No Kings, perquisizioni e identificazioni in tutta Italia: debutta il fermo preventivo di Piantedosi
di Alessandra ZinitiUna lunga lista di nomi da controllare, le auto con a bordo esponenti di gruppi di antagonisti ritenuti più pericolosi a cominciare da quelli di Askatasuna, seguite e fermate sin dalla partenza da Torino, perquisizioni e identificazioni da un capo all'altro dell'Italia di chi dalle prime luci dell'alba si è messo in moto per partecipare alla grande manifestazione "No Kings" in partenza alle 14 da piazza Repubblica
È il debutto del fermo preventivo fortemente voluto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi come strumento per provare a intercettare le frange violente prima delle manifestazioni ritenute a rischio. E quella di oggi, secondo il titolare dell'Interno, lo è.
I manifestanti sono preparati. Gli analisti dell'antiterrorismo, che da giorni monitorano le chat di Telegram e Whatsapp e le piattaforme di comunicazione, hanno intercettato messaggi in cui si mettono a disposizione numeri di avvocati da chiamare in caso di fermo preventivo.
Il nuovo dispositivo di sicurezza
Gli arr…
Una lunga lista di nomi da controllare, le auto con a bordo esponenti di gruppi di antagonisti ritenuti più pericolosi a cominciare da quelli di Askatasuna, seguite e fermate sin dalla partenza da Torino, perquisizioni e identificazioni da un capo all'altro dell'Italia di chi dalle prime luci dell'alba si è messo in moto per partecipare alla grande manifestazione "No Kings" in partenza alle 14 da piazza Repubblica
È il debutto del fermo preventivo fortemente voluto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi come strumento per provare a intercettare le frange violente prima delle manifestazioni ritenute a rischio. E quella di oggi, secondo il titolare dell'Interno, lo è.
I manifestanti sono preparati. Gli analisti dell'antiterrorismo, che da giorni monitorano le chat di Telegram e Whatsapp e le piattaforme di comunicazione, hanno intercettato messaggi in cui si mettono a disposizione numeri di avvocati da chiamare in caso di fermo preventivo.
Il nuovo dispositivo di sicurezza
Gli arrivi alla stazione Termini passati ai raggi X già da ieri, posti di blocco ai caselli autostradali e presidi di polizia anche agli altri snodi ferroviari nei pressi della Capitale, più di mille uomini sul territorio, rafforzati dai reparti mobili provenienti da altre città, e soprattutto il nuovo strumento che il governo ha fortemente voluto ritenendolo strategico per bloccare eventuali violenti prima di grandi manifestazioni di piazza.
Per il fermo preventivo, introdotto con il decreto sicurezza approvato dal consiglio dei ministri a fine febbraio, oggi è il giorno del debutto. Il piano di controllo del territorio affinato ieri nell'ultima riunione del tavolo tecnico in prefettura ci punta
Chi può essere fermato
Davanti a "fondati motivi concreti ", così recita il testo limato del decreto sicurezza per evitare le obiezioni del Quirinale su uno strumento che potrebbe diventare un limite al diritto costituzionale di manifestare, le forze di polizia potranno accompagnare in caserma o in commissariato persone ritenute un rischio per il regolare svolgimento della manifestazione. E dunque persone in possesso di armi o di oggetti pericolosi, con il volto travisato, con precedenti specifici o segnalazioni per violenza. Dell'eventuale fermo dovrà essere contestualmente informato il pubblico ministero di turno che, se non dovesse ritenere fondati gli elementi a suo carico, ne potrà disporre il rilascio immediato.
Uno strumento, quello del fermo preventivo, che il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha voluto inserire nel decreto sicurezza portato all'approvazione del cdm poche settimane dopo gli incidenti al corteo di Askatasuna a Torino dove rimase ferito un poliziotto accerchiato e colpito più volte da una frangia di violenti infiltratasi in un corteo fino a quel momento pacifico.
E proprio gli appartenenti ad Askatasuna, insieme ad altre sigle antagoniste e anarchiche che hanno annunciato la loro partecipazione al corteo "No Kings" sono attesi al varco dal dispositivo di sicurezza messo in campo dalla questura, con l'ausilio dei doni dall'alto ma soprattutto del capillare monitoraggio su chat e piattaforme multimediali assicurato negli ultimi giorni dall'antiterrorismo e dalla Digos con particolare attenzione ai gruppi che hanno già messo a disposizione dei loro associati i numeri di legali da chiamare proprio in caso di fermo preventivo.