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Scoperto un sistema solare bambino: gli astronomi osservano la nascita dei pianeti in diretta

La stella Wispit 2 con i due pianeti che la orbitano. Credit: ESO/C. Lawlor, R. F. van Capelleveen et al. 

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Si trova a 400 anni luce da noi ed è formato al momento da due giganti gassosi. Un terzo sta venendo alla luce. A 11 anni luce individuato anche un pianeta che potrebbe avere acqua in superficie
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Un sistema solare sta nascendo a 400 anni luce da noi. Ha al centro una stella molto giovane, chiamata Wispit 2, simile a come poteva apparire il Sole 5 miliardi di anni fa. Attorno a lei ruotano due pianeti. Il primo era già noto, il secondo è stato appena scoperto grazie al telescopio Vlt (Very Large Telescope), che si trova in Cile nel deserto di Atacama ed è gestito dall’Eso (European Southern Observatory), un’istituzione scientifica di cui fa parte anche l’Italia.

“Wispit 2 ci permette di scrutare direttamente nel nostro passato” spiega Chloe Lawlor dell’università irlandese di Galway, fra gli autori della scoperta raccontata su Astrophysical Journal Letters.

Il telescopio Vlt in Cile 

I due giganti gassosi

Finora era stato osservato solo un altro sistema solare bambino: Pds 70, scoperto nel 2018 sempre da Vlt a 370 anni luce da noi. Wispit 2 però è molto più interessante. La matteria a…

Un sistema solare sta nascendo a 400 anni luce da noi. Ha al centro una stella molto giovane, chiamata Wispit 2, simile a come poteva apparire il Sole 5 miliardi di anni fa. Attorno a lei ruotano due pianeti. Il primo era già noto, il secondo è stato appena scoperto grazie al telescopio Vlt (Very Large Telescope), che si trova in Cile nel deserto di Atacama ed è gestito dall’Eso (European Southern Observatory), un’istituzione scientifica di cui fa parte anche l’Italia.

“Wispit 2 ci permette di scrutare direttamente nel nostro passato” spiega Chloe Lawlor dell’università irlandese di Galway, fra gli autori della scoperta raccontata su Astrophysical Journal Letters.

Il telescopio Vlt in Cile 

I due giganti gassosi

Finora era stato osservato solo un altro sistema solare bambino: Pds 70, scoperto nel 2018 sempre da Vlt a 370 anni luce da noi. Wispit 2 però è molto più interessante. La matteria attorno alla stella non è infatti distribuita uniformemente. E’ aggregata in anelli, distanziati da spazi vuoti. Gli anelli sono aggregazioni di materia che daranno vita a nuovi pianeti e probabilmente un nuovo oggetto celeste delle dimensioni di Saturno sta per nascere attorno alla stella.

“Questa struttura dimostra che altri pianeti si stanno formando, e noi siamo pronti a catturarli con i nostri strumenti” conferma Lawlor.

Il primo pianeta del sistema solare di Wispit 2 era stato scoperto l’anno scorso. E’ cinque volte più grande di Giove e orbita la stella a una distanza 60 volte maggiore di quella della Terra rispetto al Sole. Il pianeta scoperto oggi è dieci volte più grande di Giove e la sua distanza da Wispit 2 è 15 volte la distanza fra Terra e Sole.

Un altro potenziale pianeta azzurro

Entrambi i pianeti di Wispit 2 sono giganti gassosi simili ai pianeti esterni del nostro sistema solare. Difficilmente possono avere le caratteristiche per ospitare la vita. Diverso è invece il caso di GJ 887d, un pianeta che si trova a 10,7 anni luce da noi, potrebbe ospitare acqua liquida sulla superficie e si trova relativamente al riparo dalle radiazioni cosmiche dannose. Teoricamente, queste due condizioni lo rendono adatto alla vita.

Anche GJ 887d è stato scoperto dal telescopio Vlt in Cile. Alla sua osservazione, pubblicata su Astronomy & Astrophysics, hanno partecipato l’Istituto Italiano di Astrofisica (Inaf) e la Scuola Normale Superiore di Pisa.

“Il pianeta scoperto intorno alla stella GJ887 era stato individuato già nel 2020, ma ora con i nuovi dati a disposizione ne è stata confermata l'esistenza” ha spiegato l’astrofisico Fabio Del Sordo, del gruppo di Cosmologia della Scuola Normale, che è anche affiliato all’osservatorio di Catania dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

“Il segnale identificato mostra che il pianeta si muove su un'orbita di circa 50 giorni. È interessante anche perché può avere caratteristiche simili ai pianeti del nostro sistema solare. Stiamo parlando di un oggetto che non si trova a distanze siderali, ma solo 6 anni luce più lontano rispetto a Proxima Centauri”. Cioè alla stella più vicina alla Terra. Nonostante questo, con i razzi attuali gli esseri umani impiegherebbero 17mila anni per raggiungerlo.

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