«Esserci sempre». Sono 174 anni che la Polizia è nella vita degli italiani. Ma ogni anno non è uguale all’altro: questo, appena concluso, è stato quello dei grandi eventi tra le Olimpiadi, la morte di Francesco e l’elezione del nuovo Papa. Quello che arriverà – con le guerre e l’allarme terroristico globale – dovrà fare sempre più i conti con la sfida tecnologica. Diego Parente, già capo dell’Antiterrorismo, poliziotto di grande esperienza, è il capo della segreteria del Dipartimento della sicurezza. È l’uomo che ha organizzato i servizi in quello che è considerato il marchio di fabbrica della Polizia italiana: i grandi sistemi di sicurezza.
«Non nascondo che quando sono entrato nella sala operativa che controllava il lavoro delle Olimpiadi, il giorno dell’inaugurazione, mi sono emozionato più del giorno in cui ho arrestato Felice Maniero».
Prefetto Parente, che macchina si è mossa dietro le quinte di questi grandi eventi? «Nel giro di pochi mesi il nostro Paese è stato interessato da…
«Esserci sempre». Sono 174 anni che la Polizia è nella vita degli italiani. Ma ogni anno non è uguale all’altro: questo, appena concluso, è stato quello dei grandi eventi tra le Olimpiadi, la morte di Francesco e l’elezione del nuovo Papa. Quello che arriverà – con le guerre e l’allarme terroristico globale – dovrà fare sempre più i conti con la sfida tecnologica. Diego Parente, già capo dell’Antiterrorismo, poliziotto di grande esperienza, è il capo della segreteria del Dipartimento della sicurezza. È l’uomo che ha organizzato i servizi in quello che è considerato il marchio di fabbrica della Polizia italiana: i grandi sistemi di sicurezza.
«Non nascondo che quando sono entrato nella sala operativa che controllava il lavoro delle Olimpiadi, il giorno dell’inaugurazione, mi sono emozionato più del giorno in cui ho arrestato Felice Maniero».
Prefetto Parente, che macchina si è mossa dietro le quinte di questi grandi eventi? «Nel giro di pochi mesi il nostro Paese è stato interessato da una serie di impegni potenzialmente forieri di insidie per l’ordine e la sicurezza pubblica, anche per i riflessi dei precari equilibri geopolitici. Solo in occasione dei funerali di Papa Francesco è stato necessario garantire 163 dispositivi di protezione, graduati in base al rischio. Poi le Olimpiadi invernali, difficili perché diffuse: abbiamo fatto ricorso a una strategia fondata su coordinamento multilivello e univocità della linea di comando, con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza al centro del raccordo tra più ministeri. Per la gestione delle Olimpiadi sono state impiegate 5-6mila unità in più».
Quando si pianificano eventi così complessi, da dove si parte? «La stella polare è la prevenzione: individuare precocemente una minaccia e predisporre gli strumenti per impedirne gli effetti. Un esempio è il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, un unicum a livello europeo, che da oltre vent’anni consente uno scambio informativo costante e un’analisi condivisa tra forze di polizia e intelligence. Disporre di un chiaro quadro preventivo permette dimettere in campo dispositivi adeguati».
È stato anche un anno segnato da molte manifestazioni, da quelle legate alla guerra in Israele, con i movimenti Pro PAL, alle proteste contro i decreti sicurezza. In alcuni casi ci sono stati momenti di tensione e scontri: col senno di poi, c’è qualcosa che si poteva gestire diversamente? «Nel corso del 2025 sono state gestite 11.250 manifestazioni di maggiore rilievo, con un impiego complessivo di oltre 880 mila unitàdi rinforzo, escluso il personale dei grandi eventi. Molte sono state influenzate da crisi internazionali, con partecipazione elevata e talvolta forte conflittualità. Tuttavia solo il 3 per cento ha registrato criticità, con 459 appartenenti alle forze dell’ordine feriti, unico dato in aumento rispetto agli anni precedenti. Numeriche testimoniano l’impegno quotidiano, l’equilibrio nella gestione dell’ordine pubblico e la professionalità degli operatori di prima linea».
Tra i vostri compiti c’è garantire anche il diritto di manifestare. «Certo. La Polizia, con il concorso delle altre forze dell’ordine ha il compito di garantire ai cittadini uno spazio in cui le libertà fondamentali possano essere esercitate in sicurezza. La tutela del diritto a manifestare inizia con una interlocuzione diretta e continuativa con gli organizzatori e con un’approfondita analisi informativa, finalizzata a prevenire eventuali iniziative incompatibili con lo svolgimento pacifico delle manifestazioni e con il rispetto delle regole della convivenza civile. Le conseguenti valutazioni, comprese quelle relative al numero di operatori e ai mezzi da impiegare, sono orientate a creare le condizioni ideali per tutelare i manifestanti pacifici e isolare eventuali soggetti violenti».
Quanto stanno cambiando il vostro lavoro le nuove tecnologie e i modelli predittivi basati sull’intelligenza artificiale: sono strumenti utili o rischiano di creare nuove criticità? «La tecnologia costituisce già oggi un valido aiuto nei servizi di ordine pubblico e nella gestione dei grandi eventi. In questi contesti l’utilizzo dei droni per il controllo del territorio, così come dei sistemi antidrone per contrastare eventuali minacce provenienti dall’alto, rappresenta ormai una prassi consolidata. Inoltre, a testimonianza dell’efficacia del sistema adottato in occasione delle Olimpiadi, va ricordato come in tempi brevissimi siano state realizzate ex novo, in ciascuna delle otto province interessate, sale operative interforze dotate di moderne tecnologie, in grado di intercettare in tempo reale eventuali segnali di minaccia provenienti dai siti monitorati e di garantire un tempestivo flusso informativo verso il Centro situazioni del dipartimento della Pubblica sicurezza».