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Anziani morti in ambulanza, Luca Spada intercettato: “Soffrivano troppo. Mi è piaciuto, lo rifarò”

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Le parole dell’autista della Croce Rossa, indagato per omicidio a Forlì, registrate dagli investigatori mentre parlava al telefono con la compagna e con i titolari delle pompe funebri
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Intercettazioni shock, quelle di Luca Spada. L’autista di ambulanze della Croce Rossa, 27 anni, è stato arrestato ieri con l’accusa dell’omicidio volontario premeditato di sei anziani durante il trasporto in ambulanza da un ospedale all’altro, nel forlivese, nel corso del 2025. A far temere il pericolo di reiterazione – emerge oggi – sono le parole di Spada intercettato al telefono dagli investigatori dopo la morte di una vittima, Deanna Mambelli. “Quei vecchietti soffrivano troppo, giusto che vadano davanti a Dio”, alcune delle frasi che si distinguono con precisione. Come pure: “Mi è piaciuto, lo rifarò”.

Spada, insomma, si vantava dei suoi omicidi. Ne parlava al telefono con la compagna e con i titolari delle pompe funebri “Romagna” del suo paese, Meldola, suoi amici, e per cui lavorava saltuariamente.

Il movente, per gli investigatori, ancora non è chiaro: non si sa insomma se questi gesti fossero considerati dall’imputato una forma di pietà, come se si ritenesse una sorta di ange…

Intercettazioni shock, quelle di Luca Spada. L’autista di ambulanze della Croce Rossa, 27 anni, è stato arrestato ieri con l’accusa dell’omicidio volontario premeditato di sei anziani durante il trasporto in ambulanza da un ospedale all’altro, nel forlivese, nel corso del 2025. A far temere il pericolo di reiterazione – emerge oggi – sono le parole di Spada intercettato al telefono dagli investigatori dopo la morte di una vittima, Deanna Mambelli. “Quei vecchietti soffrivano troppo, giusto che vadano davanti a Dio”, alcune delle frasi che si distinguono con precisione. Come pure: “Mi è piaciuto, lo rifarò”.

Spada, insomma, si vantava dei suoi omicidi. Ne parlava al telefono con la compagna e con i titolari delle pompe funebri “Romagna” del suo paese, Meldola, suoi amici, e per cui lavorava saltuariamente.

Il movente, per gli investigatori, ancora non è chiaro: non si sa insomma se questi gesti fossero considerati dall’imputato una forma di pietà, come se si ritenesse una sorta di angelo della morte, oppure se si sia trattato di un atto di semplice crudeltà.

Spada è stato arrestato ieri mattina dai carabinieri di Forlì e dai Nas che lo hanno prelevato dalla casa in cui vive insieme alla fidanzata Elena e al figlio di poco più di un anno. A essere decisivo per le indagini è stato l’esito dell’autopsia sul corpo proprio della signora Mambelli, 85 anni, che si è sentita male durante il trasporto ed è morta il 25 novembre. L’autopsia avrebbe infatti dimostrato che il suo decesso era stato provocato da una iniezione d’aria, quindi per embolia gassosa.

Il 18 marzo i Ris hanno esaminato aghi, siringhe e cateteri prelevati dall’ambulanza, alla ricerca del dna di Spada. Mentre sempre ieri i carabinieri hanno bussato alle pompe funebri Romagna e hanno sequestrato alcuni materiali. A quanto pare però l’agenzia non ha curato nessuno dei funerali dei morti per cui è indagato Spadino. Tanto che la titolare ha detto di stare valutando se costituirsi a propria volta parte civile. Quello che tutti ripetono in paese è che a Spada piaceva preparare i cadaveri, lavarli, vestirli, e che per questo in passato aveva collaborato con l’agenzia.

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