BERGAMO – In lento e progressivo miglioramento dopo una notte “tranquilla”, senza complicazioni. Ventiquattro ore dopo l’aggressione e le coltellate nei corridoi della scuola media “Leonardo da Vinci” migliorano le condizioni di Chiara Mocchi, l’insegnante 57enne di francese colpita ieri da un suo alunno di 13 anni poco prima del suono della campanella per l’inizio delle lezioni.
La donna – trasportata ieri mattina in elicottero all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico durato due ore e mezza – ha lasciato la terapia intensiva, dove si trovava dopo l’operazione, ed è stata trasferita oggi in reparto. Passata la grande preoccupazione e confermato (già ieri) che la pr…
BERGAMO – In lento e progressivo miglioramento dopo una notte “tranquilla”, senza complicazioni. Ventiquattro ore dopo l’aggressione e le coltellate nei corridoi della scuola media “Leonardo da Vinci” migliorano le condizioni di Chiara Mocchi, l’insegnante 57enne di francese colpita ieri da un suo alunno di 13 anni poco prima del suono della campanella per l’inizio delle lezioni.
La donna – trasportata ieri mattina in elicottero all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico durato due ore e mezza – ha lasciato la terapia intensiva, dove si trovava dopo l’operazione, ed è stata trasferita oggi in reparto. Passata la grande preoccupazione e confermato (già ieri) che la prof è fuori pericolo di vita, stando a quanto riferiscono fonti ospedaliere il bollettino medico è rassicurante e i medici sono ragionevolmente ottimisti.
La trasfusione in volo che le ha salvato la vita
Se Chiara Mocchi si è salvata, lo deve all’intervento tempestivo, ieri, dei sanitari volati in elicottero a Trescore Balneario e alla tecnologia salvavita presente a bordo degli elicotteri di Areu: quella procedura chiamata “Blood on Board” che permette di iniziare una trasfusione di sangue direttamente a bordo, durante il trasferimento in ospedale. Così è stato ieri mattina. I parametri vitali della donna sono stati stabilizzati prima ancora del ricovero (in codice rosso) in pronto soccorso. Tradotto: il sangue perso dopo le coltellate a scuola è stato “integrato” in volo. Così la docente è sopravvissuta alla violenta aggressione.
Era stato l’assessore all’Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, a raccontare ieri quanto sia stato cruciale il protocollo della trasfusione di sangue in elicottero. Una volta giunta nell’ospedale diventato famoso a livello mondiale durante la pandemia Covid che ha flagellato la Bergamasca, Chiara Mocchi è stata operata d’urgenza. Poco meno di tre ore di intervento necessarie per suturare le ferite al collo, al torace e alla gamba, inferte dallo studente 13enne con un coltello da sub o da cacciatore.
I voti insufficienti il movente dell’aggresione
Una vita per la scuola e l’insegnamento, la prof di francese è stimata e apprezzata da alunni e colleghi: sia per l’empatia e la cura coi ragazzi sia per il suo metodo di insegnamento. “Non alza mai la voce ma sa farsi ascoltare e rispettare”, è la descrizione fatta da altri insegnanti. Come è noto, la sua “colpa” sarebbe stata quella di avere dato uno o più voti insufficienti (e forse una nota) all’alunno che l’ha poi aggredita e di avere difeso un compagno di classe con il quale il tredicenne aveva discusso in più di un’occasione.
Da qui la folle vendetta dello studente adolescente che arriva a scuola con coltello e pistola scacciacani e la maglietta con scritto “vendetta”: il resto è cronaca. Le coltellate, l’aggressione filmata e trasmessa in streaming sul canale Telegram, l’intervento di un’altra insegnate e di due bidelli che bloccano il ragazzino prima dell’arrivo dei carabinieri.Chiara Mocchi non è sposata e non ha figli. In ospedale è stata seguita con estrema cura e protetta dalla curiosità di chi, sconvolto per i fatti di Trescore, voleva sapere e capire dove è ricoverata. Nelle prossime ore, se le sue condizioni continueranno a migliorare, l’insegnante potrebbe ricevere la visita di parenti e di qualcuno/a tra i colleghi più stretti.