Moorea (Polinesia) – Da bambino cresciuto su un minuscolo e remoto atollo a leader di un gruppo che sta ispirando milioni di persone nella protezione dei coralli. Titouan Bernicot, 28 anni, è oggi il capitano dei Coral Gardeners con un sogno nel cassetto: vedere i colori del reef tornare a risplendere.
Avete rotto le regole senza aspettare la scienza. Vi sentite pirati della conservazione?
«Sì, mi piace la definizione. Se le abbiamo rotte, iniziando a coltivare senza laurea o dottorato, è perché non abbiamo abbastanza tempo: dobbiamo accelerare. Siamo giovani, audaci, creativi: a volte falliremo, altre faremo grandi passi avanti».
La critica maggiore nei vostri confronti è l’iniziale assenza di basi scientifiche certe.
«Forse lo era all’inizio, ma ora penso che stiamo già raccogliendo molti più dati di tutti i progetti del mondo messi insieme. Oggi abbiamo 12 scienziati e presto pubblicheremo dei paper: stiamo investendo milioni in ricerca».
Quando arriverete in Italia?
«Non so dire…
Moorea (Polinesia) – Da bambino cresciuto su un minuscolo e remoto atollo a leader di un gruppo che sta ispirando milioni di persone nella protezione dei coralli. Titouan Bernicot, 28 anni, è oggi il capitano dei Coral Gardeners con un sogno nel cassetto: vedere i colori del reef tornare a risplendere.
Avete rotto le regole senza aspettare la scienza. Vi sentite pirati della conservazione?
«Sì, mi piace la definizione. Se le abbiamo rotte, iniziando a coltivare senza laurea o dottorato, è perché non abbiamo abbastanza tempo: dobbiamo accelerare. Siamo giovani, audaci, creativi: a volte falliremo, altre faremo grandi passi avanti».
La critica maggiore nei vostri confronti è l’iniziale assenza di basi scientifiche certe.
«Forse lo era all’inizio, ma ora penso che stiamo già raccogliendo molti più dati di tutti i progetti del mondo messi insieme. Oggi abbiamo 12 scienziati e presto pubblicheremo dei paper: stiamo investendo milioni in ricerca».
Quando arriverete in Italia?
«Non so dire una data ma spero presto: abbiamo visitato la Sardegna e la Sicilia. Stiamo ragionando su cosa possiamo fare per esempio a Marettimo per lavorare con i coralli di profondità».
Qual è il suo sogno?
«Rivedere ovunque i colori della mia infanzia. Voglio decifrare il segreto della barriera corallina in termini di resilienza e sapere come coltivarla in modo efficiente».
Quando lei avrà 50 anni gli esperti prevedono il collasso delle barriere. Ha più speranza di salvarle o paura di perderle?
«Speranza, perché penso che tra 25 anni i giardinieri saranno presenti in ogni paese in cui la barriera corallina avrà bisogno di noi e avremo sviluppato un modello replicabile ed efficiente. Per questo non ho paura: e poi non dovremo salvare tutto, ma creare zone di supercoralli resilienti che, quando si riprodurranno, riporteranno da soli la vita negli oceani».