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Famiglia e morale sessuale, il Papa convoca un summit di vescovi a Roma a ottobre

(ansa)

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A dieci anni dall’Amoris laetitia di Francesco, che fu accompagnata da un surriscaldato dibattito su coppie gay e divorziati risposati, Leone chiama in Vaticano i presidenti delle 114 conferenze episcopali di tutto il mondo per “annunciare il Vangelo alle famiglie oggi”
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Il Papa convoca a Roma per il prossimo ottobre i presidenti di tutte le 114 conferenze episcopali del mondo per una sorta di summit, teso ad “annunciare il Vangelo alle famiglie oggi”, capace di riaprire il dibattito sulla morale sessuale nella Chiesa cattolica.

Un summit romano

“Prendendo atto dei cambiamenti che continuano a influenzare le famiglie”, scrive Leone XIV in un messaggio pubblicato nel decimo anniversario della pionieristica esortazione apostolica che Francesco dedicò all’“amore nella famiglia”, “ho deciso di convocare nell’ottobre 2026 i Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, al fine di procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali”.

Lo scontro nell’era Bergoglio

Jorge Mario Bergoglio firmò Amoris laetitia esattamente nella solennità di San Giuseppe di 10 anni fa, il 19 marzo…

Il Papa convoca a Roma per il prossimo ottobre i presidenti di tutte le 114 conferenze episcopali del mondo per una sorta di summit, teso ad “annunciare il Vangelo alle famiglie oggi”, capace di riaprire il dibattito sulla morale sessuale nella Chiesa cattolica.

Un summit romano

“Prendendo atto dei cambiamenti che continuano a influenzare le famiglie”, scrive Leone XIV in un messaggio pubblicato nel decimo anniversario della pionieristica esortazione apostolica che Francesco dedicò all’“amore nella famiglia”, “ho deciso di convocare nell’ottobre 2026 i Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, al fine di procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali”.

Lo scontro nell’era Bergoglio

Jorge Mario Bergoglio firmò Amoris laetitia esattamente nella solennità di San Giuseppe di 10 anni fa, il 19 marzo 2016, a valle di un doppio sinodo che volle dedicare alla famiglia nel 2015 e 2016. Il dibattito durante le due assemblee – la prima, addirittura, straordinaria, con i presidenti di tutti gli episcopati mondiali, la seconda ordinaria – fu particolarmente surriscaldato in particolare sui nodi delle relazioni omosessuali, coppie di fatto (e dunque anche il sesso prematrimoniale) e l’accesso all’eucaristia per fedeli divorziati e risposati civilmente. E mentre il tema delle coppie gay, impallinato nelle votazioni della prima assemblea, fu da Francesco accantonato nella seconda (salvo essere poi ripreso anni dopo dal Papa argentino che autorizzò la benedizione di coppie con persone dello stesso sesso); lo stesso Bergoglio aprì alla comunione per i divorziati risposati nell’esortazione apostolica che scrisse a conclusione del sinodo, Amoris laetitita appunto. Apertura che, seppure in una nota a pie’ di pagina divenuta per questo celebre negli annuari vaticani, suscitò le ire dei cattolici conservatori, con alcuni cardinali che arrivarono a paventare una “correzione filiale” del Romano Pontefice; e da allora, più in generale, misero il Pontificato di Francesco nel mirino.

Normale o scandaloso

Concludendo la seconda assemblea sinodale, del resto, Bergoglio rilevò lucidamente quanto questi temi possano dividere un cattolicesimo esteso nei cinque continenti: perché, disse, “aldilà delle questioni dogmatiche ben definite dal Magistero della Chiesa, abbiamo visto anche che quanto sembra normale per un vescovo di un continente, può risultare strano, quasi come uno scandalo – quasi! – per il vescovo di un altro continente; ciò che viene considerato violazione di un diritto in una società, può essere precetto ovvio e intangibile in un’altra; ciò che per alcuni è libertà di coscienza, per altri può essere solo confusione. In realtà”, concluse Francesco, “le culture sono molto diverse tra loro e ogni principio generale – come ho detto, le questioni dogmatiche ben definite dal Magistero della Chiesa – ogni principio generale ha bisogno di essere inculturato, se vuole essere osservato e applicato”.

Tutti i nodi da affrontare

Il successore riparte da lì. Nel messaggio che ha pubblicato oggi, papa Leone definisce Amoris laetitia, pubblicata dieci anni fa, “un luminoso messaggio di speranza riguardo all’amore coniugale e famigliare”, un “insegnamento prezioso che dobbiamo continuare ad approfondire oggi”. Papa Francesco, ricorda tra l’altro, “afferma ‘la necessità di sviluppare nuove vie pastorali’ e di ‘rafforzare l’educazione dei figli’, mentre invita la Chiesa ad ‘accompagnare, discernere e integrare la fragilità’, superando una concezione riduttiva della norma, e a promuovere ‘la spiritualità che scaturisce dalla vita familiare’”. Dobbiamo anche “sostenere le famiglie”, precisa Robert Francis Prevost, “in particolare quelle che soffrono tante forme di povertà e di violenza presenti nella società contemporanea”.

Il Sinodo e Robert Redford

Il messaggio odierno si conclude con l’annuncio della convocazione per ottobre prossimo. Non si tratta, evidentemente, di una nuova assemblea sinodale, ma di un incontro di alcuni giorni. Che ricorda, nella forma, il vertice straordinario che Francesco si inventò a febbraio del 2019 quando chiamò in Vaticano i presidenti dei diversi episcopati nazionali per affrontare insieme, in quel caso, il dramma degli abusi sessuali del clero. Probabile che tanto i progressisti quanto i conservatori coglieranno l’occasione per riaffacciare nel dibattito pubblico le molte questioni irrisolte che intersecano la morale sessuale cattolica, i conservatori, in particolare, nella speranza di ribaltare le aperture del pontificato di Bergoglio. Di cosa pensi Leone XIV dei diversi temi caldi che verosimilmente emergeranno si sa poco. Di certo ha confermato sinora tutte le mosse del predecessore. Quanto alla famiglia, uno dei suoi messaggi più espliciti è contenuto in un breve video nel quale, pochi mesi fa, confidò quali sono i suoi film preferiti: tra di essi, Gente comune (1980) di Robert Redford, pellicola che racconta il dramma di una famiglia a pezzi della sua Chicago.

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