Trump contro il Papa. Le reazioni: “Questa è blasfemia”. La destra cristiana delusa da Donald
dal nostro inviato Paolo MastrolilliWashington – Stavolta trovare qualcuno che difenda Trump è un’impresa, anche fra i sostenitori più accaniti del movimento Maga, che gridano alla blasfemia per il post a immagine e somiglianza di Gesù pubblicato dopo l’attacco a Papa Leone e poi cancellato. Lui però non si scusa, forse per l’abituale orgoglio, oppure perché non si rende conto di essersi dato la zappa sui piedi, in vista delle cruciali elezioni midterm di novembre.
Fonti con una conoscenza diretta dei fatti suggeriscono di guardare bene le reazioni, per notare quelle più significative. Ad esempio il vescovo di Winona Rochester Robert Barron, un conservatore alleato del presidente, membro della sua Religious Liberty Commission: «Sono grato di come l’amministrazione Trump ha allargato le braccia ai cattolici e alle altre persone di fede. Nessun presidente nella mia vita ha mostrato più dedizione nel difendere la libertà di religione. Detto questo, penso che debba le scuse al Papa». Se anche Barron lo scarica, fanno notare…
Washington – Stavolta trovare qualcuno che difenda Trump è un’impresa, anche fra i sostenitori più accaniti del movimento Maga, che gridano alla blasfemia per il post a immagine e somiglianza di Gesù pubblicato dopo l’attacco a Papa Leone e poi cancellato. Lui però non si scusa, forse per l’abituale orgoglio, oppure perché non si rende conto di essersi dato la zappa sui piedi, in vista delle cruciali elezioni midterm di novembre.
Fonti con una conoscenza diretta dei fatti suggeriscono di guardare bene le reazioni, per notare quelle più significative. Ad esempio il vescovo di Winona Rochester Robert Barron, un conservatore alleato del presidente, membro della sua Religious Liberty Commission: «Sono grato di come l’amministrazione Trump ha allargato le braccia ai cattolici e alle altre persone di fede. Nessun presidente nella mia vita ha mostrato più dedizione nel difendere la libertà di religione. Detto questo, penso che debba le scuse al Papa». Se anche Barron lo scarica, fanno notare le fonti, vuole dire che non c’è rimasto nessuno nella gerarchia dalla sua parte. Lo stesso discorso però riguarda il mondo Maga, dove commentatori e propagandisti come Michael Knowles, Riley Gaines, Jon Root, ma anche l’ex deputata Marjorie Taylor Greene, hanno gridato alla blasfemia chiedendo di cancellare l’immagine che svilisce Gesù.
Le fonti spiegano che forse l’intento era distrarre gli americani dagli appelli di Leone per la pace, considerando i problemi della guerra in Iran. Il vice Vance è cattolico, ma in caduta libera, dopo essersi opposto all’intervento e aver fallito il negoziato di Islamabd, quindi deve nascondere il proprio disagio. Il discorso va invece rovesciato per il segretario di Stato Rubio, anche lui in imbarazzo, ma interessato a mantenere il silenzio, perché le sue quotazioni come candidato alla Casa Bianca nel 2028 salgono.
Il problema politico però è evidente e si legge nei numeri. Nel 2020 il 50% degli elettori cattolici aveva votato per il cattolico Joe Biden, contro il 49% che aveva scelto Trump. Nel 2024 le percentuali si sono invertite, con il 55% che ha appoggiato Donald e solo il 43% favorevole a Harris. Hanno fatto la differenza in molti stati chiave e a novembre potrebbero farla nuovamente, stavolta però per condannare alla sconfitta il Partito repubblicano. Secondo un sondaggio condotto a febbraio dal Washington Post e la televisione Abc, nell’ultimo anno gli elettori cattolici che approvano la presidenza Trump sono scesi dal 48% al 41%. Dati che risalgono a prima dell’inizio della guerra in Iran e dell’attacco a Leone. Una rilevazione della Nbc ha dimostrato invece che solo l’8% degli americani ha un’opinione negativa del Papa. Prevost non è Francesco, ma un figlio di Chicago appassionato di baseball e tifoso dei White Sox. Viene visto come ragionevole moderato, non un politico militante nel campo liberal, come ha cercato di dipingerlo il capo della Casa Bianca. Per contro la popolarità di Trump, tra la guerra che il movimento Maga non voleva, la crisi energetica e l’inflazione, è scesa ai minimi. Forse ha attaccato Leone proprio per distrarre gli americani da questi problemi, ma così rischia di attirare invece l’attenzione sui propri limiti.