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Svizzera, cabina di un’ovovia precipita per il vento forte a Engelberg: un morto

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Si è ribaltata più volte, prima di schiantarsi al suolo. A bordo c’era una sola persona
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La Svizzera ancora funestata da un grave incidente, in una serie che sembra non fermarsi. Dopo la tragedia di Capodanno a Crans Montana, i morti per un torpedone dato alle fiamme da uno squilibrato nel Canton Friburgo, oggi, 18 marzo, è precipitata una cabina di un’ovovia in località Engelberg. Una persona è morta, era l’unica a bordo della cabina.

Svizzera, forte vento sulle Alpi: precipita la cabina di un'ovovia a Engelberg

Siamo nella regione del Titlis, nel semi-Cantone di Nidvaldo, nel cuore della Svizzera alpina, una delle zone sciistiche più suggestive e frequentata della Confederazione, con 84 km di piste. Oltretutto in questi giorni in cui è caduta parecchia neve, molto frequentata dagli appassionati. Poco prima di mezzogiorno, stando a quanto si è appreso, causa del forte vento, la cui violenza è stata stimata tra gli 80 e i 130 km orari, una cabinovia è precip…

La Svizzera ancora funestata da un grave incidente, in una serie che sembra non fermarsi. Dopo la tragedia di Capodanno a Crans Montana, i morti per un torpedone dato alle fiamme da uno squilibrato nel Canton Friburgo, oggi, 18 marzo, è precipitata una cabina di un’ovovia in località Engelberg. Una persona è morta, era l’unica a bordo della cabina.

Svizzera, forte vento sulle Alpi: precipita la cabina di un'ovovia a Engelberg

Siamo nella regione del Titlis, nel semi-Cantone di Nidvaldo, nel cuore della Svizzera alpina, una delle zone sciistiche più suggestive e frequentata della Confederazione, con 84 km di piste. Oltretutto in questi giorni in cui è caduta parecchia neve, molto frequentata dagli appassionati. Poco prima di mezzogiorno, stando a quanto si è appreso, causa del forte vento, la cui violenza è stata stimata tra gli 80 e i 130 km orari, una cabinovia è precipitata, dopo aver superato la stazione intermedia di Trübsee.

I soccorritori sul luogo dell'incidente 

L’incidente

La cabina si è ribaltata più volte, prima di schiantarsi al suolo. Un filmato mostra il mezzo che rotola, su di un pendio innevato. A bordo c’era una sola persona, ma il suo nome non è stato comunicato

I soccorsi sono intervenuti tempestivamente, con l’ausilio di due elicotteri della Rega, l’equivalente svizzero del 118 italiano. Uno di loro è decollato, quasi subito, diretto all’ospedale di Engelberg. Una foto, diffusa da molti giornali online elvetici, mostra il tentativo di rianimazione di una persona. Un tentativo protrattosi per mezz’ora.

Le cause dell’incidente

L’incidente è stato definito "difficilmente spiegabile" dai responsabili dell'impianto. Norbert Patt, ceo delle Titlis Bergbahnen - la società che gestisce gli impianti di risalita nella zona - ha parlato di un evento "straordinario": "Non posso dire se si tratti di un errore tecnico. Posso solo dire che si tratta di un sistema utilizzato in tutto il mondo". Patt ha sottolineato come, in condizioni normali, sia "inimmaginabile" che una cabina possa staccarsi dal cavo: "Le forze necessarie sarebbero enormi. Eppure è successo".

L'impianto, costruito tra il 2014 e il 2015, era stato sottoposto a revisione completa nel settembre 2025 e risultava "tecnicamente allo stato più moderno". Proprio per questo, secondo la società, l'incidente è avvenuto "del tutto inaspettato". Al momento dello schianto si registravano forti venti. Il protocollo prevede un allarme già a 40 km/h e la sospensione del servizio intorno ai 60 km/h, ma non è ancora chiaro se si sia trattato di raffiche improvvise o di velocità medie sostenute. Dopo l'incidente, tra 100 e 200 persone sono state evacuate in sicurezza da altre cabine. Le operazioni si sono concluse e un team di supporto psicologico è stato attivato per assistere i passeggeri coinvolti.

"La sicurezza è la nostra priorità assoluta. Un incidente del genere non dovrebbe mai accadere", ha dichiarato Patt, esprimendo cordoglio per la vittima: "I nostri pensieri sono con i familiari". Le indagini sono ora affidate al Servizio svizzero d'inchiesta sulla sicurezza, che dovrà chiarire le cause esatte dell'accaduto. La riapertura dell'impianto resta al momento incerta e dipenderà dagli esiti delle verifiche tecniche.

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