Quarant’anni fa, all’alba del 26 aprile 1986, l’esplosione di Chernobyl ha interrotto la nostra primavera. Camminare nell’erba e consumare ortaggi freschi era diventato pericoloso. La nube radioattiva dalla centrale del nord dell’Ucraina si era diffusa in pochi giorni anche nel resto dell’Europa.
Chernobyl – il più grave incidente nucleare civile di sempre – ha portato a un ripensamento sulla sicurezza dell’energia nucleare anche in Italia. Tre anni dopo con un referendum il nostro paese ha bocciato la produzione di elettricità tramite la fissione dell’atomo.
Oggi, nonostante un altro grave incidente a Fukushima, in Giappone, nel 2011, la paura dell’energia nucleare sembra di nuovo sopita. Nel mondo sono attivi oltre 400 reattori nucleari, distribuiti in 31 paesi. Altri 70 sono in costruzione e, nonostante i costi più alti rispetto alle rinnovabili, la fissione genera il 10% dell’elettricità consumata nel mondo.
CHERNOBYL
La centrale nucleare di Chernobyl comprende 4 reattori, due cos…
Quarant’anni fa, all’alba del 26 aprile 1986, l’esplosione di Chernobyl ha interrotto la nostra primavera. Camminare nell’erba e consumare ortaggi freschi era diventato pericoloso. La nube radioattiva dalla centrale del nord dell’Ucraina si era diffusa in pochi giorni anche nel resto dell’Europa.
Chernobyl – il più grave incidente nucleare civile di sempre – ha portato a un ripensamento sulla sicurezza dell’energia nucleare anche in Italia. Tre anni dopo con un referendum il nostro paese ha bocciato la produzione di elettricità tramite la fissione dell’atomo.
Oggi, nonostante un altro grave incidente a Fukushima, in Giappone, nel 2011, la paura dell’energia nucleare sembra di nuovo sopita. Nel mondo sono attivi oltre 400 reattori nucleari, distribuiti in 31 paesi. Altri 70 sono in costruzione e, nonostante i costi più alti rispetto alle rinnovabili, la fissione genera il 10% dell’elettricità consumata nel mondo.
CHERNOBYL
La centrale nucleare di Chernobyl comprende 4 reattori, due costruiti negli anni ’70 e due – incluso il numero 4 dove è avvenuta l’esplosione – nel 1983
L’INCIDENTE
Nella notte tra il 25 e il 26 aprile è in agenda un test al reattore 4. Durante la prova, per una combinazione di cause umane e di difetti di progettazione, la pressione del vapore aumenta troppo e fa sollevare il coperchio da mille tonnellate. Il sistema di raffreddamento si danneggia. Due esplosioni in sequenza, causate dal vapore caldissimo, rilasciano circa 300 tonnellate di materiale radioattivo nell’atmosfera
LE VITTIME
L’esplosione causa la morte di due operatori della centrale. Altri 28 perdono la vita nelle settimane successive a causa della radioattività. Degli elicotteri accorrono per gettare sul reattore sabbia (che spegne gli incendi) e boro (che rallenta la fissione nucleare). Nonostante questo le emissioni radioattive vanno avanti per dieci giorni
La nube radioattiva invade Ucraina, Bielorussia e Russia. I venti portano le emissioni di Chernobyl anche nel resto d’Europa, soprattutto in Scandinavia. Circa 400mila persone vengono contaminate in modo significativo. Gli abitanti della zona evacuati in modo permanente sono 350mila in un’area di 30 chilometri di raggio (la zona di esclusione)
Calcolare in modo preciso le vittime successive è impossibile. Si stima che siano alcune migliaia, morte soprattutto per cancro alla tiroide
Nell’area di esclusione piante e animali hanno subito mutazioni del Dna. Alcune foglie hanno cambiato forma e alcuni animali sono nati con deformazioni fisiche. Oggi la zona, priva di esseri umani, si è ripopolata di molte specie animali
I TENTATIVI DI RENDERE SICURO IL REATTORE
Tra il 1986 e il 1987 l’Unione Sovietica recluta 200mila persone – battezzate i “liquidatori” – per ricoprire quel che resta del reattore 4. Al suo interno restano infatti 300 tonnellate di materiale altamente radioattivo. I liquidatori lo ricoprono di cemento, ma il cosiddetto “sarcofago” non è progettato per durare a lungo
Nel 2017 viene completato il New Safe Confinement, una struttura a volta in acciaio alta 110 metri, lunga 165 e larga 257.
Può contenere il Colosseo o la Statua della Libertà. Viene assemblata a 300 metri di distanza, poi le sue 36mila tonnellate sono fatte scivolare lungo dei binari fino al reattore 4. La struttura è progettata per resistere cento anni. I 2,1 miliardi necessari alla sua costruzione sono stati raccolti e gestiti dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo
CHERNOBYL E LA GUERRA
Il 24 febbraio 2022, poco dopo l’inizio dell’invasione, la Russia prende il controllo di Chernobyl. Il passaggio dei mezzi pesanti smuove la terra contaminata. Per alcuni giorni si registra di nuovo un aumento delle radiazioni
Il 14 febbraio 2025 un drone russo colpisce il tetto del New Safe Confinement, creando un buco di sei metri di diametro e lasciando penetrare neve e pioggia. Si stima che l’umidità causerà la corrosione del sarcofago intorno al 2030