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L’aereo ritarda, turisti bloccati per un giorno. La Cassazione: violato un diritto costituzionale

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Una coppia è rimasta a Dubai per 24 ore senza alcuna assistenza. Per i giudici della Suprema Corte a quei passeggeri è stata preclusa la “libertà di movimento”
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Un aereo subisce un ritardo eccessivo e i viaggiatori restano bloccati in aeroporto per 24 ore senza poter ripartire, sena alcuna assistenza da parte della compagnia aerea. La Cassazione decide che a quei passeggeri è stata preclusa la “libertà di movimento”, un diritto sancito dall’articolo 16 della Costituzione, accogliendo il ricorso di due turisti. La coppia aveva acquistato i biglietti nell’agosto del 2016 per un viaggio che da Roma li avrebbe portati a Dubai, per poi salire su un secondo aereo diretto a Bangkok, la loro destinazione finale.

Il primo volo da Roma era partito in orario, ma era stato costretto a rientrare nella capitale. Proprio quel giorno, il 3 agosto 2016, nell’aeroporto di Dubai si è verificato un incidente in cui è rimasto coinvolto un boeing della Emirates. L’aereo dei due turisti è arrivato a Dubai con diverse ore di ritardo. Motivo per il quale i turisti hanno perso la coincidenza per Bangkok. Il nuovo volo, infatti, è ripartito solo dopo oltre 24 ore, il 5…

Un aereo subisce un ritardo eccessivo e i viaggiatori restano bloccati in aeroporto per 24 ore senza poter ripartire, sena alcuna assistenza da parte della compagnia aerea. La Cassazione decide che a quei passeggeri è stata preclusa la “libertà di movimento”, un diritto sancito dall’articolo 16 della Costituzione, accogliendo il ricorso di due turisti. La coppia aveva acquistato i biglietti nell’agosto del 2016 per un viaggio che da Roma li avrebbe portati a Dubai, per poi salire su un secondo aereo diretto a Bangkok, la loro destinazione finale.

Il primo volo da Roma era partito in orario, ma era stato costretto a rientrare nella capitale. Proprio quel giorno, il 3 agosto 2016, nell’aeroporto di Dubai si è verificato un incidente in cui è rimasto coinvolto un boeing della Emirates. L’aereo dei due turisti è arrivato a Dubai con diverse ore di ritardo. Motivo per il quale i turisti hanno perso la coincidenza per Bangkok. Il nuovo volo, infatti, è ripartito solo dopo oltre 24 ore, il 5 agosto.

Nel loro ricorso la coppia ha spiegato di avere trascorso una notte in aeroporto senza assistenza e perdendo così un pernotto in hotel, già pagato, e un giorno di vacanza. Per questi disagi, i passeggeri hanno chiesto un risarcimento di poco più di mille euro alla compagnia aerea. Il Giudice di pace ha accolto la domanda, riconoscendo un danno non patrimoniale di 700 euro. Ma per il tribunale di Santa Maria Capua Vetere quel risarcimento andava negato.

Per la Cassazione, invece, il giudice dell’appello doveva valutare che “il diritto costituzionalmente tutelato della libertà di circolazione è stato compresso dal trattenimento forzato in aeroporto”. Nei loro motivi di ricorso, i due turisti hanno anche scritto che “l’imbarco era avvenuto con oltre 24 ore di ritardo nonostante la disponibilità di altri voli sulla medesima tratta sia al mattino sia al pomeriggio”.

La coppia si è trovata così “nell’impossibilità di allontanarsi per recarsi in albergo” e non ha ricevuto “alcuna assistenza da parte della compagnia aerea per tutta la durata della loro permanenza in aeroporto, in attesa del nuovo volo”. Per la Suprema corte si è trattato della negazione di un diritto costituzionale, quello di potersi muovere in libertà. Perché non c’è stata la cancellazione di un volo ma piuttosto la compagnia aerea, in seguito all’incendio, aveva ritardato “in maniera ingiustificata” il reimbarco dei turisti su altri voli disponibili. Il processo, secondo quanto deciso dalla Cassazione, andrà celebrato una seconda volta davanti al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che dovrà adesso tenere conto di quell’articolo della Costituzione ignorato nella precedente sentenza.

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