Mistero avvelenate sospetti sulla cugina interrogata tre volte
di Alessandra ZinitiAntonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia morte per una sospetta intossicazione alimentare, con il marito Gianni e la figlia Alice
(ansa)Le avrebbero sentite parlare per sei ore, mercoledì della scorsa settimana, nella lunga attesa dell’interrogatorio del padre. Alice, la figlia diciannovenne sopravvissuta alla strage di famiglia, e Laura, la cugina che per la ragazza è come una seconda mamma. Ci sarebbe anche una conversazione intercettata in una sala della questura di Campobasso (una strategia investigativa abituale in questi frangenti), dietro la nuova accelerazione nell’inchiesta che prova a far luce sul giallo di Pietracatella.
Incongruenze e omissioni
Il secondo interrogatorio di Laura Di Vita nel giro di dieci giorni (il terzo dalla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita) non è un fatto neutro nelle indagini condotte dal personale della squadra mobile diretta da Marco Graziano. La cugina di Gianni Di Vita è stata nuovamente convocata in questura giovedì pomeriggio e ascoltata, sempre come persona informata dei fatti, per oltre quattro ore. Cap…
Le avrebbero sentite parlare per sei ore, mercoledì della scorsa settimana, nella lunga attesa dell’interrogatorio del padre. Alice, la figlia diciannovenne sopravvissuta alla strage di famiglia, e Laura, la cugina che per la ragazza è come una seconda mamma. Ci sarebbe anche una conversazione intercettata in una sala della questura di Campobasso (una strategia investigativa abituale in questi frangenti), dietro la nuova accelerazione nell’inchiesta che prova a far luce sul giallo di Pietracatella.
Incongruenze e omissioni
Il secondo interrogatorio di Laura Di Vita nel giro di dieci giorni (il terzo dalla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita) non è un fatto neutro nelle indagini condotte dal personale della squadra mobile diretta da Marco Graziano. La cugina di Gianni Di Vita è stata nuovamente convocata in questura giovedì pomeriggio e ascoltata, sempre come persona informata dei fatti, per oltre quattro ore. Cappuccio alzato sulla testa, sciarpa e occhiali scuri, è entrata alle 15.30 e uscita poco dopo le 20. Dunque un altro lungo interrogatorio (quattro ore come quello di mercoledì 9 aprile quando era stata sentita subito dopo padre e figlia) per tornare ancora una volta sui giorni antecedenti l’avvelenamento di Antonella e Sara. Gli investigatori avrebbero rilevato diverse incongruenze con il racconto di Gianni Di Vita e di Alice, in merito alla cena del 23 dicembre, ma soprattutto sembra che la donna non abbia riferito alcuni fatti, raccontati invece da altri testimoni, sui suoi rapporti con il cugino e con la moglie Antonella.
La conversazione tra Laura e Alice
E poi quella conversazione ascoltata durante le lunghe ore trascorse con Alice nella sala d’attesa della questura, durante la quale sarebbero emersi elementi tali da far accendere i riflettori sulla figura di questa misteriosa cugina che ieri ha chiuso i suoi profili social. Quarant’anni, nubile, insegnante di sostegno, una laurea in marketing, anche lei conosciuta e apprezzata a Pietracatella come tutto il resto della famiglia d’altronde. Un rapporto particolarmente stretto quello di Laura Di Vita con Gianni, tanto da accogliere lui e la figlia nella sua casa, proprio di fronte a quella ancora sotto sequestro dove, secondo chi indaga, qualcuno ha fatto ingerire a madre e figlia la micidiale ricina.
Chi è entrato in casa il 23 dicembre
Forse durante la cena del 23 dicembre, l’unica a cui Alice, fuori con amici per una serata in un pub nel vicino borgo di Sant’Elia, non ha partecipato. Ma l’attenzione di chi indaga è puntata non solo su chi sedeva a tavola quella sera ma anche su chi sarebbe entrato in quelle ore a casa. E di certo la cugina, che pare abbia provato che quella sera era a cena con un altro nipote, potrebbe essere entrata e uscita più volte, visti i rapporti stretti.
Nelle prossime ore richiamati padre e figlia
Ieri in questura sono stati sentiti diversi amici di Alice. Confermano che la ragazza era con loro in un pub nella serata prenatalizia. Nelle prossime ore saranno richiamati anche padre e figlia. Sono più di cinquanta i testimoni convocati. Il fascicolo resta senza indagati ma la sensazione è che, quando saranno depositate la relazione del centro antiveleni di Pavia e l’autopsia, qualcosa potrebbe cambiare.