Gli Usa vogliono costruire una base sulla Luna. La Nasa sospende la stazione orbitante
di Elena DusiAncora un cambio di programma per la missione Artemis. Il progetto con cui la Nasa intende riportare l’uomo sulla Luna perde un pezzo – la stazione orbitante Gateway – e si concentra sulla realizzazione di una base permanente sulla superficie del satellite, che costerà circa 20 miliardi di dollari in un lasso di tempo di sette anni.
Sospesa la stazione orbitante
I lanci per realizzare la base lunare partiranno dal 2027. L’amministratore dell’Agenzia spaziale americana Jared Isaacman ha annunciato oggi la revisione del percorso per riportare gli esseri umani sulla superficie del satellite, dopo la fine del programma Apollo nel 1972.
"La Nasa è impegnata a raggiungere il quasi-impossibile una volta ancora” ha detto Isaacman a Washington senza risparmiare sull’enfasi. “Puntiamo a tornare sulla Luna prima della fine del mandato del presidente Trump, costruire una base, stabilire una presenza permanente e fare tutto ciò che serve per assicurare la leadership americana nello spazio”.
Inizia…
Ancora un cambio di programma per la missione Artemis. Il progetto con cui la Nasa intende riportare l’uomo sulla Luna perde un pezzo – la stazione orbitante Gateway – e si concentra sulla realizzazione di una base permanente sulla superficie del satellite, che costerà circa 20 miliardi di dollari in un lasso di tempo di sette anni.
Sospesa la stazione orbitante
I lanci per realizzare la base lunare partiranno dal 2027. L’amministratore dell’Agenzia spaziale americana Jared Isaacman ha annunciato oggi la revisione del percorso per riportare gli esseri umani sulla superficie del satellite, dopo la fine del programma Apollo nel 1972.
"La Nasa è impegnata a raggiungere il quasi-impossibile una volta ancora” ha detto Isaacman a Washington senza risparmiare sull’enfasi. “Puntiamo a tornare sulla Luna prima della fine del mandato del presidente Trump, costruire una base, stabilire una presenza permanente e fare tutto ciò che serve per assicurare la leadership americana nello spazio”.
Inizialmente il progetto prevedeva una stazione spaziale in orbita permanente attorno alla Luna: il Gateway. Da lì gli astronauti avrebbero compiuto l’ultima tappa scendendo sulla superficie del satellite tramite un lander: una navicella capace di compiere le delicate manovre di allunaggio. In un futuro indeterminato il Gateway avrebbe anche potuto essere una base di lancio per le missioni verso Marte. Per raggiungere il pianeta rosso la Nasa ha annunciato la progettazione di un razzo a propulsione nucleare che dovrebbe iniziare a volare nel 2028, lo Space Reactor-1 Freedom.
"L’Agenzia intende sospendere il Gateway nella sua forma attuale e concentrarsi sulle infrastrutture che consentano operazioni di superficie sostenute” si legge nel comunicato appena pubblicato.
Le tappe per la base permanente
La costruzione della base inizierà nel 2027, con l’invio di rover (robot con le ruote in grado di spostarsi in modo autonomo) e strumenti per “costruire, testare, imparare”. Serviranno circa 30 allunaggi – per il momento senza il coinvolgimento di astronauti – per costruire gli elementi basilari della stazione lunare.
Le prime infrastrutture semi-abitabili verranno realizzate in una seconda fase. L’energia e il calore per gli astronauti saranno forniti da un piccolo reattore nucleare. Un rover giapponese pressurizzato permetterà agli astronauti di spostarsi sulla superficie per l’assemblaggio delle infrastrutture.
Nella terza fase la base diventerà finalmente ospitale, grazie anche “agli habitat multiuso dell’Agenzia Spaziale Italiana”. La nostra Asi ha infatti l’incarico di realizzare gli spazi dove abiteranno e lavoreranno gli astronauti.
Le sfide e la competizione con la Cina
La decisione di oggi non coinvolge il lancio di Artemis II, previsto tra il primo e il 6 aprile. Il razzo è già sulla rampa di lancio. Porterà 4 astronauti attorno alla Luna in una missione di dieci giorni che non prevede allunaggi.
Il progetto della base lunare richiederà molto più tempo e la Nasa ha già stravolto varie volte il suo programma. Gli Stati Uniti sentono la competizione con la Cina, che ha annunciato la sua intenzione di atterrare sul polo sud lunare entro il 2030, dove è stata avvistata acqua allo stato di ghiaccio, e sta procedendo con un programma molto più snello (e scarno di dettagli) rispetto a quello americano.
Il riciclaggio del Gateway
Uno dei problemi del cambio di programma riguarda proprio il Gateway, che era in uno stadio avanzato di realizzazione. La costruzione era stata affidata a due aziende private americane, Northrop Grumman e Vantor. “Sarà una sfida, ma riconvertiremo le strutture realizzate per supportare le operazioni di superficie” ha spiegato Isaacman.
Un rapporto dell'ispettore generale della Nasa però ha stimato che l'intero programma Artemis sia costato 93 miliardi di dollari fino al 2025. Per l’attuale guerra in Iran il presidente Trump ha chiesto al Congresso 200 miliardi di dollari.