Un vescovo belga promette: “Farò il possibile per ordinare preti sposati entro il 2028”
di Iacopo ScaramuzziUn vescovo belga, monsignor Johan Bonny, noto per le sue posizioni progressiste, ha detto che farà “tutto il possibile per ordinare sacerdoti uomini sposati” entro il 2028.
Il vescovo ha fatto l’annuncio in una lettera, pubblicata anche in inglese sul sito della diocesi di Anversa, dedicata a come dare seguito al sinodo sulla sinodalità voluto da papa Francesco e concluso senza riforme eclatanti nel 2024.
Non se ma quando
“In ogni discussione sinodale tra i fedeli, si pone la questione dell'ordinazione al sacerdozio di uomini sposati oltre a quelli non sposati”, scrive, tra l’altro, monsignor Bonny, secondo il quale “la questione non è più se la Chiesa possa ordinare sacerdoti uomini sposati, ma quando lo farà e chi lo farà” e “qualsiasi ritardo viene percepito come una scusa”.
Le mosse di Francesco
Il celibato obbligatorio è invalso nella Chiesa grosso modo a partire dal Concilio lateranense II (1139). Leone XIV non si è mai espresso sull’ipotesi dell’abolizione, ma ha sottolineato i…
Un vescovo belga, monsignor Johan Bonny, noto per le sue posizioni progressiste, ha detto che farà “tutto il possibile per ordinare sacerdoti uomini sposati” entro il 2028.
Il vescovo ha fatto l’annuncio in una lettera, pubblicata anche in inglese sul sito della diocesi di Anversa, dedicata a come dare seguito al sinodo sulla sinodalità voluto da papa Francesco e concluso senza riforme eclatanti nel 2024.
Non se ma quando
“In ogni discussione sinodale tra i fedeli, si pone la questione dell'ordinazione al sacerdozio di uomini sposati oltre a quelli non sposati”, scrive, tra l’altro, monsignor Bonny, secondo il quale “la questione non è più se la Chiesa possa ordinare sacerdoti uomini sposati, ma quando lo farà e chi lo farà” e “qualsiasi ritardo viene percepito come una scusa”.
Le mosse di Francesco
Il celibato obbligatorio è invalso nella Chiesa grosso modo a partire dal Concilio lateranense II (1139). Leone XIV non si è mai espresso sull’ipotesi dell’abolizione, ma ha sottolineato il valore del celibato sacerdotale. Francesco aveva inizialmente detto che si poteva discutere dei cosiddetti “viri probati”, uomini sposati di provata fede ordinati sacerdoti, in particolare in contesti come l’Amazzonia, ha sottolineato che il celibato obbligatorio è “una prescrizione temporanea” e “può essere rivisto” (nel 2020), ma ha anche escluso di volere intervenire lui sulla sua abolizione (“Io non lo farò”, disse nel 2019). Un vescovo non può decidere di ordinare preti sposati senza incorrere nella scomunica.
Senza preti
Ora il vescovo di Anversa cita tre argomenti a favore dell’ordinazione di uomini sposati. Innanzitutto, scrive, “in molte diocesi si registra una storica carenza di sacerdoti locali. Il numero di uomini non sposati che desiderano diventare sacerdoti è sceso a poco più di zero”. E se “la nostra diocesi è molto grata che un folto gruppo di sacerdoti stranieri stia colmando questa carenza”, tuttavia, essi “non possono soddisfare tutte le nostre esigenze. Vengono per aiutarci, non per sostituirci”.
Preti già sposati
In secondo luogo, alcuni di questi sacerdoti stranieri provengono da Romania, Ucraina, Bielorussia o Medio Oriente e appartengono a una Chiesa cattolica orientale dove il matrimonio del sacerdote è ammesso: “Nessuno”, scrive monsignor Bonny, “sa più spiegare perché l'ordinazione di uomini sposati sia possibile per i seminaristi cattolici orientali o per i convertiti al cattolicesimo, ma non per le vocazioni cattoliche locali”.
Il nodo degli abusi
Infine il vescovo di Anversa tocca il tema delicato degli abusi sessuali, non per tracciare una correlazione diretta tra celibato e abusi ma perché gli abusi hanno portato a galla un problema di “salute psicosociale dei sacerdoti” e di mancanza di “trasparenza del loro stile di vita”. Alcuni preti hanno abbandonato il sacerdozio, molti fedeli hanno perso fiducia. In questo senso, “come possiamo ricostruire questa fiducia?”, si domanda Bonny: “Solo attraverso l'autenticità, la riconoscibilità e la trasparenza, vicini alle persone e alla loro vita quotidiana. Le persone desiderano sacerdoti che, come ‘pescatori di uomini’ o ‘buoni pastori’, sposati o meno, vivano nel cuore del loro villaggio o quartiere, servano con e per le persone e siano pronti ad andare in periferia come missionari”.
Parlarne col Vaticano
Per queste ragioni, prosegue il vescovo belga, “farò tutto il possibile per ordinare sacerdoti uomini sposati nella nostra diocesi entro il 2028”. Oltre a contattare e formare i possibili candidati, “i prossimi due anni serviranno anche a garantire la necessaria comunicazione e gli accordi, sia con la Conferenza episcopale belga che con il Vaticano, poiché potremo imparare dalle reciproche esperienze e intuizioni. Per molti vescovi, l'ordinazione di uomini sposati è diventata una questione di coscienza”.