Braies, cinque turisti cadono nel lago ghiacciato. “Ci camminavano in cento, una follia”
di Rory Cappelli , Giulia BoeroIncidente ieri pomeriggio, come quasi ogni anno intorno a Pasqua, al Lago di Braies: cinque persone sono finite nelle acque gelide dopo il cedimento della superficie ghiacciata. L’allarme è scattato intorno alle 15, in una giornata di tempo stabile che aveva attirato numerosi visitatori nella zona.
Secondo le prime ricostruzioni due ragazzini, minorenni, passeggiavano sul lago quando il ghiaccio ha improvvisamente ceduto sotto il loro peso. Tre familiari sono intervenuti per aiutarli, ma nel tentativo sono caduti a loro volta in acqua.
Sul posto sono intervenuti i soccorritori del Soccorso alpino dell’Alta Pusteria, il personale sanitario della Croce Bianca e i carabinieri. Prima ancora dell’arrivo delle squadre di emergenza, però, altri turisti erano riusciti a tirare fuori dall’acqua i cinque.
"Ultimamente il numero dei soccorsi è aumentato”, racconta Simon Feichter del Soccorso alpino. “Quando siamo arrivati, sul lago stavano camminando un centinaio di persone. Una follia! La gente vede qualcuno sul ghiaccio e lo segue senza pensarci. Quest’anno le temperature esterne sono alte, il ghiaccio c’è ancora ma il rischio che si spacchi è più alto”.
Dopo il recupero, i feriti sono stati assistiti sul posto: tre di loro sono stati successivamente trasferiti all’Ospedale di San Candido per accertamenti. Le loro condizioni, secondo le informazioni disponibili, non destano particolare preoccupazione. “Appena arrivati abbiamo gestito un inizio di ipotermia, problema però in poco tempo”, continua Feichter.
L’episodio riporta l’attenzione sui rischi legati alla presenza di ghiaccio sui laghi alpini in questa stagione. Le autorità locali ricordano da tempo, anche attraverso segnaletica informativa, l’importanza di evitare di camminare su superfici ghiacciate quando non vi sono condizioni di sicurezza garantite. “Quello che ricordiamo sempre è: se non sei sicuro di quello che stai facendo, meglio fare un passo indietro piuttosto che uno in avanti” spiega il volontario del soccorso alpino. “Quattro anni fa siamo intervenuti cinque o sei volte, sempre nei giorni di Pasqua. Sono sicuro che anche ora, se tornassimo, ne vedremmo molti altri. Oggi non siamo intervenuti, ma la giornata non è ancora finita”.
Il Lago di Braies, situato nell’omonima valle in Alto Adige a breve distanza dalla Val Pusteria, è uno dei luoghi più noti della zona. Incorniciato dalle montagne del parco naturale Fanes-Senes-Braies e dominato dalla Croda del Becco, si estende per circa 33 ettari e raggiunge una profondità massima di 36 metri.
Negli ultimi anni è diventato una meta turistica di grande richiamo, anche grazie alla serie televisiva A un passo dal cielo. Proprio l’elevato afflusso di visitatori ha portato all’introduzione di misure per regolamentare l’accesso, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.
E negli ultimi anni il Lago di Braies è stato anche più volte teatro di episodi simili, soprattutto nei periodi di passaggio tra inverno e primavera, quando il ghiaccio perde compattezza pur mantenendo un aspetto ingannevolmente solido. In diverse occasioni persone sono finite in acqua dopo essersi avventurate sulla superficie ghiacciata, spesso attirate dalle condizioni meteorologiche favorevoli e dall’elevata affluenza turistica: gli interventi di soccorso hanno coinvolto frequentemente il Soccorso alpino, i vigili del fuoco e il personale sanitario, con situazioni che nella maggior parte dei casi si sono concluse senza gravi conseguenze grazie alla rapidità dei soccorsi o all’intervento di presenti.
Non sono mancati episodi analoghi anche in altri laghi altoatesini come il Lago di Caldaro, dove esperti e autorità hanno più volte segnalato quanto lo spessore del ghiaccio sia diventato negli anni meno prevedibile, rendendo particolarmente rischioso camminarvi sopra, un quadro che ha portato le amministrazioni locali a rafforzare la segnaletica e le raccomandazioni alla prudenza, pur senza riuscire a eliminare del tutto comportamenti imprudenti da parte dei visitatori attratti dal paesaggio invernale.