La Terra dietro di noi, la Luna di fronte a noi. Gli astronauti di Artemis II non sanno quale spettacolo scegliere. La loro capsula Orion ha superato la metà del tragitto tra il pianeta azzurro e il satellite argenteo e dai finestrini si affacciano entrambi i corpi celesti. Domenica all’alba, a oltre 300 mila chilometri di distanza da noi, la navicella è entrata nella cosiddetta sfera d’influenza lunare. Vuol dire che l’attrazione gravitazionale del satellite è diventata più forte rispetto a quella della Terra. “Il morale è sul bello fisso” ha raccontato il comandante Reid Wiseman. “La Terra ormai è piuttosto piccola. La Luna sta diventando decisamente grande” ha aggiunto Victor Glover, il pilota.
L’arrivo presso la Luna è previsto per oggi, con un sorvolo sul lato nascosto che durerà sei ore. Per circa 45 minuti la navicella sarà tagliata fuori da ogni comunicazione…
La Terra dietro di noi, la Luna di fronte a noi. Gli astronauti di Artemis II non sanno quale spettacolo scegliere. La loro capsula Orion ha superato la metà del tragitto tra il pianeta azzurro e il satellite argenteo e dai finestrini si affacciano entrambi i corpi celesti. Domenica all’alba, a oltre 300 mila chilometri di distanza da noi, la navicella è entrata nella cosiddetta sfera d’influenza lunare. Vuol dire che l’attrazione gravitazionale del satellite è diventata più forte rispetto a quella della Terra. “Il morale è sul bello fisso” ha raccontato il comandante Reid Wiseman. “La Terra ormai è piuttosto piccola. La Luna sta diventando decisamente grande” ha aggiunto Victor Glover, il pilota.
L’arrivo presso la Luna è previsto per oggi, con un sorvolo sul lato nascosto che durerà sei ore. Per circa 45 minuti la navicella sarà tagliata fuori da ogni comunicazione con la base Nasa di Houston. Gli astronauti si troveranno alla massima distanza dalla Terra mai raggiunta da un essere umano (400mila chilometri) e trascorreranno quel lasso di tempo fotografando il volto coperto della Luna con le macchine fotografiche di cui li ha muniti la Nasa per testimoniare lo spettacolo raro. A bordo ce ne sono 31, alcune fisse, altre tenute in mano dagli astronauti, oltre a quelle montate all’esterno della navicella Orion e alle estremità dei pannelli solari.
Gli americani Christina Koch, Glover e Wiseman, insieme al canadese Jeremy Hansen, si sono preparati all’appuntamento galante con la Luna riordinando i dieci metri cubi di spazio a loro concessi dalla navicella Orion. Come previsto dal programma Nasa, hanno anche simulato una manovra di rianimazione a bordo. Durante una missione di lunga durata, ad esempio per Marte, potrebbe rendersi infatti necessario aiutare un compagno colpito da malore.
Tutti i giorni gli astronauti devono fare ginnastica per mezz’ora con una sorta di vogatore in miniatura per contrastare il decadimento muscolare dovuto all’immobilità e all’assenza di gravità. La toilette, riparata il primo giorno dopo la partenza, continua a mandare segnali olfattivi importuni. Ma la situazione, rassicurano da Orion, è sotto controllo. I risvegli dopo le ore previste di sonno avvengono al suono di una canzone scelta da ciascun astronauta e i pasti – dalle salsicce alle tortillas, dalla frutta secca ai succhi di ogni tipo – sono scelti soprattutto per il numero ridotto di briciole che possono produrre.
Se Wiseman ha i galloni del comandante, la specialista di missione Koch si è autoassegnata scherzosamente il ruolo di idraulica dopo aver rattoppato il gabinetto e Glover (come un po’ tutti in realtà) scatta foto in continuazione. Ma l’etichetta di poeta spaziale va di diritto a Hansen, che sabato ha descritto la sensazione provata durante la cosiddetta manovra di iniezione translunare. “Mi è sembrato di cadere dal cielo. Ho avuto l’impressione che stessimo precipitando verso la Terra. E’ stato incredibile, l’abbiamo schivata passandoci davvero vicino”.
Erano in realtà a 200 chilometri di altitudine. La manovra di iniezione translunare, avvenuta sabato mattina, consiste nella virata dall’orbita terrestre circolare alla rotta che porta dritto verso la Luna. Per un attimo Orion – è un passaggio del tutto regolare – ha puntato verso il basso e gli astronauti hanno avuto la sensazione di precipitare. “La Terra è diventata così vicina, l’abbiamo schivata per poco” ha raccontato durante un’intervista con l’agenzia spaziale canadese Hansen, che pure è un pilota di jet militari rotto a tutte le esperienze.