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Lui la maltrattava, lei l’ha tradito. La Cassazione: “La separazione è colpa della violenza”

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Rigettato il ricorso di un ex marito che è stato condannato a mantenere il figlio minore, affidato esclusivamente alla madre, e riconosciuto il responsabile della rottura. La moglie ha iniziato una relazione con il carabiniere al quale aveva presentato denuncia
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Lei lo ha tradito, è vero. Ma con il carabiniere al quale si era rivolta per denunciare le violenze subite dal marito. Il matrimonio è finito con una separazione causata non dal tradimento ma dai maltrattamenti subiti da moglie e figlio. Così ha deciso la Cassazione, prima sezione civile, che respinge il ricorso di un ex marito che si è rivolto alla Suprema corte contro la sua condanna in appello a mantenere il figlio minore, affidato esclusivamente alla madre, e riconosciuto come colui che ha determinato con la sua condotta violenta la fine del legame.

L’affido condiviso

In primo grado il tribunale di Foggia aveva respinto le richieste di addebito reciproche e aveva disposto l’affido condiviso del figlio. La decisione era stata però ribaltata in appello: la Corte di Bari aveva infatti attribuito la responsabilità della fine del matrimonio al marito per i suoi comportamenti violenti. Anche il figlio si era allontanato da lui e non voleva più vederlo proprio per i maltrattamenti subiti…

Lei lo ha tradito, è vero. Ma con il carabiniere al quale si era rivolta per denunciare le violenze subite dal marito. Il matrimonio è finito con una separazione causata non dal tradimento ma dai maltrattamenti subiti da moglie e figlio. Così ha deciso la Cassazione, prima sezione civile, che respinge il ricorso di un ex marito che si è rivolto alla Suprema corte contro la sua condanna in appello a mantenere il figlio minore, affidato esclusivamente alla madre, e riconosciuto come colui che ha determinato con la sua condotta violenta la fine del legame.

L’affido condiviso

In primo grado il tribunale di Foggia aveva respinto le richieste di addebito reciproche e aveva disposto l’affido condiviso del figlio. La decisione era stata però ribaltata in appello: la Corte di Bari aveva infatti attribuito la responsabilità della fine del matrimonio al marito per i suoi comportamenti violenti. Anche il figlio si era allontanato da lui e non voleva più vederlo proprio per i maltrattamenti subiti sia da lui sia dalla mamma e per i quali l’ex marito è imputato in un processo ancora non arrivato al termine.

La relazione

Proprio prima della fine del matrimonio, la donna nel 2018 si era rivolta ai carabinieri per denunciare il marito. Tra denunce e lacrime è iniziata una relazione extraconiugale con un carabiniere. L’ex ha fatto ricorso in Cassazione contro l’addebito della separazione a suo carico rilevata dalla Corte d’appello. Ma la Cassazione ha respinto la richiesta dell’uomo ribadendo un orientamento consolidato: "L’infedeltà può essere causa di addebito solo se è la ragione della rottura del matrimonio”. Quando invece – come in questo caso – interviene in un rapporto già compromesso, perde rilevanza giuridica. Nella sentenza si fa riferimento a “percosse e minacce di morte, umiliazioni e aggressioni”. Nel caso specifico, i giudici hanno ritenuto che la crisi fosse già “irreversibile” e causata proprio dalle violenze fisiche e morali inflitte dall’uomo alla moglie (e al figlio). L’ex marito dovrà adesso pagare quasi tremila euro di spese processuali alla donna.

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