Omicidio Vasto, il padre si difende: “Mio figlio ha mostrato il coltello, ci ha sempre minacciati”
dal nostro inviato Corrado ZuninoVASTO (Chieti) – L’avvocato di Antonio Sciorilli, il padre accusato di aver ucciso suo figlio, Andrea, 21 anni, con tre colpi d’ascia, è entrato nel carcere di Vasto, Torre Sinello, nella prima mattina di oggi e ne è uscito poco prima dell’una. L’accusato è in isolamento, sotto stretta sorveglianza per evitare compia gesti autolesionisti. Lo ha già ascoltato uno psicologo, e alterna fasi di lucidità, ad altre, in prossimità del ricordo della scena del delitto, di pianto a dirotto.
Con il legale, Massimilano Baccalà, che con lui ha realizzato gli studi di Giurisprudenza negli Anni Novanta ed è un amico di famiglia, ha detto: “Sono anni che in casa Andrea ci minaccia, alza le mani, porta coltelli. Lo ha fatto con me e con sua sorella. Domenica…
VASTO (Chieti) – L’avvocato di Antonio Sciorilli, il padre accusato di aver ucciso suo figlio, Andrea, 21 anni, con tre colpi d’ascia, è entrato nel carcere di Vasto, Torre Sinello, nella prima mattina di oggi e ne è uscito poco prima dell’una. L’accusato è in isolamento, sotto stretta sorveglianza per evitare compia gesti autolesionisti. Lo ha già ascoltato uno psicologo, e alterna fasi di lucidità, ad altre, in prossimità del ricordo della scena del delitto, di pianto a dirotto.
Con il legale, Massimilano Baccalà, che con lui ha realizzato gli studi di Giurisprudenza negli Anni Novanta ed è un amico di famiglia, ha detto: “Sono anni che in casa Andrea ci minaccia, alza le mani, porta coltelli. Lo ha fatto con me e con sua sorella. Domenica eravamo soli e gli dicevo di tirarsi su dal letto, che era l’ora di pranzo, di vestirsi”. Il giovane è stato trovato dai carabinieri, senza vita, scalzo e in pigiama. Continua il racconto del padre Antonio: “Abbiamo litigato, ha tirato fuori un coltello a serramanico, era pronto a usarlo e non ci ho più visto. Sono andato a prendere l’ascia che gli avevo sequestrato in passato, sono andato nel ripostiglio”.
“Si è dovuto difendere da un’aggressione”
La ricostruzione della Procura di Vasto è confermata, ma, sostiene l’accusato, non sono corrette le motivazioni: lui si è dovuto difendere da un figlio aggressivo e pericoloso. Sarà questa la linea che l'avvocato Baccalà, insieme al collega Alessandro Orlando, imbastirà quando potrà recuperare le carte dell’accusa. A partire da domani, si presume.
Il legale amico nega che l’aggressione del padre sia avvenuta per la rinuncia del figlio al corso di formazione di due settimane che gli aveva procurato e avrebbe portato il ventunenne, presto, a un lavoro. “Le tensioni c’erano da tempo, ma Antonio Sciorilli è stato a lungo la vittima delle continue violenze verbali e fisiche del figlio. Anche domenica”.
Dinamica certa, testimone decisivo
Alla Procura di Vasto prosegue il lavoro delle due sostitute procuratrici, Silvia dI Nunzio e Miriam Manfrin. Il quadro per l’accusa è completo. l’unico autore dell’omicidio aggravato – questa sarà la contestazione – e del tentativo di occultamento del cadavere e delle prove è Antonio Sciorilli: l’investigazione, portata avanti dai nuclei operativi dei carabinieri di Vasto e di Chieti, non si ferma poiché bisogna dare coerenza alla scena e ottenere una ricostruzione inattaccabile, visto che per tredici ore il funzionario della sanità locale, ha negato ogni addebito, si è contraddetto e solo all’alba di lunedì ha confessato.
Resta centrale la testimonianza diretta del coinquilino Gianfranco C., che domenica scorsa intorno alle 14 ha visto il corpo di Andrea abbandonato dentro un lenzuolo blu nella zona di manovra del garage con diciotto box, in Circonvallazione Istoniense 11b, arteria di Vasto. E ha avvertito il “112”. La madre Sabrina, avvistata questa mattina insieme alla figlia Lorenza a casa del nonno Vico, non riesce a uscire da uno stato di pianto senza fine.