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Le foto di Artemis dal lato lontano della Luna. La missione inizia il suo viaggio verso casa

Foto Nasa

 

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Un’immagine del pianeta blu che tramonta dietro al satellite diventa il simbolo del viaggio. Chiamata di Trump per congratularsi. Gli astronauti chiacchierano anche con i colleghi della Stazione Spaziale
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Con un bellissimo tramonto, la Terra è scesa sotto all’orizzonte della Luna. L’hanno fotografata così - una falce blu nella polvere grigia - i 4 astronauti della missione Artemis II che lunedì notte hanno sorvolato il lato nascosto della Luna sulla navicella Orion.

Ieri le immagini di uno degli angoli meno esplorati del cosmo sono state trasmesse al centro di controllo della Nasa a Houston, Una foto simile, battezzata Earthrise o “Terra che sorge” era stata scattata nel 1968 dagli astronauti dell’Apollo 8.

Earthrise, la foto scattata da Apollo 8 nel 1968 (afp)

Il sorvolo del lato lontano della Luna

Lunedì l’equipaggio di Artemis è tornato fra quelle ombre e luci radenti. Ha ritratto le creste dei crateri, ha assistito a un’eclissi di Sole, con il disco luminoso gradualmente oscurato dalla Luna. Ha notato cinque lampi sulla superficie del satellite: meteoriti caduti proprio sotto ai lor…

Con un bellissimo tramonto, la Terra è scesa sotto all’orizzonte della Luna. L’hanno fotografata così - una falce blu nella polvere grigia - i 4 astronauti della missione Artemis II che lunedì notte hanno sorvolato il lato nascosto della Luna sulla navicella Orion.

Ieri le immagini di uno degli angoli meno esplorati del cosmo sono state trasmesse al centro di controllo della Nasa a Houston, Una foto simile, battezzata Earthrise o “Terra che sorge” era stata scattata nel 1968 dagli astronauti dell’Apollo 8.

Earthrise, la foto scattata da Apollo 8 nel 1968 (afp)

Il sorvolo del lato lontano della Luna

Lunedì l’equipaggio di Artemis è tornato fra quelle ombre e luci radenti. Ha ritratto le creste dei crateri, ha assistito a un’eclissi di Sole, con il disco luminoso gradualmente oscurato dalla Luna. Ha notato cinque lampi sulla superficie del satellite: meteoriti caduti proprio sotto ai loro occhi. Il lato lontano, esposto allo spazio aperto, è infatti più bersagliato rispetto a quello rivolto verso la Terra.

Ora la navicella Orion che trasporta gli astronauti della missione Artemis sta facendo rotta verso casa. Martedì sera è uscita dalla sfera d’influenza della Luna: la zona in cui la forza gravitazionale del satellite è più forte rispetto a quella della Terra.

Gli occhiali per proteggersi dalla luce del Sole durante l'eclissi. Foto Nasa 

Victor Glover, uno degli astronauti, ha ammesso che i 40 minuti di interruzione delle comunicazioni radio, mentre la navicella attraversava l’estremità lontana della Luna a oltre 400mila chilometri di distanza, “sono stati piacevoli, anche se dentro di me ho detto una preghiera”. Christina Koch, specialista di missione, ha detto di “non essere pronta a tornare a casa”, nonostante la scomodità dei dieci metri cubici della capsula Orion.

L'eclissi: il disco del Sole scompare dietro alla Luna 

A lei subito dopo il decollo era stato affidato il compito di aggiustare il bagno di bordo, evidentemente non in modo definitivo. L’amministratore della Nasa Jared Isaacman ha ammesso infatti che i problemi con il bagno di Orion sono stati più seri del previsto: “Dobbiamo decisamente lavorarci” ha detto oggi durante un collegamento via radio con l’equipaggio.

Il Polo Sud della Luna. Foto Nasa

 

Le congratulazioni di Trump

Alla fine del sorvolo del lato nascosto della Luna, il presidente americano Trump si è distratto un attimo dai suoi impegni di guerra per collegarsi con gli astronauti in viaggio. Ha parlato per qualche minuto, nel silenzio a tratti imbarazzato dell’equipaggio, con il microfono che fluttuava inutilizzato, poi ha fatto qualche domanda sul viaggio spaziale e ha ammirato il coraggio dei quattro.

Il suo predecessore Nixon, nel 1969, aveva chiamato Neil Armstrong e Buzz Aldrin direttamente sul suolo lunare.

Il tramonto della Terra. Foto Nasa (agf)

Le relazioni sociali nel cosmo sono proseguite con una chiacchierata tra gli astronauti di Orion e quelli della Stazione Spaziale Internazionale, in orbita a 400 chilometri sulla Terra. Koch e Jessica Meir (attualmente sulla Stazione) avevano fatto una passeggiata spaziale insieme nel 2019.

Insieme alla musica – Orion viaggia con una ricca colonna sonora, soprattutto per i momenti del risveglio – anche la Nutella sembra far parte dei ristori di bordo. Ieri un barattolo fluttuante è comparso in un video trasmesso dalla navicella. Ci si è chiesti se fosse un’immagine falsa (sui social circolano molte immagini ironiche della missione, alcune con gli alieni ai posti di comando), ma il “chocolate spread” risulta effettivamente nel menu di bordo predisposto dalla Nasa.

Il barattolo di Nutella. Foto Nasa (afp)

Le tappe del rientro

Orion tornerà sulla Terra nelle prime ore di sabato. Il modulo di servizio che ha fornito spinta ai motori, acqua e ossigeno agli astronauti ed elettricità tramite i pannelli solari si staccherà e brucerà nell’atmosfera. Sempre nell’atmosfera terrestre la capsula Orion rientrerà alla velocità di 40mila chilometri orari.

Il tramonto della Terra. Foto Nasa (agf)

L’attrito con l’aria farà scaldare il muso della navicella fino a quasi 2mila gradi e le piastrelle di ceramica che compongono lo scudo termico avranno il loro da fare nel proteggere gli astronauti. Una serie di paracadute rallenterà la caduta e il rientro si concluderà con un tuffo nel Pacifico. Una nave recupererà gli astronauti, con le foto e i racconti che non sono riusciti a trasmettere durante il viaggio.

Il futuro di Artemis e la base lunare

La missione che si avvia a conclusione - Artemis II - è la tappa successiva di Artemis I, che nel 2022 ha testato il razzo Sls e la capsula Orion in un volo senza equipaggio. Precede Artemis III e IV, che secondo i piani della Nasa porteranno gli astronauti di nuovo sul suolo lunare nel 2028.

All’appuntamento manca ancora il lander: il veicolo incaricato di trasferire l’equipaggio dalla navicella alla superficie del satellite è ancora in fase di sviluppo e potrebbe ritardare l’appuntamento con la polvere grigia.

Nonostante questo, la Nasa ha già riservato 30 miliardi per la costruzione di una base permanente al polo sud lunare, dove si trova acqua ghiacciata. L’obiettivo è inaugurarla entro il 2036. Per raggiungerlo l’agenzia spaziale americana ha tagliato i fondi a buona parte delle missioni scientifiche.

L’agenzia spaziale americana infatti ha fretta, e il suo obiettivo non è solo scientifico. La Cina ha annunciato che sbarcherà i suoi taikonauti sulla Luna entro il 2030.

Ha già scelto il punto per lei migliore, in una zona vicino all’equatore. Gli Stati Uniti considerano una priorità assoluta non farsi precedere. Come ai tempi dell’Apollo, le ambizioni spaziali continuano a essere alimentate dalle rivalità sulla Terra.

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