Intrappolati nell’hotel, l’incubo Rigopiano
di Romina MarcecaUn muro di neve alto tre metri davanti a loro, le strade impraticabili, il timore di rimanere intrappolati dentro un hotel per chissà quanto tempo. È finita nel migliore dei modi per undici turisti, tra i quali un bambino di 10 anni, che sono stati accolti da un hotel a Passo Lanciano, località della Maiella a cavallo tra la province di Pescara e Chieti.
Una nevicata inarrestabile li ha costretti a interrompere il loro viaggio di ritorno verso casa, la struttura li ha ospitati mentre sulle strade le frane, causate dal maltempo, hanno bloccato ogni via di fuga. C’è voluto l’esercito per liberare le strade e anche i turisti che finalmente hanno potuto lasciare la struttura per tornare a casa. Sono tutti di Pescara e paesi vicini.
Fabio D’Aloisio, il titolare dell’hotel Ti Bionda Suisse, spala ancora neve mentre racconta a Repubblica: «Nessuna paura, in hotel siamo stati tutti bene. Ho deciso di soccorrere, insieme al mio personale, i turisti che erano venuti in montagna per una giornata…
Un muro di neve alto tre metri davanti a loro, le strade impraticabili, il timore di rimanere intrappolati dentro un hotel per chissà quanto tempo. È finita nel migliore dei modi per undici turisti, tra i quali un bambino di 10 anni, che sono stati accolti da un hotel a Passo Lanciano, località della Maiella a cavallo tra la province di Pescara e Chieti.
Una nevicata inarrestabile li ha costretti a interrompere il loro viaggio di ritorno verso casa, la struttura li ha ospitati mentre sulle strade le frane, causate dal maltempo, hanno bloccato ogni via di fuga. C’è voluto l’esercito per liberare le strade e anche i turisti che finalmente hanno potuto lasciare la struttura per tornare a casa. Sono tutti di Pescara e paesi vicini.
Fabio D’Aloisio, il titolare dell’hotel Ti Bionda Suisse, spala ancora neve mentre racconta a Repubblica: «Nessuna paura, in hotel siamo stati tutti bene. Ho deciso di soccorrere, insieme al mio personale, i turisti che erano venuti in montagna per una giornata sulla neve. Erano tutti bloccati sulle strade».
La vicenda ha riportato alla mente la tragedia dell’hotel Rigopiano, travolto da una valanga nel 2017 e diventato la tomba di ghiaccio per 29 dei suoi ospiti. Stavolta il finale è diverso. «L’unico momento critico è stato mercoledì quando, mentre eravamo in auto, ci siamo trovati davanti un muro di neve e alberi caduti», ricostruiscono Alberto e Federica che, nell’hotel in Abruzzo, sono arrivati con il figlio.
Erano stati a Passo Lanciano e, una volta ripartiti, si sono imbattuti nelle strade impraticabili. «Sul versante pescarese era tutto ricoperto di neve — raccontano — Abbiamo quindi deciso di percorrere la strada sul lato chietino, seguendo dei mezzi dell’Anas. A un certo punto c’era un’interruzione per la caduta di alberi e neve. Uno dei mezzi della società era già oltre i detriti ed è riuscito a scendere, mentre un altro è rimasto dietro dove eravamo anche noi. Fortunatamente la frana non ha preso né noi né loro. Abbiamo chiamato i soccorsi per segnalare l’emergenza e abbiamo raggiunto l’hotel che ci ha ospitati».
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