Famiglia nel bosco, lo psichiatra Cantelmi: “Atti confusi, ai tre bambini può succedere di tutto”
di Corrado ZuninoROMA – Professore Tonino Cantelmi, un altro atto giudiziario contrario alla difesa. La Corte d’appello dell’Aquila, sezione minorile, non ha accolto il ricorso e ha restituito le carte al Tribunale. Da perito che assiste la famiglia Trevallion-Birmingham, come vede la situazione?
"Sulla Corte non posso esprimermi, non conosco i motivi della scelta. Registro che la sofferenza dei bambini si allunga, e questo mi addolora. Sulla perizia psichiatrica e personologica, invece, ho molto da dire”.
Prego.
"Nella perizia si dichiara con nettezza che Nathan e Catherine non hanno alcuna patologia psichiatrica. Poi, senza sottoporli a nessun test specifico per la capacità genitoriale e sopravvalutando, ed è un grave errore, i test grafici e le relazioni del servizio sociale e della casa famiglia, si afferma la inadeguatezza genitoriale dei coniugi. Inoltre, si trascura ogni voce dissonante, compresa quella della neuropsichiatria dell’Asl di Vasto, che dichiarava testualmente che questi genitori e…
ROMA – Professore Tonino Cantelmi, un altro atto giudiziario contrario alla difesa. La Corte d’appello dell’Aquila, sezione minorile, non ha accolto il ricorso e ha restituito le carte al Tribunale. Da perito che assiste la famiglia Trevallion-Birmingham, come vede la situazione?
"Sulla Corte non posso esprimermi, non conosco i motivi della scelta. Registro che la sofferenza dei bambini si allunga, e questo mi addolora. Sulla perizia psichiatrica e personologica, invece, ho molto da dire”.
Prego.
"Nella perizia si dichiara con nettezza che Nathan e Catherine non hanno alcuna patologia psichiatrica. Poi, senza sottoporli a nessun test specifico per la capacità genitoriale e sopravvalutando, ed è un grave errore, i test grafici e le relazioni del servizio sociale e della casa famiglia, si afferma la inadeguatezza genitoriale dei coniugi. Inoltre, si trascura ogni voce dissonante, compresa quella della neuropsichiatria dell’Asl di Vasto, che dichiarava testualmente che questi genitori erano un valido supporto emotivo per i bimbi”.
Lei è convinto che la vostra controparte non sia all’altezza del caso.
“Se andiamo a vedere il disastro metodologico per la valutazione dei minori, c’è da stupirsi. Segnaleremo le incredibili criticità che accompagnano questo elaborato peritale, ma non si tratta di emendare: lo rigettiamo in toto”.
Il 6 marzo scorso, quando Catherine Birmingham fu allontanata dalla struttura di Vasto, lei parlò del rischio che i bambini fossero dati in affido. Il pericolo incombe?
“Questa perizia, così confusionaria, che da un lato dichiara sani di mente i coniugi, dall’altro non evidenzia problemi di personalità, dall’altro ancora li ritiene inadeguati come genitori e, infine, recuperabili, può avere qualunque esito. Ecco perché la rigettiamo in toto, perché non è possibile che questa perizia costituisca qualcosa di significativo per le decisioni importantissime da prendere sulla vita di una famiglia”.
Ha definito la perizia vecchia, novecentesca.
“Mi riferivo alla bibliografia. I tre quarti delle sue voci sono di libri, a volte generici, e di articoli del secolo scorso. Il resto sono pubblicazioni di cui non si rintraccia nel testo peritale alcuna correlazione. Quando assegno una tesi di laurea, la prima cosa che faccio è valutare la bibliografia: in questo caso qualunque commissione boccerebbe una bibliografia di questo tipo. Sarebbe stato meglio non metterla”.
È corretto utilizzare i disegni in chiave valutativa?
“L’uso di test grafici in ambito forense sarebbe da farsi con estrema cautela, per motivi tecnici che dettaglieremo nelle nostre note. Il modo con cui sono stati somministrati è pieno di errori metodologici. Questa perizia ha molti bias, distorsioni, errori sistematici. Ne segnalo uno: in alcuni passaggi, in modo esilarante se non fosse tragico, si scambia nettamente la diversità socioculturale come problematicità adattativa”.
La perizia indica un percorso lungo e scandisce uscite orarie, weekend. Non è chiusa la strada del ricongiungimento.
“Siamo stati i primi a proporre un percorso condiviso, hanno rifiutato. Siamo pronti a ripartire, anche se il nuovo percorso è pieno di buchi, senza un progetto. Peraltro, il concetto ‘i genitori sono recuperabili’ è una delle tante contraddizioni dell’elaborato, che ho definito logorroico e inconsistente. Da un lato non si riscontrano psicopatologie o disturbi psichiatrici nei genitori, non si ha la documentazione per poter neanche affermare che siano affetti da un disturbo di personalità, dall’altro si dichiara che sono inadeguati come genitori e, però, proprio perché sono persone normali, non si ha il coraggio di chiudere il cerchio. È come se questa dichiarazione di inadeguatezza servisse a giustificare il prelievo dei minori, ma, vista l’assenza di ogni psicopatologia, non si può negare a questi genitori il ricongiungimento. Dettaglieremo ovviamente tutte le incongruenze tecniche che accompagnano un ragionamento così assurdo”.
Quando consegnerete le controdeduzioni?
“Abbiamo affidato l’analisi dell’elaborato all’intelligenza artificiale. Il tasso di solidità scientifica globale è pari al 30 per cento, secondo la sorgente che abbiamo interrogato. Cioè, è inattendibile. Ancora più interessante è l’analisi impietosa dell’intelligenza artificiale: sostanzialmente afferma che su queste basi dare indicazioni limitative è un errore grave. È bastato poco, qualche articolo scientifico, i prompt giusti, per demolirci la perizia”.
Da mesi è in corso una battaglia di verità e di bugie. La perizia smentisce la vostra relazione su zuccheri e snack: "Diamo pranzi e cene vegetariani".
“Non attribuisco bugie a nessuno. Credo che ognuno abbia fatto il lavoro in perfetta buona fede. Noi abbiamo raccolto e dato credito al racconto di Catherine e alla documentazione fotografica e video che ci ha mostrato. Abbiamo a disposizione una quantità incredibile di registrazioni impietose per coloro che si sono dovuti occupare di questa storia. Nonostante nella perizia ci siano affermazioni pesanti e gravi nei confronti dei coniugi, non attribuisco al perito nessuna malafede e nessun atteggiamento bugiardo. Quello che evidenzio è un problema di competenze. Il tema della competenza ha accompagnato fin dall’inizio questa vicenda e continua a dominarla”.
La perizia insiste: i bambini sono integrati in struttura.
“I bambini stanno subendo una involontaria istituzionalizzazione. Il professor Massimo Ammanniti, osservando la documentazione clinica, lo ha confermato, E non c’è bisogno di un grande scienziato come Ammanniti: trovo incredibile non rendersi conto di questo problema. Se poi andiamo a vedere come sono stati valutati i bambini, c’è veramente da rimanere esterrefatti”.
Perché il collegio difensivo dà l'impressione di assecondare acriticamente Catherine Birmingham?
“Catherine ha sicuramente peculiarità personologiche che sono caratteristiche del suo enorme potenziale di leader. Catherine non mente, ha sempre documentato i suoi racconti. E, comunque, credo che sia dovere di una istituzione ascoltare il dolore di una madre e non stigmatizzarlo”.
C'è un vostro sforzo per avvicinarla a un punto di vista diverso?
“Quando viene rispettata nel dialogo, riconosciuta nella sua essenza, accolta nel suo assetto valoriale significativo, Catherine è una persona assolutamente in grado di dialogare, ragionare e modificare le sue decisioni. Tuttavia, nonostante il suo stile di vita non sia certo il mio, ne ho rispetto e credo che la questione sia legata al fatto che lo stile di vita della coppia e della famiglia sia davvero sfidante per la società borghese della post modernità”.
Oltre alle controdeduzioni, ci saranno altre iniziative legali?
“Questo lo valuteranno i coniugi. Per quanto mi riguarda, il mio è semplicemente un dibattito, anche aspro, all’interno però di un tema di valutazioni e competenze. In questa storia non ci sono persone in malafede, ma è una vicenda molto complessa, scivolosa, dove il sistema delle competenze è franato”.