Rinnovato il 41 bis per l’anarchico Alfredo Cospito, detenuto nel carcere di Cagliari. Il provvedimento, firmato dal ministero della Giustizia, era atteso entro il 4 maggio ma è stato notificato oggi al difensore Flavio Rossi Albertini, che al momento “non ha ancora letto il provvedimento”. Intanto, la difesa ha detto di essere pronta a presentare reclamo al tribunale di Sorveglianza di Roma. L’avvocato nei prossimi giorni andrà a visitare il suo assistito in carcere.
Cospito sta scontando una condanna a 23 anni di carcere per l'attentato alla caserma dei Carabinieri di Fossano nel 2006 e per fatti di terrorismo legati alle azioni della Federazione anarchica informale (Fai-Fri).
Il regime di carcere duro era stato scelto per Cospito nel 2022 perché, sempre secondo il ministero, manterrebbe i legami con il gruppo anarchico di riferimento. Una decisione motivata sulla base degli scambi epistolari avvenuti con altri anarchici negli anni della detenzione.
Chi è Alfredo Cospito
Ritenuto un…
Rinnovato il 41 bis per l’anarchico Alfredo Cospito, detenuto nel carcere di Cagliari. Il provvedimento, firmato dal ministero della Giustizia, era atteso entro il 4 maggio ma è stato notificato oggi al difensore Flavio Rossi Albertini, che al momento “non ha ancora letto il provvedimento”. Intanto, la difesa ha detto di essere pronta a presentare reclamo al tribunale di Sorveglianza di Roma. L’avvocato nei prossimi giorni andrà a visitare il suo assistito in carcere.
Cospito sta scontando una condanna a 23 anni di carcere per l'attentato alla caserma dei Carabinieri di Fossano nel 2006 e per fatti di terrorismo legati alle azioni della Federazione anarchica informale (Fai-Fri).
Il regime di carcere duro era stato scelto per Cospito nel 2022 perché, sempre secondo il ministero, manterrebbe i legami con il gruppo anarchico di riferimento. Una decisione motivata sulla base degli scambi epistolari avvenuti con altri anarchici negli anni della detenzione.
Chi è Alfredo Cospito
Ritenuto un esponente di spicco della Fai-Fri, Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale, pluricondannato con l’aggravante del terrorismo, è il primo anarchico ad essere finito al 41 bis. Dopo una serie di episodi che tracciano un filo rosso a partire dagli anni Novanta, il cambio di passo avviene nel 2012. Il 7 maggio 2012, a Genova, il dirigente dell’azienda metalmeccanica italiana Ansaldo, Roberto Adinolfi, viene gambizzato sotto casa. Vengono accusati per quell’attentato Cospito e il suo complice, Nicola Gai. Il 14 settembre vengono arrestati a Torino. La Fai rivendica l’attentato: Nucleo Olga.
La condanna
Alfredo Cospito rivendica l’azione in tribunale. “Siamo solo io e Nicola, nessun altro ha partecipato al nostro progetto. Non riconosciamo questo ordine democratico. Io sono anarchico e sono nichilista perché agisco e non aspetto una rivoluzione”. La condanna, definitiva, per la gambizzazione è a 10 anni e 8 mesi di carcere.
Il processo Scripta manent
Si apre nel 2017 davanti alla corte d’Assise di Torino, in un’aula bunker presidiata in ogni dove dalle forze dell’ordine. Sul banco degli imputati 23 anarchici accusati di associazione con finalità di terrorismo, tutti ritenuti collegati alla Fai. Il 24 aprile 2019 arriva la sentenza: vengono assolti in diciotto, a Cospito vengono inflitti vent’anni, 17 ad Anna Beniamino, 9 a Nicola Gai, 5 a Alessandro Mercogliano (uno dei due morti nell’esplosione di un casale abbandonato nel Parco degli acquedotti) e 5 a Marco Bisesti. Le pene vengono ridotte o annullate in appello. Per Cospito la Cassazione riqualifica il reato in strage politica, pena prevista: l’ergastolo. I giudici torinesi non sono d’accordo. La Corte solleva una questione di legittimità costituzionale e invia gli atti alla Consulta. Finisce nel 2023 con la Corte d'assise d'appello di Torino che ridetermina la pena in 23 anni di reclusione.
Lo sciopero della fame
A settembre del 2025 la Corte europea dei diritti umani ha respinto il ricorso dei legali dell'anarchico definendolo "manifestatamente infondato". Nel frattempo, L’anarchico ha iniziato il 20 ottobre 2022 un logorante sciopero della fame. Sciopero portato avanti per 182 giorni e che insieme agli appelli pronunciati da dietro le sbarre, ha imposto un dibattito civile sul carcere duro, divenendo un simbolo italiano del sistema carcerario.