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Marghera, viene licenziato e si uccide. Dopo due anni il tribunale condanna l’azienda: “Illegittimo”

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Il danno contestato a Paolo Michielotto, che lavorava alla Metro, era di 280 euro. I giudici del lavoro hanno disposto un risarcimento pari a 15 mensilità
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Era stato licenziato per un danno di 280 euro all’azienda di Marghera per cui lavorava, la Metro. Paolo Michielotto, addetto alle vendite, si era rivolto al sindacato per impugnare la decisione ma dieci giorni dopo si era tolto la vita. Aveva 55 anni, era originario di Pontelongo (Padova). Quel procedimento, però, è stato portato avanti dalla Cgil insieme alla Filcams e alla famiglia del dipendente che si è ucciso. E a due anni da quella tragedia è stato dichiarato illegittimo dal tribunale del Lavoro di Venezia il licenziamento di Paolo Michielotto. Come rende noto oggi la Cgil veneziana. “È stata condannata l’azienda al pagamento di una indennità di 15 mensilità come risarcimento ai familiari – dice a Repubblica l’avvocato Leonello Azzarini –. Dall’Inail di Padova è partita un’indagine per accertare se ci sono anche i margini per riconoscere ai parenti una indennità se venisse collegata la morte del dipendente direttamente all’ambito lavorativo”.

Impiegato come addetto alle vendit…

Era stato licenziato per un danno di 280 euro all’azienda di Marghera per cui lavorava, la Metro. Paolo Michielotto, addetto alle vendite, si era rivolto al sindacato per impugnare la decisione ma dieci giorni dopo si era tolto la vita. Aveva 55 anni, era originario di Pontelongo (Padova). Quel procedimento, però, è stato portato avanti dalla Cgil insieme alla Filcams e alla famiglia del dipendente che si è ucciso. E a due anni da quella tragedia è stato dichiarato illegittimo dal tribunale del Lavoro di Venezia il licenziamento di Paolo Michielotto. Come rende noto oggi la Cgil veneziana. “È stata condannata l’azienda al pagamento di una indennità di 15 mensilità come risarcimento ai familiari – dice a Repubblica l’avvocato Leonello Azzarini –. Dall’Inail di Padova è partita un’indagine per accertare se ci sono anche i margini per riconoscere ai parenti una indennità se venisse collegata la morte del dipendente direttamente all’ambito lavorativo”.

Impiegato come addetto alle vendite, secondo l'azienda Michielotto aveva agevolato alcuni clienti consentendo di risparmiare sulle spese di spedizione. Erano stati scoperti 14 contratti con i quali Michielotto avrebbe agevolato alcuni storici acquirenti aggiungendo generi alimentari non presenti in magazzino, come i gamberi rossi, garantendo così il superamento della soglia dei 250 euro di spesa che dava diritto alla consegna gratuita della merce al posto del pagamento di 20 euro. Metro aveva contestato questa pratica, inizialmente sospendendo il dipendente e poi, il 31 luglio 2024, licenziandolo e calcolando il danno in 280 euro. Michielotto prima ha cercato la strada per impugnare la decisione ma poi l’ha fatta finita.

"Questa decisione - commentano Daniele Giordano, segretario della Cgil di Venezia, e Andrea Porpiglia, della Filcams - fa giustizia della sua rettitudine, del suo alto senso del dovere e della sua onestà, che Metro aveva umiliato con un licenziamento ingiusto”.

La sorella di Paolo Michielotto aveva dichiarato a Repubblica: “Con noi familiari non si era confidato. Ci aveva solo detto che voleva cambiare lavoro e che, dal primo settembre, avrebbe cambiato azienda. Parlando con un amico aveva detto: “Mi hanno marchiato”. Non ha retto all’umiliazione”.

Sottolineano Daniele Giordano e Andrea Porpiglia: “Purtroppo Paolo non potrà gioire di questo risultato. Ed è proprio per questo che sentiamo il dovere di ringraziare profondamente i suoi familiari, che con forza, dignità e determinazione hanno portato avanti una causa giusta, non solo sul piano umano ma anche su quello civile e del lavoro. Questa vicenda rappresenta per noi l'ennesima dimostrazione di un fatto semplice ma decisivo: il lavoro non può essere considerato una merce. Non è accettabile che il profitto venga anteposto alla vita delle persone, alla loro dignità, alla loro storia, alla loro integrità morale".

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