Settantasette mozziconi ogni cento metri di spiaggia. Non è la stima di un ambientalista allarmista, ma il risultato di dodici anni di monitoraggi lungo le coste italiane. Un numero importante, che accompagnerà la storica campagna di Legambiente, “Spiagge e fondali puliti”, giunta alla sua 36esima edizione: tre giorni – 10, 11 e 12 aprile – in coincidenza con la Giornata Nazionale del Mare dell'11 aprile. Oltre 80 le iniziative in programma in 16 regioni della penisola, organizzate dai circoli e dalle regionali di Legambiente, e un solo motto: “Tiriamolisù, una spiaggia più pulita è una spiaggia più felice”. In azione volontari e cittadini di tutte le età, impegnati a ripulire dai rifiuti abbandonati lidi, coste, fondali, ma anche foci di fiumi e torrenti.
L’obiettivo è quello di denunciare l’incuria e l’abbandono delle coste, accendere i riflettori sulla raccolta differenziata e la gestione sostenibile dei rifiuti, oltre a promuovere la tutela dell’ecosistema marino. L’iniziativa arr…
Settantasette mozziconi ogni cento metri di spiaggia. Non è la stima di un ambientalista allarmista, ma il risultato di dodici anni di monitoraggi lungo le coste italiane. Un numero importante, che accompagnerà la storica campagna di Legambiente, “Spiagge e fondali puliti”, giunta alla sua 36esima edizione: tre giorni – 10, 11 e 12 aprile – in coincidenza con la Giornata Nazionale del Mare dell'11 aprile. Oltre 80 le iniziative in programma in 16 regioni della penisola, organizzate dai circoli e dalle regionali di Legambiente, e un solo motto: “Tiriamolisù, una spiaggia più pulita è una spiaggia più felice”. In azione volontari e cittadini di tutte le età, impegnati a ripulire dai rifiuti abbandonati lidi, coste, fondali, ma anche foci di fiumi e torrenti.
L’obiettivo è quello di denunciare l’incuria e l’abbandono delle coste, accendere i riflettori sulla raccolta differenziata e la gestione sostenibile dei rifiuti, oltre a promuovere la tutela dell’ecosistema marino. L’iniziativa arriva in un momento in cui i dati parlano chiaro e dipingono uno scenario tutt’altro che rassicurante. La nuova indagine Beach Litter di Legambiente, diffusa in occasione della campagna, fotografa dodici anni di monitoraggi - dal 2014 al 2026 - su 653 transetti distribuiti lungo le coste italiane. Il bilancio complessivo è di 512.934 rifiuti raccolti e catalogati, di cui l’80% è plastica, con una media di 785 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. Una cifra che fa riflettere, e che impone un cambio di passo tanto nelle politiche pubbliche quanto nei comportamenti individuali.
Dai lidi campani alle coste adriatiche
Le iniziative del weekend coinvolgono da nord a sud l’intero Paese, con una partecipazione che va ben oltre il semplice gesto simbolico. In Campania, sabato 11 aprile i volontari ripuliranno la Baia d’Argento ad Ascea (SA), suggestivo angolo naturalistico del Cilento. Mentre domenica mattina, il Lido Don Pablo di Castel Volturno, in provincia di Caserta. In Calabria, il circolo Legambiente di Reggio Calabria ripulirà la spiaggia di Pellaro. In Abruzzo, sempre sabato, sulla costa teramana è in programma un’attività di pulizia sulla spiaggia in direzione di Pineto e Silvi, mentre in mattinata è prevista un’attività di informazione e sensibilizzazione sulla tutela del Fratino, il piccolo uccello simbolo dell’ecosistema dunale che in questo periodo nidifica sulle spiagge naturali delle coste adriatiche, tirreniche, ioniche, sarde e siciliane.
Domenica 12, in Emilia-Romagna i volontari saranno presenti sulla spiaggia libera di Cesenatico. Mentre in Puglia l’appuntamento è a Polignano a Mare, presso la Cala Sala (Port’Alga). Particolare invece il caso della Lombardia, dove si svolgerà un’attività di pulizia lungo il Torrente Molgora, a testimonianza di come la lotta al marine litter cominci anche nell’entroterra, lungo i corsi d’acqua che portano i rifiuti al mare. In Liguria, infine, il 26 aprile è in programma una visita guidata con attività di pulizia all’Isola di Palmaria. Accanto, molte altre iniziative lungo le sponde dei fiumi.
Una media di 77 cicche ogni 100 metri: le spiagge invase da mozziconi e rifiuti
Il primato dei mozziconi
Tra i rifiuti più trovati sulle spiagge italiane, i frammenti di plastica occupano il primo posto con 61.785 pezzi raccolti in dodici anni. Ma a sorprendere sono soprattutto i mozziconi di sigaretta, con 50.053 cicche catalogate: una media di 77 ogni 100 metri lineari di spiaggia. Un problema che riguarderebbe tutte le coste europee monitorate e che – come denuncia Legambiente – dimostrerebbe l’inciviltà e la carenza di politiche e controlli efficaci. Eppure la normativa esiste: il collegato ambientale alla legge di stabilità 2014 (legge 221/2015) prevede multe dai 30 ai 300 euro per chi abbandona mozziconi sul suolo, nelle acque e negli scarichi: il problema, come spesso accade in Italia, è l’applicazione. In aggiunta a questo, Legambiente da tempo chiede al Ministero dell'Ambiente di rendere operativo il principio della Responsabilità Estesa del Produttore nel settore tabacco, previsto dalla Direttiva Europea SUP 2019/904. «È fondamentale garantire più controlli e sanzioni effettive per chi getta i mozziconi a terra o in mare», sottolinea Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, nonostante l’Italia sia già sottoposta a una procedura di infrazione connessa alla direttiva: a tre anni dalla sua entrata in vigore però, nel nostro Paese, esiste ancora solo la volontarietà; mentre Francia, Germania e Spagna hanno già adottato misure vincolanti.
Perché pulire le spiagge non è solo estetica
Sono numerose le ricerche che dimostrano conseguenze concrete sugli ecosistemi costieri, sulla biodiversità e sulla salute umana dovute all’abbandono dei rifiuti. Uno studio recente dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, per esempio, ha evidenziato come il filtro delle sigarette vada incontro a una progressiva frammentazione in particelle sempre più piccole anche dopo dieci anni dalla dispersione nell’ambiente, rilasciando inoltre nicotina anche a cinque anni dall’abbandono. In Italia, tra le specie più esposte ai loro effetti, il Fratino e la tartaruga Caretta caretta, che nidifica sempre più sulle coste italiane a causa dell’aumento delle temperature. A fronte di tutto questo, cresce però anche la risposta istituzionale. Sono 18 le ordinanze antifumo sul lungomare e sulla battigia censite da Legambiente nei comuni italiani. L’ultima in ordine di tempo è quella di Pesaro, che ha rafforzato la propria ordinanza del 2019 estendendola a tutto l’arenile e alle acque fino a 200 metri dalla riva. Analoghi i casi di Rimini, Cesenatico, Ravenna, San Benedetto del Tronto, Latina, Gaeta, Lerici, Porto Cesareo, Barletta e diversi comuni sardi. Anche Roma si prepara a vietare il fumo - comprese le sigarette elettroniche - sulle spiagge del litorale capitolino: appuntamento in estate, quando potrebbe scattare una stretta a Ostia, Castel Porziano e Capocotta.