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Crans, la fotografa sopravvissuta al rogo: “Jessica mi disse di riprendere lo show con le candele”

(ansa)

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Visita degli inquirenti romani al Constellation. Vertice tra pm italiani e svizzeri: ok alla consegna delle carte ma tempi non brevi
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Ritorno a Sion. Con una fumata bianca, anche se i tempi non saranno brevi. Ieri, 25 marzo, il pm della procura di Roma Stefano Opilio, assieme agli investigatori della squadra mobile, della scientifica e dei vigili del fuoco, ha incontrato la procuratrice di Sion Béatrice Pilloud, che indaga sulla strage al Constellation: 41 morti e 115 feriti nella notte di Capodanno.

Lo “scambio” di carte e gli ostacoli della procedura

L’obiettivo dei pm romani è acquisire le carte dell’inchiesta. Da quanto si è saputo, il confronto è andato bene. Inquirenti e investigatori italiani hanno potuto visionare atti e documenti dal primo gennaio a oggi. Anche i più recenti. Rapporti, testimonianze, verbali degli interrogatori. Carte proiettate su uno schermo. Gli italiani hanno selezionato i documenti d’interesse per il fascicolo d’inchiesta aperto dalla procura di Roma. E hanno dato la loro disponibilità a trasmettere gli atti raccolti in Italia, dalle autopsie agli esiti dei sequestri dei cellulari.

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Ritorno a Sion. Con una fumata bianca, anche se i tempi non saranno brevi. Ieri, 25 marzo, il pm della procura di Roma Stefano Opilio, assieme agli investigatori della squadra mobile, della scientifica e dei vigili del fuoco, ha incontrato la procuratrice di Sion Béatrice Pilloud, che indaga sulla strage al Constellation: 41 morti e 115 feriti nella notte di Capodanno.

Lo “scambio” di carte e gli ostacoli della procedura

L’obiettivo dei pm romani è acquisire le carte dell’inchiesta. Da quanto si è saputo, il confronto è andato bene. Inquirenti e investigatori italiani hanno potuto visionare atti e documenti dal primo gennaio a oggi. Anche i più recenti. Rapporti, testimonianze, verbali degli interrogatori. Carte proiettate su uno schermo. Gli italiani hanno selezionato i documenti d’interesse per il fascicolo d’inchiesta aperto dalla procura di Roma. E hanno dato la loro disponibilità a trasmettere gli atti raccolti in Italia, dalle autopsie agli esiti dei sequestri dei cellulari.

Procedura complessa

Quando i pm italiani avranno materialmente le carte? Non è semplice saperlo. La procedura viene definita particolarmente complessa. La procura di Sion deve infatti avvertire, atto per atto, i protagonisti citati nei dossier. E deve chiedere a ognuno di loro: vi opponete alla trasmissione di questi documenti all’autorità giudiziaria italiana? Ciò non vale soltanto per gli indagati – nove in tutto, ad oggi, dai coniugi Jacques e Jessica Moretti al sindaco Nicolas Feraud – ma potenzialmente tutte le persone che sono state sentite. Chiunque può insomma opporsi alla trasmissione e in quel caso deve essere il tribunale federale a decidere.

Dalle carte ai primi indagati. La “visita” dei pm al Constellation

L’acquisizione delle carte è comunque propedeutica all’iscrizione sul registro degli indagati nel fascicolo italiano. Difficile per ora prevedere i tempi. L’impegno degli svizzeri è di consegnare i documenti in tempo ragionevole. Le prime iscrizioni comunque potrebbero arrivare già prima. Oggi il pm Opilio continuerà la visione del materiale d’interesse investigativo. Poi è prevista una visita al Constellation. Non un vero e proprio sopralluogo, che da quanto si apprende non è stato possibile organizzare. Ma comunque un momento davanti al luogo della strage e al memoriale per le vittime.

Roze: “Ho avuto paura di rimanere cieca. Jessica mi disse di riprendere le candele”

Davanti a quel memoriale, alcune settimane fa, era tornata Rozerin Ozkaytan, per tutti Roze, 18 anni, la fotografa ferita e sopravvissuta alla strage. A Capodanno doveva scattare foto e video per i Moretti. Ieri ha parlato per cinque ore davanti agli investigatori nell’ambito degli interrogatori. E ha puntato il dito contro Jessica Moretti, come aveva già fatto in passato. “Ho visto la morte in faccia, ho avuto paura di rimanere cieca – il senso delle sue parole -. Fu Jessica a dirmi di fotografare lo show con le candele”, cioè le “fontane magiche” attaccate alle bottiglie di champagne, che a contatto con il soffitto gonfio di schiuma infiammabile hanno scatenato l’incendio.

"Jessica disse a Cyane di salire sulle spalle del collega”

“Jessica disse a Cyane (la cameriera col casco che ha dato origine all’incendio, ndr) di salire sulle spalle del collega. Una volta fuori dal locale, ho visto Jessica fuori dalla porta, era scappata e piangeva. Non faceva niente” per aiutare gli altri. “Non ho visto nessuno dare una mano, fornire indicazioni” ai ragazzi spaventati che cercavano di scappare. Durante l’udienza sono state proiettate le foto della diciottenne in ospedale. Dalle immagini si è visto il suo calvario: è stata in coma per tre settimane, attaccata all’ossigeno. Ancora oggi deve fare molte medicazioni, è seguita dallo psicologo e dal fisioterapista. Ha parlato di “shock, incubi, dolore”. Roze era stata nel locale anche il 27 dicembre. Frequentava il Constellation da tempo, e da tempo aveva notato la presenza di ragazzini anche sotto i 16 anni. Così come sapeva dell’abitudine di chiudere le porte secondarie, uno dei temi al centro dell’inchiesta.

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