La famiglia nel bosco, oggi la perizia sui bambini. E il ricongiungimento si allontana
di Corrado ZuninoROMA – Questa mattina, nella struttura protetta di Vasto, è iniziata la perizia psichiatrica sui tre bambini della famiglia nel bosco. La perizia, prevista per lo scorso venerdì 6 marzo, era stata sospesa: la giornata si era infiammata dopo la rivelazione che la madre, Catherine Birmingham, sarebbe stata allontanata dai suoi tre bambini. Alla perizia di questa mattina hanno partecipato la psicologa Valentina Garrapetta, organizzatrice dei test e chiamata all’osservazione dei bimbi, e, per la difesa, la consulente Martina Aiello.
Il test sui tre piccoli dovrebbe essere l’ultimo atto di una valutazione psicologica e personologica sull’intera famiglia lunga e perigliosa, che ha visto una prima sospensione all’Aquila, per lo stato emotivo alterato di Catherine, e poi la fase dolorosa …
ROMA – Questa mattina, nella struttura protetta di Vasto, è iniziata la perizia psichiatrica sui tre bambini della famiglia nel bosco. La perizia, prevista per lo scorso venerdì 6 marzo, era stata sospesa: la giornata si era infiammata dopo la rivelazione che la madre, Catherine Birmingham, sarebbe stata allontanata dai suoi tre bambini. Alla perizia di questa mattina hanno partecipato la psicologa Valentina Garrapetta, organizzatrice dei test e chiamata all’osservazione dei bimbi, e, per la difesa, la consulente Martina Aiello.
Il test sui tre piccoli dovrebbe essere l’ultimo atto di una valutazione psicologica e personologica sull’intera famiglia lunga e perigliosa, che ha visto una prima sospensione all’Aquila, per lo stato emotivo alterato di Catherine, e poi la fase dolorosa del 6 marzo. La relazione della perizia dovrà essere consegnata al Tribunale per i minorenni dalla dottoressa Simona Ceccoli entro il 30 aprile e, a quel punto, ci sarà un mese di tempo per le repliche della difesa e, altrettanto, per la stesura finale del testo.
La decisione della Corte il 21 aprile
È ipotizzabile che una nuova, definitiva ordinanza sul caso da parte del Tribunale possa arrivare tra fine maggio e inizio giugno, e, quindi, fino a quella data, i tre bambini resteranno nella casa accoglienza, con tutte le difficoltà che questo comporta.
La prossima data utile per avere una riposta sul caso sarà il prossimo 21 aprile, quando la Corte d’appello si esprimerà sull’ultimo ricorso degli avvocati della famiglia nel bosco, a proposito, proprio, dell’allontanamento di Catherine dai figli, e, comunque, per la riunificazione della famiglia. L’atto della difesa, peraltro molto polemico con i giudici di prima istanza, non ha molte possibilità di avere successo.
Pesano le due memorie, non positive, della curatrice della famiglia, l’avvocata Marika Bolognese, e della tutrice, l’avvocata Maria Luisa Palladino. Quest’ultima, risentita per il fatto che Catherine abbia nascosto anche a lei la produzione di un libro con finalità cinematografiche, nella sua relazione ha detto che, a fronte di una madre privata della responsabilità genitoriale, l’opera scritta avrebbe potuto rappresentare una nuova violazione della privacy dei figli.
Ieri Catherine ha detto all’inviata di “Dentro la notizia” (Canale 5) che il libro di prossima pubblicazione parlerà della sua vita (e quella di Nathan Trevallion) precedente alla nascita dei tre figli, avvenuta tra il 2017 e il 2019 nel primo periodo italiano, trascorso a Torano Nuovo (in provincia di Teramo).
Ieri pomeriggio l’avvocato Marco Femminella, fatto inusuale, ha raggiunto la casa nel bosco di Palmoli per parlare con i suoi assistiti, presumibilmente dei lavori di ristrutturazione del casaletto in pietra.
“La mamma non doveva restare a Vasto”
Secondo l’istanza della tutrice, il ricorso potrebbe essere respinto poiché non è mai esistito un atto giudiziario che consentisse alla madre di restare nella struttura protetta: all’inizio, il 20 novembre 2025, ci fu un accordo tra l’allora avvocato, Guseppe Angelucci, e l’assistente sociale, Veruska D’Angelo, che prevedeva, controfirmato all’ingresso, un soggiorno nella fase iniziale “e in via eccezionale”. La seconda questione per cui l’atto della difesa ha perso motivazione è legata all’accettazione del padre Nathan dell’ospitalità in struttura per i suoi tre figli dopo la fuoriuscita della moglie.
In un primo tempo, l’ordinanza dei giudici del 5 marzo aveva previsto l’allontanamento dalla casa famiglia di Vasto anche dei bambini, decisione poi rientrata sia per l’indisponibilità di almeno altre tre strutture, sia per evitare nuovi traumi ai piccoli.
La tutrice ritiene che la continua sovraesposizione di Catherine Birmingham sia nociva al recupero di un punto di equilibrio della vicenda. La stessa ritiene che si debba procedere con altri “incontri protetti” tra la madre e i figli, nonostante nell’ultima occasione la donna abbia ancora una volta sovvertito le regole pattuite e se ne sia andata dalla casa dopo cinque ore, di fronte ai novanta minuti concordati.
L’istruzione pubblica resta un problema
Nathan Trevallion procede nel suo lavoro di accettazione delle regole chieste dai giudici, ma c’è un punto sul quale potrebbero nascere nuovi problemi: la scuola pubblica. Il padre, e la madre, hanno accettato la casa comunale posizionata proprio di fronte alla scuola e hanno firmato un piano che prevede un’ora e mezza di doposcuola a domicilio oltre all’homeschooling, gestito da una realtà locale. La frequentazione della scuola pubblica, dal punto di vista di chi ha preso in carico la famiglia, consentirebbe di recuperare le lacune culturali di base dei tre figli e di riempire quel vuoto di socialità considerato il male maggiore discendente dallo stile di vita dei Trevallion-Birmingham. La tutrice, e il Tribunale, non si fidano dell’unschooling, la scuola parentale pretesa dai genitori.
Un saluto a nonna Pauline e zia Rachael
Oggi rientrano in Australia la sorella di Catherine, Rachael, quindi la madre Pauline e il nipotino. Nel tratto verso l’aeroporto di Fiumicino sono stati accompagnati da Cate e Nathan.
Fonti del ministero della Giustizia fanno sapere che serviranno altre due settimane affinché i quattro ispettori inviati prima del referendum completino la relazione sul Tribunale per i minorenni dell’Aquila e la consegnino al ministro Carlo Nordio. La responsabile del team attende proprio la decisione della Corte d’appello del 21 aprile e, parallelamente, è attenta al percorso che sta realizzando Nathan insieme alle autorità nominate dallo stesso Tribunale. Per ora, fa notare il ministero, non sono emerse iregolarità nel lavoro dei magistrati.