel lo sarà pure, ma genio religioso proprio no”. Dopo aver ricordato il senso della redenzione operata da Cristo, “tutto il resto”, prosegue Mazzarella, “sono ghirigori pseudo-teologici che non cambiano niente di quello che da Caino e Abele in poi (…) va cambiato: il cuore dell’uomo. E questo cuore può cambiarlo solo Cristo, aiutato da chi si mette alla sua sequela”. Da qui il titolo del commento: “Per il cuore dell’uomo è Cristo l’unico vero salto possibile ‘da Zero a Uno’”.