Washington – Spero che questo episodio insegni ai cattolici favorevoli a Trump che votare per un narcisista non è mai una buona idea».
Se il capo della Casa Bianca ha perso anche George Weigel, col suo attacco a papa Leone, dovrebbe davvero iniziare a preoccuparsi della tenuta del suo elettorato in vista del voto midterm di novembre. Questo perché il senior fellow dell’Ethics and Public Policy Center è tutto tranne che un liberal incallito e dovrebbe incarnare semmai la platea cattolica interessata alle posizioni di Donald, almeno sul piano del conservatorismo sociale.
Weigel è stato il biografo di Giovanni Paolo II, in pratica vivendo al Palazzo Apostolico quando preparava il suo libro “Testimone della Speranza”. Insieme a Michael Novak e Richard John Neuhaus …
Washington – Spero che questo episodio insegni ai cattolici favorevoli a Trump che votare per un narcisista non è mai una buona idea».
Se il capo della Casa Bianca ha perso anche George Weigel, col suo attacco a papa Leone, dovrebbe davvero iniziare a preoccuparsi della tenuta del suo elettorato in vista del voto midterm di novembre. Questo perché il senior fellow dell’Ethics and Public Policy Center è tutto tranne che un liberal incallito e dovrebbe incarnare semmai la platea cattolica interessata alle posizioni di Donald, almeno sul piano del conservatorismo sociale.
Weigel è stato il biografo di Giovanni Paolo II, in pratica vivendo al Palazzo Apostolico quando preparava il suo libro “Testimone della Speranza”. Insieme a Michael Novak e Richard John Neuhaus formava la triade di intellettuali americani che costituiva il punto di rifermento negli Stati Uniti per il pontificato del papa polacco e poi di Benedetto XVI. Le posizioni invece si erano fatte più complesse con Francesco. Semplificare è sempre pericoloso, soprattutto quando si parla di teologia, ma in questo caso non si sbaglia a pensare che in teoria una presidenza repubblicana avrebbe potuto costruire un dialogo proficuo con questa area del cattolicesimo americano, che l’ha votata in maggioranza, però Donald è riuscito ad alienarla.
Cosa ha pensato, quando ha letto il messaggio contro Papa Leone pubblicato dal capo della Casa Bianca?
«I post sul social Truth del presidente Trump sono oltraggiosi, scandalosi e offensivi. La replica del Pontefice durante il suo volo verso l’Africa dimostra come un adulto dovrebbe rispondere a tanta stupidità».
Il capo della Casa Bianca ha fatto seguire al messaggio la pubblicazione di un’immagine in cui si presenta come Gesù, che anche molti sostenitori del movimento Maga hanno giudicato blasfema. Lei cosa ne pensa?
«Cosa dovrei pensarne? Mi sembra un gesto che si commenta da solo».
Tutti si chiedono perché Trump abbia deciso di lanciare questo attacco contro il primo Papa americano proprio ora e molti sospettano che sia un tentativo di distrarre l’attenzione dai problemi che sta incontrando nella guerra in Iran. Lei che idea si è fatto del motivo?
«Tutto ciò è accaduto perché Trump è completamente indisciplinato e non c’è nessuno intorno a lui in grado di proteggerlo dai suoi peggiori istinti. E questo è un problema generale che vale per tutto, non solo per il messaggio offensivo che ha deciso di pubblicare contro il Papa».
Forse pensava che il passaggio da Francesco a Leone avrebbe avvicinato la Chiesa cattolica alla sua presidenza, dall’immigrazione alla guerra?
«Come avevo detto dopo l’elezione di Prevost, penso che queste divisioni siano state esagerate, in particolare dai media italiani. Il corpo vivente della Chiesa negli Stati Uniti è piuttosto diviso, ma i vescovi sono quasi uniformemente uniti. I fedeli sono felici della nomina di Leone, che però ha vissuto quasi tutta la sua vita adulta all’estero, tra l’America Latina e Roma. Non è che Chicago si sia impossessata della sede di Pietro, ma questa esperienza internazionale rafforza il suo profilo come Papa, che per natura ha una missione globale».
Anche Giovanni Paolo II aveva obiettato all’invasione dell’Iraq, inviando il cardinale Laghi alla Casa Bianca per convincere Bush a non attaccare, ma non si era mai caduti così in basso. Che impatto avrà questo caso, in vista delle midterm di novembre?
«Spero che questo episodio insegni ai cattolici favorevoli a Trump che votare per un narcisista non è mai una buona idea. Tutti i presidenti hanno un forte ego, ma il narcisismo è un grave difetto per chi deve guidare un paese».