Crans-Montana, i familiari potranno vedere il video shock mai pubblicato
di Tiziana De Giorgio , Rosario Di RaimondoSarà un momento cruciale per l’inchiesta. Ma anche emotivamente durissimo. Mentre prosegue lo scontro diplomatico sulle fatture e l’Italia si prepara a chiedere di costituirsi ufficialmente parte civile per il disastro di Crans-Montana in Svizzera, da oggi gli avvocati dei feriti e delle vittime del Constellation possono finalmente vedere le immagini del sistema di sorveglianza interno del locale di Jacques e Jessica Moretti che ha registrato, minuto dopo minuto, la strage di Capodanno. La prossima settimana potranno farlo anche i genitori. Avendo accesso per la prima volta al film, finora protetto dagli investigatori, che mostra gli istanti in cui loro figli si sono gravemente ustionati, stravolgendo le loro vite. O sono scomparsi per sempre.
Grazie a quattordici telecamere del pub i video restituiscono da diverse angolazioni gli istanti che precedono il rogo costato la vita a 41 persone, ferendone 115, la maggior parte giovanissime. E ciò che è seguito. Immagini forti, drammatiche,…
Sarà un momento cruciale per l’inchiesta. Ma anche emotivamente durissimo. Mentre prosegue lo scontro diplomatico sulle fatture e l’Italia si prepara a chiedere di costituirsi ufficialmente parte civile per il disastro di Crans-Montana in Svizzera, da oggi gli avvocati dei feriti e delle vittime del Constellation possono finalmente vedere le immagini del sistema di sorveglianza interno del locale di Jacques e Jessica Moretti che ha registrato, minuto dopo minuto, la strage di Capodanno. La prossima settimana potranno farlo anche i genitori. Avendo accesso per la prima volta al film, finora protetto dagli investigatori, che mostra gli istanti in cui loro figli si sono gravemente ustionati, stravolgendo le loro vite. O sono scomparsi per sempre.
Grazie a quattordici telecamere del pub i video restituiscono da diverse angolazioni gli istanti che precedono il rogo costato la vita a 41 persone, ferendone 115, la maggior parte giovanissime. E ciò che è seguito. Immagini forti, drammatiche, quelle isolate a partire dall’1.20 di quella notte, che la procura di Sion ha deciso di non diffondere. Ogni legale ha avuto la possibilità di prenotarsi per un tempo massimo di mezza giornata e potrà presentarsi fino a giovedì.
Dieci le postazioni allestite per gli avvocati in arrivo dai diversi Paesi, con la possibilità di prendere appunti, ma il divieto assoluto di avere una copia o di scattare foto di file considerati delicatissimi. Dove si vede per esempio l’istante in cui il deejay della serata, Matéo Lesguer (23 anni, anche lui morto) all’1.27 si accorge delle primissime fiamme sul soffitto e lascia la consolle per andare a recuperare un estintore, mentre la musica prosegue. Il fuoco ovunque, il fumo tossico sempre più nero. E poi il tentativo, per molti vano, di fuga. «Con il viso vicino al pavimento», hanno annotato i poliziotti descrivendo quelle immagini, dove si vede l’uscita d’emergenza ostruita da uno sgabello dove, poco prima del rogo, compare un giovane seduto. Ancora, la scala per risalire dal seminterrato che diventa un imbuto: in tanti muoiono laggiù. Solo otto le persone illese.
Immagini fondamentali per capire le responsabilità: «Cercherò di osservare, se si riesce a vedere, il comportamento di Jessica Moretti, se c’è stato un suo intervento nel provare a coordinare l’uscita dei ragazzi, se c’è qualcuno che sembra avere avuto una formazione», spiega Domenico Radice, avvocato milanese che segue diversi feriti del Constellation. Ma anche il ruolo della stessa Moretti nell’accensione delle candele scintillanti che hanno scatenato il rogo. «Da quello che aveva raccontato una testimone, potrebbe vedersi Jessica che indica il percorso che deve fare il ragazzo che ha sulle spalle la cameriera col casco che ha innescato l’incendio». Immagini «che potranno restituire, senza filtri, la tragica fotografia di quello che è accaduto», commenta Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio. Otto minuti di video in tutto la parte più importante. Due di questi sono relativi alle fasi più drammatiche.
Nel frattempo l’Italia, già domani, con l’avvocato svizzero Romain Jordan, legale di diverse famiglie delle vittime, chiederà di costituirsi parte civile. Dovrà decidere la procura e la strada è in salita. Mentre all’interno delle stesse istituzioni di Berna ci s’interroga sull’opportunità o meno di inviare ai Paesi stranieri come l’Italia le fatture con il costo delle cure per i feriti. Se da un lato è previsto dalle norme, dall’altro c’è chi invoca una soluzione politica per stoppare una procedura che fa indignare tanti.