Entra l’Ia, arrivano le graphic novel e torna la geografia: ecco i nuovi programmi per i licei
di Viola GiannoliI nuovi programmi per i licei dell’era Valditara sono pronti. La commissione nominata dal ministero dell’Istruzione e guidata dalla professoressa di didattica e pedagogia speciale dell’università di Bari, Loredana Perla, ha terminato il suo lavoro e la bozza visionata da 130 persone tra accademici, docenti e dirigenti scolastici è arrivata a viale Trastevere.
Le indicazioni nazionali risalivano al 2010, ma ora quali sono le novità? La possibilità di svolgere la formazione e alternanza scuola-lavoro all'estero, l'insegnamento delle lingue con la metodologia Clil (Content and languace integrated learning), l'uso dell'Intelligenza artificiale trasversale a tutte le discipline.
Poi ci sono parole d’ordine come il “primato” della lingua italiana: le ore di studio saranno ispirate a questo principio ribadito dalla Corte Costituzionale e diverranno più centrali. Nei programmi entreranno graphic novel e la lettura di copioni teatrali e cinematografici per tentare un approccio diverso agli in…
I nuovi programmi per i licei dell’era Valditara sono pronti. La commissione nominata dal ministero dell’Istruzione e guidata dalla professoressa di didattica e pedagogia speciale dell’università di Bari, Loredana Perla, ha terminato il suo lavoro e la bozza visionata da 130 persone tra accademici, docenti e dirigenti scolastici è arrivata a viale Trastevere.
Le indicazioni nazionali risalivano al 2010, ma ora quali sono le novità? La possibilità di svolgere la formazione e alternanza scuola-lavoro all'estero, l'insegnamento delle lingue con la metodologia Clil (Content and languace integrated learning), l'uso dell'Intelligenza artificiale trasversale a tutte le discipline.
Poi ci sono parole d’ordine come il “primato” della lingua italiana: le ore di studio saranno ispirate a questo principio ribadito dalla Corte Costituzionale e diverranno più centrali. Nei programmi entreranno graphic novel e la lettura di copioni teatrali e cinematografici per tentare un approccio diverso agli interessi delle nuove generazioni.
Ancora: “centralità dell’Occidente”. Come era accaduto per le scuole elementari e medie, lo studio della storia si concentrerà sull’Occidente per passare poi solo in un secondo momento allo studio del resto del mondo. L’idea aveva già attirato numerose critiche tra gli storici e i docenti, ma Perla si difende: "Non c’è una visione riduzionista, bisogna saper leggere questa impostazione con una visione di conoscenza approfondita del mondo dal quale veniamo e della sua eredità culturale".
Via le geostoria introdotta nel 2010: la geografia verrà distinta dalla storia: due materie vuol dire due libri. Al contrario che negli istituti tecnici, il monte ore riservato alle due materie non verrà toccato: tre ore a settimana.
Cambierà pure la filosofia: le nuove indicazioni puntano a mettere maggiormente in rapporto lo studio del pensiero filosofico con il mondo e i bisogni degli studenti. Approccio “interpretativo” senza abbandonare quello “storico”, sostiene Perla. Tra i docenti coinvolti in questa commissione inedita (perché alle elementari e medie banalmente la filosofia non s’insegna come materia) c’è Massimo Mugnai, professore emerito della Normale di Pisa e autore del libro Come non insegnare la filosofia. “Il manuale contemporaneo si propone di raccontare brevemente il pensiero di tutti i filosofi occidentali, cosa che è ben diversa dall’insegnare agli studenti la filosofia – diceva – L’Italia è l'unico Paese europeo dove esiste un insegnamento storico della filosofia. La mia proposta è quella di abolire progressivamente il manuale di storia della filosofia per sostituirlo con un manuale sistematico in cui si affronta un tema etico (l’uguaglianza, ad esempio) mettendo a confronti le posizioni menzionando i classici”.
L'Eurasia e l'Estremo Oriente faranno capolino invece nei programmi di lingue, dove verranno introdotti dei sillabi specifici per il russo e il cinese, che mancavano nelle vecchie indicazioni.
Lo studio del greco antico prevederà la drammatizzazione come strumento didattico.
Secondo l’Associazione nazionale dei presidi, “l'impianto è positivo: ci sono vari aspetti di novità in ordine all'Intelligenza artificiale, alla geografia, alla nuova visione del mondo antico che assume maggiore vivacità. Serviva una rivisitazione e rimodulazione dei programmi in una ottica attuale più vicina al mondo degli studenti e alle competenze che servono per il futuro", commenta Cristina Costarelli, capa dei dirigenti scolastici dell’Anp del Lazio. Per il docente e scrittore Christian Raimo, invece "la ratio di queste indicazioni racconta di una scuola che legge il mondo contemporaneo con gli occhi di chi non soltanto disprezza ma non riconosce l'importanza delle rivoluzioni didattiche che ci sono state dal '68".
Che succede ora? Il Mim renderà pubblica la bozza, avvierà una fase di consultazione che coinvolgerà i soggetti interessati prima dell’adozione formale delle nuove Indicazioni, inoltrerà il documento definitivo al Consiglio superiore della pubblica istruzione per un parere e poi al Consiglio di Stato per la definitiva approvazione.
E i tecnici? e i professionali? Per quanto riguarda i primi il lavoro è appena cominciato. Mentre l’impianto dei secondi al momento non dovrebbe essere toccato perché le indicazioni nazionali sono state stilate di recente.