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Il caso Domenico non ferma i trapianti di organi, aumentano le persone disposte a donare

Giuseppe Feltrin, direttore del Centro nazionale trapianti 

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I dati sulle dichiarazioni di volontà registrate nei Comuni nel primo trimestre di quest’anno rispetto al 2025 segnano una riduzione delle opposizioni
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Il caso di Domenico, il bambino di Napoli morto dopo un trapianto di cuore non riuscito a causa di una serie di errori sui quali sta indagando la procura non ha ridotto la fiducia dei cittadini italiani nei confronti della donazione di organi. Anzi. Dopo che già gli esperti nelle scorse settimane avevano detto che il sistema sta tenendo, adesso arrivano anche i dati del Centro nazionale trapianti a certificare la tendenza. E a dire che è stato scongiurato un effetto che talvolta si lega ai casi di malasanità, cioè l’aumento della sfiducia nei confronti della sanità pubblica. In particolare, quello della donazione e trapianti è un sistema molto delicato, dal quale dipendono le vite di migliaia di persone ogni anno, malati in lista di attesa che aspettano di ricevere un organo.

Le tre scelte all’anagrafe

C’è un indicatore fondamentale per capire cosa sta succedendo e sono le volontà espresse dai cittadini quando fanno la carta di identità elettronica. Negli uffici comunali dell’anagraf…

Il caso di Domenico, il bambino di Napoli morto dopo un trapianto di cuore non riuscito a causa di una serie di errori sui quali sta indagando la procura non ha ridotto la fiducia dei cittadini italiani nei confronti della donazione di organi. Anzi. Dopo che già gli esperti nelle scorse settimane avevano detto che il sistema sta tenendo, adesso arrivano anche i dati del Centro nazionale trapianti a certificare la tendenza. E a dire che è stato scongiurato un effetto che talvolta si lega ai casi di malasanità, cioè l’aumento della sfiducia nei confronti della sanità pubblica. In particolare, quello della donazione e trapianti è un sistema molto delicato, dal quale dipendono le vite di migliaia di persone ogni anno, malati in lista di attesa che aspettano di ricevere un organo.

Le tre scelte all’anagrafe

C’è un indicatore fondamentale per capire cosa sta succedendo e sono le volontà espresse dai cittadini quando fanno la carta di identità elettronica. Negli uffici comunali dell’anagrafe, come previsto ormai da anni dalla legge, si può esprimere il consenso alla donazione, oppure ci si può opporre oppure, infine, non rispondere, rimettendo così la decisione ai parenti nel caso l’interessato si trovasse nella drammatica condizione di poter diventare un donatore. Osservare come cambiano questi dati nel tempo serve a comprendere cosa pensa la gran parte delle persone, visto che i numeri sono alti, della donazione.

Il calo delle opposizioni

Il caso di Domenico è diventato pubblico all’inizio del febbraio scorso (poco più di un mese dopo l’intervento, avvenuto il 23 dicembre). Ebbene, nei primi tre mesi di quest’anno le opposizioni alla donazione sono state il 38,9% (e i consensi quindi il 61,1%), meno rispetto al 2025, quando erano state il 40,1% (a fronte, ovviamente, del 59,9% di consensi). Si tratta di un dato importante, intanto perché il 2025 era stato uno degli anni con i numeri peggiori. Tra l’altro, osservando l’andamento dei numeri nelle regioni, si vede che un miglioramento, seppur di poco, anche in quelli della Campania.

La grande crescita dei numeri assoluti

Quando si leggono i numeri, bisogna tenere conto del fatto che il Centro nazionale trapianti calcola le percentuali di opposizione e consenso al netto di coloro che non si esprimono, cioè solo sul numero di chi ritiene di dare una risposta, dire sì o no alla donazione. Il dato di chi non decide viene considerato a parte. E anche qui arriva una buona notizia: nei primi tre mesi di quest’anno queste persone sono meno rispetto al 2025, visto che sono il 38% del totale contro il 41%. Significa, quindi, che il numero di chi acconsente di essere un potenziale donatore è in assoluto più alto. Non solo. Nel 2026 sono state fatte moltissime carte di identità elettroniche. Quelle rilasciate sono state 2.618.000 contro 6.387.000 di tutto il 2025. Significa che, in assoluto e togliendo coloro che non si esprimono, i consensi alle donazioni sono stati 992 mila da gennaio a marzo scorso, contro 1 milione e 2 milioni e 257 mila di tutto il 2025, cioè in un periodo lungo il quadruplo. I dati fanno ben sperare per una crescita futura.

I numeri nelle Regioni

I dati non sono stati intaccati dal caso Domenico, ma comunque esiste ancora una ampia fascia di persone che non dicono sì alla donazione quando fanno la carta di identità. O dicono direttamente no o rimandano la decisione ad altri. La percentuale di opposizioni è più alta nelle regioni del Sud. Stando al primo trimestre di quest’anno, sono tra il 45 e il 50% (numero superato solo dalla Sicilia), Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Sono vicine alla media nazionale del 38,9% Lazio, Abruzzo e Piemonte, stanno sotto tutte le altre.

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