Un commerciante d'armi che sui social imbraccia pistole e fucili di ultima generazione. Ufficialmente è direttore commerciale di un’azienda di armi di Bolzano e capo di altre società. Ma per le autorità di New York e per l’FBI Manfred Gruber, originario di Ora in provincia di Bolzano, dove vive, ha contribuito nell’agevolare la Russia nel conflitto contro l’Ucraina fornendogli armi, mettendo così a rischio le vite di chi quel conflitto lo ha subito. Un crimine per il quale si trova dall’ottobre scorso nel carcere di Brooklyn, il Metropolitan Detention Center. Gruber è stato arrestato in Nebraska, dove era arrivato per un incontro di lavoro. L’accusa è di avere esportato illegalmente munizioni per 540mila dollari (oltre 460mila euro, ndr) tramite il Kirghizistan, Asia Centrale, verso la Russia. Le armi sono state esportate attraverso l’aeroporto internazionale JFK.
Durante la prima udienza, il 30 marzo scorso, Gruber si è dichiarato colpevole di cospirazione, informa sul suo sito il di…
Un commerciante d'armi che sui social imbraccia pistole e fucili di ultima generazione. Ufficialmente è direttore commerciale di un’azienda di armi di Bolzano e capo di altre società. Ma per le autorità di New York e per l’FBI Manfred Gruber, originario di Ora in provincia di Bolzano, dove vive, ha contribuito nell’agevolare la Russia nel conflitto contro l’Ucraina fornendogli armi, mettendo così a rischio le vite di chi quel conflitto lo ha subito. Un crimine per il quale si trova dall’ottobre scorso nel carcere di Brooklyn, il Metropolitan Detention Center. Gruber è stato arrestato in Nebraska, dove era arrivato per un incontro di lavoro. L’accusa è di avere esportato illegalmente munizioni per 540mila dollari (oltre 460mila euro, ndr) tramite il Kirghizistan, Asia Centrale, verso la Russia. Le armi sono state esportate attraverso l’aeroporto internazionale JFK.
Durante la prima udienza, il 30 marzo scorso, Gruber si è dichiarato colpevole di cospirazione, informa sul suo sito il dipartimento di giustizia americano, come anticipato oggi dai giornali bolzanini Tageszeitung e Alto Adige. Un presunto socio in affari kirghiso, lo scorso gennaio, con la stessa accusa era già stato condannato a 3 anni e 3 mesi di reclusione.
Le accuse
Al centro dell’indagine c’è un carico di armi e munizioni acquistate in America dalle società all’ingrosso di armi sia italiane sia statunitensi di cui era a capo Gruber. Il commerciante era in possesso di una regolare licenza di commercio che gli consentiva di esportare dagli Stati Uniti all'Italia, ma limitatamente ai confini nazionali. Invece, secondo la procura di New York e le indagini del controspionaggio FBI, quel carico è stato prima importato in Italia e poi, attraverso il complice asiatico, esportato prima in Kirghizistan e infine in Russia. Tutto senza alcuna licenza regolare.
"Manfred Gruber ha messo a rischio numerose vite fornendo illegalmente alla Russia munizioni di fabbricazione americana e di tipo militare per un valore di centinaia di migliaia di dollari, al fine di sostenerne l'offensiva bellica in Ucraina", ha dichiarato Roman Rozhavsky, vicedirettore della Divisione spionaggio e controspionaggio dell'Fbi. Nel gennaio 2026, Sergei Zharnovnikov, un co-cospiratore del Kirghizistan dell’imputato, è stato condannato a 39 mesi di reclusione dopo essersi dichiarato colpevole di aver violato la legge sulla riforma del controllo delle esportazioni. Nell’azienda di Bolzano dove Manfred Gruber risulta nel 2021 direttore commerciale, chi risponde al telefono dice: “Abbiamo saputo tutto oggi, siamo ancora sconvolti dalla notizia”.
L’arresto
Gruber, che era stato arrestato già lo scorso ottobre in Nebraska mentre andava a una fiera di settore a Washington, l'Ausa Annual Meeting & Exposition 2025. Resta nel carcere di Brooklyn in attesa di giudizio. "I crimini di Gruber hanno contribuito a sostenere una guerra sanguinosa che ha causato innumerevoli vittime", ha dichiarato il vice procuratore generale per la sicurezza nazionale John A. Eisenberg. "La Divisione per la sicurezza nazionale (Nsd) è impegnata a chiamare in causa coloro che convogliano illegalmente armi e munizioni verso la macchina bellica russa".
Dall’FBI aggiungono: “Manfred Gruber ha facilitato una rete internazionale per fornire illegalmente munizioni di fabbricazione americana alla Russia durante la sua guerra contro l’Ucraina. Gruber ha sfruttato le avvertenze di licenza e ha ignorato le restrizioni all'esportazione per sostenere la campagna militare di una nazione contraddittoria. L'FBI continua a ritenere responsabile qualsiasi individuo che utilizza aziende o armamenti statunitensi per promuovere l'agenda in tempo di guerra di un paese straniero”.
I messaggi intercettati
Gruber era a conoscenza delle restrizioni all'esportazione. Malgrado questo, secondo l’accusa “ha deliberatamente adottato misure per nascondere la vera destinazione finale delle spedizioni”. I messaggi intercettati suggeriscono che i soggetti coinvolti abbiano persino discusso la possibilità di dividersi le consegne per attirare meno l'attenzione. Il motivo apparente era la preoccupazione che transazioni simili, già scoperte, potessero allertare le autorità.
Gli scambi col complice
Il distretto est della giustizia di New York ha anche diffuso, tramite un lungo comunicato, alcuni messaggi tra Gruber e un contatto. “Circa 100.000 (proiettili della Compagnia Usa-1). Che tempi di consegna abbiamo"?, chiede il contatto. Gruber risponde con tre smile: "Mi daranno una risposta tra pochi giorni... devi consegnare loro tutto in una volta? Lo chiedo per via della possibile destinazione... Hanno beccato il distributore sloveno della (Compagnia Usa-1) che aveva triangolato con la Russia...Fbi International". Il contatto risponde: "No, questa richiesta viene da un cliente armeno. Possiamo anche frazionare la spedizione". A questo punto Gruber commenta:"Direi che sarebbe meglio così, in modo che passi inosservata", aggiungendo un emoji 'occhiolino'.
L’ammissione di colpevolezza
Secondo Rozhavsky, "l'ammissione di colpevolezza dimostra le gravi conseguenze della violazione delle limitazioni sulle esportazioni statunitensi e l'impegno dell'Fbi nel perseguire chi alimenta illegalmente gli sforzi bellici dei nostri avversari stranieri. Continueremo a lavorare con i nostri partner nelle forze dell'ordine e nel settore privato per salvaguardare la nostra sicurezza nazionale, impedendo che le forniture militari di fabbricazione americana finiscano nelle mani di stati ostili".
Le società di comodo
"L'imputato ha utilizzato diverse società per occultare il suo piano volto a inviare munizioni di tipo militare in Kirgisistan, prima che venissero riesportate in Russia per sostenere il suo sforzo bellico", ha dichiarato il procuratore newyorkese Joseph Nocella per il Distretto Orientale. Gruber, secondo l’accusa, avrebbe acquistato da due società negli States, in Nebraska e a Tennessee, munizioni e armi che però, secondo quanto previsto dalle licenze, non potevano essere esportate fuori dall’Italia. Ma nel cellulare del co-cospiratore Sergei Zharnovnikov è stato trovato un contratto con una società russa per munizioni fabbricate dagli Stati Uniti.