Casa di Giulietta a Verona, da oggi ingresso a pagamento: cinque euro per visitare il cortile
di Giulia BoeroCinque secoli di storia, un mito universale. Da questa mattina il balcone più famoso del mondo si paga: entrare nel cortile della Casa di Giulietta, a Verona, in via Cappello 23, costerà cinque euro. La quarta destinazione più recensita d'Italia e meta obbligata per milioni di turisti ogni anno. Un luogo che è, a tutti gli effetti, una costruzione immaginaria: il balcone fu aggiunto negli anni Trenta, la statua nel cortile è una copia. Ma questo, evidentemente, non ha mai fermato nessuno.
Lo ha stabilito l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Damiano Tommasi con un nuovo regolamento deliberato dalla giunta e approvato dal Consiglio comunale. La motivazione ufficiale è il contenimento dell'overtourism: ingressi controllati, prenotazione obbligatoria, e una nuova via di accesso che passa dal foyer del Teatro Nuovo, affacciato su piazzetta Navona. Chi vorrà visitare anche il museo interno dovrà spendere dodici euro. Ad accogliere i turisti, maschere in costume di scena e una sele…
Cinque secoli di storia, un mito universale. Da questa mattina il balcone più famoso del mondo si paga: entrare nel cortile della Casa di Giulietta, a Verona, in via Cappello 23, costerà cinque euro. La quarta destinazione più recensita d'Italia e meta obbligata per milioni di turisti ogni anno. Un luogo che è, a tutti gli effetti, una costruzione immaginaria: il balcone fu aggiunto negli anni Trenta, la statua nel cortile è una copia. Ma questo, evidentemente, non ha mai fermato nessuno.
Lo ha stabilito l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Damiano Tommasi con un nuovo regolamento deliberato dalla giunta e approvato dal Consiglio comunale. La motivazione ufficiale è il contenimento dell'overtourism: ingressi controllati, prenotazione obbligatoria, e una nuova via di accesso che passa dal foyer del Teatro Nuovo, affacciato su piazzetta Navona. Chi vorrà visitare anche il museo interno dovrà spendere dodici euro. Ad accogliere i turisti, maschere in costume di scena e una selezione di immagini e video dedicati alle più celebri rappresentazioni cinematografiche e teatrali della tragedia shakespeariana.
Non si tratta di una decisione improvvisa. A dicembre scorso, dal 6 dicembre al 6 gennaio, l'amministrazione aveva già tentato di introdurre in via sperimentale il biglietto a pagamento durante le festività natalizie. Quel primo tentativo si era concluso con un rapido dietrofront, travolto dalle proteste delle guide turistiche che avevano denunciato l'assenza di qualsiasi preavviso. Le scene che si erano consumate in quei giorni raccontavano meglio di qualsiasi dato statistico le dimensioni del problema: migliaia di visitatori in coda per ore tra il casello autostradale e via Cappello, ingressi esauriti per tre giorni consecutivi, commercianti in rivolta, e una folla respinta che urlava «vergogna» davanti al porticato sbarrato. Alcuni gruppi di turisti, pur di non rinunciare alla fotografia, avevano trovato il modo di scattare il selfie sotto il balcone dall'interno dei negozi di souvenir affacciati sul cortile, spingendosi fino al limite del nastro rosso che separava i paganti dal resto. Un escamotage che aveva rapidamente svuotato gli esercizi commerciali di visitatori senza trasformarli in clienti.
Questa volta il Comune ha scelto una strada diversa. Le nuove tariffe sono state precedute da un accordo formale con la società del Teatro Nuovo e la fondazione Atlantide, e il percorso alternativo attraverso il foyer del teatro è parte integrante della riorganizzazione degli spazi. Una soluzione che risponde anche a un problema concreto di sicurezza pubblica: la riduzione della superficie esterna disponibile nel cortile aveva reso di fatto incompatibile l'accesso libero con la gestione dei flussi in condizioni di affollamento.
Vale la pena ricordarlo: il luogo che genera tutto questo movimento è in larga parte una costruzione immaginaria. Il balcone fu aggiunto negli anni Trenta del Novecento per intuizione di Antonio Avena, allora direttore dei musei civici veronesi — la facciata originale del palazzo trecentesco non ne era dotata. E la statua di Giulietta nel cortile è una copia: l'originale fu rimossa nel 2014 dopo che le carezze dei turisti al seno in bronzo avevano danneggiato l'opera.
È questo il contesto nel quale il Comune di Verona ha scelto di intervenire. La quarta destinazione più recensita d'Italia, meta obbligata per milioni di visitatori ogni anno — in particolare dal continente asiatico, dove il mito shakespeariano conserva un richiamo intatto — diventa da oggi un sito a ingresso regolamentato. Se l'obiettivo dichiarato è decongestionare via Cappello e restituire vivibilità al centro storico, la misura segna comunque una discontinuità netta con decenni di accesso libero e gratuito. Una scommessa, per un'amministrazione che a dicembre aveva già imparato quanto sia delicato mettere mano a un mito.