Pianificava azioni come Unabomber, arrestato studente di 25 anni
di Federica AngeliAll’alba di oggi, nel cuore ancora addormentato del Tuscolano, Roma si è svegliata con il rumore secco delle sirene e il blitz degli uomini della Digos dell’Aquila: un’irruzione fulminea che ha portato via un 25enne abruzzese, studente fuorisede, finito al centro di un’inchiesta che gli investigatori definiscono “inquietante”. L’insospettabile ragazzo, fan di Unabomber, insegnava come fabbricare ordigni per colpire multinazionali e altri obiettivi, “in nome della lotta al sistema tecnologico e democratico”. Secondo il gip che ha firmato il suo arresto, dietro l’apparenza di un giovane qualunque si nasconderebbe una “progressione criminosa allarmante”, amplificata da una platea social enorme — oltre duecentomila follower — trasformata, sospettano gli inquirenti, in un potenziale megafono di radicalizzazione e propaganda antisistema. Il 14enne arrestato ieri a Pescara, con un arsenale nella sua cameretta, era uno dei suoi follower.
La pagina Instagram
Nel tempo, la sua pagina Instagram…
All’alba di oggi, nel cuore ancora addormentato del Tuscolano, Roma si è svegliata con il rumore secco delle sirene e il blitz degli uomini della Digos dell’Aquila: un’irruzione fulminea che ha portato via un 25enne abruzzese, studente fuorisede, finito al centro di un’inchiesta che gli investigatori definiscono “inquietante”. L’insospettabile ragazzo, fan di Unabomber, insegnava come fabbricare ordigni per colpire multinazionali e altri obiettivi, “in nome della lotta al sistema tecnologico e democratico”. Secondo il gip che ha firmato il suo arresto, dietro l’apparenza di un giovane qualunque si nasconderebbe una “progressione criminosa allarmante”, amplificata da una platea social enorme — oltre duecentomila follower — trasformata, sospettano gli inquirenti, in un potenziale megafono di radicalizzazione e propaganda antisistema. Il 14enne arrestato ieri a Pescara, con un arsenale nella sua cameretta, era uno dei suoi follower.
La pagina Instagram
Nel tempo, la sua pagina Instagram era diventata un vero e proprio archivio di manuali, saggi e contenuti dedicati alla costruzione di armi artigianali, ordigni esplosivi e munizioni realizzabili anche con stampanti 3D. I materiali pubblicati incitavano alla lotta armata contro aziende e colossi internazionali, in nome di una visione radicale e ostile al sistema tecnologico e democratico. Il giovane non nascondeva la propria ammirazione per Theodore Kaczynski, l’anarco-primitivista americano noto come Unabomber, le cui gesta venivano esaltate e proposte come modello.
L’indagine antiterrorismo
L’indagine, coordinata dalla procura distrettuale antiterrorismo dell’Aquila, ha portato alla contestazione dei reati di addestramento ad attività con finalità di terrorismo, anche internazionale, e di apologia aggravata dalla finalità terroristica. Gli investigatori ritengono che il ragazzo non si limitasse a diffondere materiale ideologico, ma fornisse vere e proprie istruzioni operative per la preparazione di armi e ordigni destinati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali.
Le perquisizioni
Le perquisizioni nelle abitazioni di Roma e Tortoreto hanno confermato i sospetti degli inquirenti. Oltre a documenti, dispositivi elettronici e armi bianche, gli agenti hanno trovato fertilizzante, lo stesso materiale citato in uno degli ultimi video pubblicati dal giovane, in cui spiegava come realizzare ordigni artigianali. Sono stati sequestrati anche una tuta mimetica e un passamontagna, elementi che, secondo gli investigatori, suggeriscono un possibile passaggio dalla propaganda alla pratica.
L’operazione “Paint it black”
L’operazione, chiamata “Paint it black”, ha permesso di analizzare la grande quantità di contenuti condivisi dal ragazzo e di individuare altri profili che rilanciavano i suoi messaggi, ora sotto osservazione. Gli investigatori stanno cercando di capire se esista una rete più ampia di simpatizzanti o collaboratori che ne amplificavano la propaganda.
L’esplosione al Parco degli Acquedotti
Un ulteriore elemento di interesse è la vicinanza dell’abitazione romana del giovane al parco degli Acquedotti, lo stesso luogo dove, due settimane fa, due anarchici sono morti mentre, secondo le ricostruzioni, stavano preparando un ordigno artigianale. Procura e polizia stanno verificando se tra i due episodi possano esistere collegamenti, anche se al momento non emergono conferme ufficiali.