Cronaca

Caccia selvaggia, tornano gli spari dalle spiagge libere e l’abbattimento degli stambecchi

Stefano Zocca (Unsplash)
Stefano Zocca (Unsplash) 

La maggioranza vuole accelerare: in commissione Ambiente e Agricoltura riprende l’iter del Ddl 1552. Federcaccia: siamo in ritardo. Enpa: “Nuovi emendamenti contro la natura”

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ROM – Ieri le Commissioni riunite Agricoltura e Ambiente del Senato sono tornate a riunirsi per proseguire — velocizzando il ritmo — l’esame del Disegno di legge 1552, voluto dalla maggioranza di governo e definito dalle opposizioni e dagli ambientalisti “caccia selvaggia”.

L’impianto del provvedimento, ispirato dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, è conosciuto. Prevede la liberalizzazione della caccia per gli uccelli migratori, l’eliminazione del limite temporale massimo per l’attività venatoria, con una sostanziale estensione del periodo di caccia; il ridimensionamento delle aree protette, la cancellazione del ruolo dell’Ispra e la sostituzione dell’istituto scientifico con un Comitato tecnico faunistico-venatorio composto in maggioranza da cacciatori, pronto ad autorizzare calendari più lunghi.

Si potranno colpire anche oche selvatiche e piccioni

Sono stati diversi gli emendamenti al Ddl 1582 presentati dalla stessa maggioranza e "accantonati”, quindi non eliminati. Uno rende legale la cattura e l’imprigionamento di uccelli selvatici da usare come richiami vivi. Un secondo prevede la riapertura della caccia a specie come stambecco, oca selvatica e piccione.

Tra le proposte, emerge, ancora, un emendamento firmato da diversi senatori di Fratelli D'Italia, Lega e Forza Italia che ripristina la caccia nelle spiagge. Il testo ipotizza che siano escluse “da tale territorio e non soggette alla programmazione faunistico-venatoria le porzioni di demanio marittimo oggetto di concessione balneare”. Questo significa che, chi frequenta le spiagge libere potrebbe trovarsi esposto alla presenza di cacciatori, mentre le aree in concessione resterebbero escluse. L’articolo 10 del testo già prevede la caccia nelle aree del demanio (compresi boschi e praterie oggi destinati a camminatori e biker), ma l’emendamento largo lo esplicita. Federcaccia avrebbe voluto veder approvato il ddl la scorsa estate e spinge per fare presto. L’Ente nazionale protezione animali, che si è appellato anche a Marina Berlusconi, parla di “uno scempio da fermare”.

Le contestazioni dell’Unione europea

Sulla questione caccia il nostro Paese, in particolare nelle ultime stagioni, ha conosciuto diverse sanzioni per la violazione delle direttive europee. Gli articoli 4 e 5 del disegno di legge permettono, tra l’altro, la riapertura dei roccoli, impianti di cattura vietati dall’Unione europea. Scrive l’Enpa: “Il provvedimento rappresenta un grave passo indietro: cancella il ruolo della scienza, ignora la tutela della natura e calpesta la Costituzione, le leggi e le direttive europee, oltre alla volontà della maggioranza degli italiani”.

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