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Padre Francois Dermine racconta la sua vita da esorcista: “Il diavolo esiste e si annida nei social”

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Domenicano, 76 anni, che a maggio a Roma organizza un corso con l’ateneo pontificio Regina Apostolorum: “La realtà non sono solo le cose naturali, quelle che conosciamo o a cui siamo abituati, c’è anche una dimensione preternaturale che dipende dall’intervento di angeli cattivi e buoni”
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La realtà «non sono solo le cose naturali», c’è anche una dimensione «che dipende dall’intervento di angeli cattivi e buoni». Ne è convinto padre François Dermine, esorcista a Bologna, secondo il quale c’è lo zampino del diavolo anche nelle guerre in corso e nei social.

Il domenicano, 76 anni, è presidente del Gris (Gruppo di ricerca e di informazione socio-religiosa), che ha censito in Italia 263 gruppi che praticano l’occultismo, la magia, il satanismo. «A spaventarmi per la loro pericolosità», nota David Murgia, presidente del Gris della diocesi di Roma, «sono invece i piccoli gruppi, i gruppi fai da te, che sfuggono ad ogni tipo di censimento». Anche per evitare derive e abusi, dall’11 al 15 maggio il Gris organizza con l’ateneo pontificio Regina Apostolorum, a Roma, un corso sul “ministro dell’esorcismo e la preghiera di liberazione”.

Padre Dermine, come si rivolgono a lei le persone che sentono di avere un problema col demonio?

«Mi chiamano al telefono, prendiamo un appuntamento…

La realtà «non sono solo le cose naturali», c’è anche una dimensione «che dipende dall’intervento di angeli cattivi e buoni». Ne è convinto padre François Dermine, esorcista a Bologna, secondo il quale c’è lo zampino del diavolo anche nelle guerre in corso e nei social.

Il domenicano, 76 anni, è presidente del Gris (Gruppo di ricerca e di informazione socio-religiosa), che ha censito in Italia 263 gruppi che praticano l’occultismo, la magia, il satanismo. «A spaventarmi per la loro pericolosità», nota David Murgia, presidente del Gris della diocesi di Roma, «sono invece i piccoli gruppi, i gruppi fai da te, che sfuggono ad ogni tipo di censimento». Anche per evitare derive e abusi, dall’11 al 15 maggio il Gris organizza con l’ateneo pontificio Regina Apostolorum, a Roma, un corso sul “ministro dell’esorcismo e la preghiera di liberazione”.

Padre Dermine, come si rivolgono a lei le persone che sentono di avere un problema col demonio?

«Mi chiamano al telefono, prendiamo un appuntamento. Ricevo una quindicina di telefonate al mese. Magari la persona sin dal primo incontro sta molto meglio, o ridimensiona le sue affermazioni. Oppure ci sono casi che si trascinano per molti anni. Generalmente se una persona si sforza di vivere nella fede i casi si ridimensionano o scompaiono».

Che casi si trova a trattare?

«Le possessioni costituiscono una minoranza dei casi. Le persone soffrono di disturbi vari, problemi inspiegabili nella vita professionale o nella salute, e non necessariamente sono possessioni, ci sono anche le vessazioni, o i disturbi naturali».

Qual è per un esorcista la differenza tra la possessione e la vessazione?

«Nella possessione il demonio si impossessa di una persona, specialmente durante l’esorcismo, e la persona non è più padrona di se stessa. Quando finisce l’esorcismo non si accorge neanche di cosa ha fatto durante l’esorcismo: può avere urlato, può aver tentato di aggredire l’esorcista, ma non si ricorda di niente. Le vessazioni sono invece attacchi di cui la vittima è consapevole».

Accade spesso che le persone urlino durante l’esorcismo?

«Succede, non spesso ma succede. Ma, per dire, non ho mai visto nessuno arrampicarsi sui muri».

Cosa c’è di vero e cosa c’è di falso nell’immagine cinematografica dell’esorcista?

«Devo dire che non mi interesso più di tanto ai film… ma è chiaro che al cinema si insiste sugli aspetti straordinari, mentre molte persone che vengono da noi lamentano problemi che non sono straordinari ma che comunque incidono sull’andamento della loro vita in modo significativo».

Ad esempio?

«Una persona che non riesce a studiare pur essendo intelligente, che nella vita familiare ha problemi che di per sé non dovrebbero esistere, oppure ha problemi alimentari».

Ma questi non sono problemi psicologici o psichiatrici?

«Che il problema sia psichiatrico lo si può capire dal fatto che la persona sino ad allora ha avuto una vita normale. Non di rado ci rivolgiamo a uno psicologo affinché ci dia un aiuto per distinguere bene tra una causa naturale e una causa non naturale».

Lei capisce lo scetticismo di chi non crede a questi fenomeni?

«Lo comprendo però normalmente è un rifiuto sistematico verso queste cose che non tiene conto della realtà nella sua completezza. La realtà non sono solo le cose naturali, quelle che conosciamo o a cui siamo abituati, c’è anche una dimensione preternaturale che dipende dall’intervento di angeli cattivi e buoni».

Nelle competenze dell’esorcista rientrano anche le attività degli angeli buoni?

«Abitualmente la gente viene qui perché ha problemi con gli angeli cattivi: i demoni sono angeli decaduti».

E un esorcista come arriva a a essere convinto che il problema che ha davanti riveli la presenza del demonio?

«L’esorcista deve essere lento nell’effettuare la diagnosi diabolica, ci vuole prudenza, ma a un certo momento si trova di fronte a segni inequivocabili. Ad esempio la persona, che di solito è normale, reagisce alle preghiere, o può diventare violenta, o senza causa ha comportamenti inspiegabili, oppure sa cose dell’esorcista che non è spiegabile che sappia».

La presenza pervasiva dei social, adesso anche dell’intelligenza artificiale, incidono nel suo lavoro?

«Abbiamo una catena di trasmissione in più. E la gente ricorre a questi mezzi anche per far passare messaggi demoniaci, messaggi di odio nei confronti della Chiesa, della religione o dei sacerdoti, oppure si formano anche gruppi di adoratori di Satana. Non sempre la vittima si rende conto di essere oggetto di un’attenzione particolare da parte del demonio».

Nelle guerre in corso in Medio Oriente o in Ucraina secondo lei c’è lo zampino del diavolo?

«In queste cose il demonio c’entra sempre: approfitta delle nostre ferite, acuisce i problemi, suscita reazioni spropositate – ma non è che per risolvere questo tipo di problemi serva l’esorcismo. Semmai ci vuole la preghiera quotidiana di tutti i credenti».

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