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Crans, si indaga sui soccorsi. Berna congela le fatture per i ricoveri dei ragazzi italiani

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Fonti svizzere: per ora il conto non verrà inviato al ministero della salute, in attesa di una decisione politica. Nuovo filone sui giovani feriti, a terra, con 10 gradi sotto zero e senza bombole d’ossigeno. Italia sarà parte civile
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Il Governo deposita l’atto per costituirsi parte civile nel processo sul rogo del Constellation. Una decisione che arriva mentre la procura di Sion apre un nuova inchiesta sul disastro di Crans-Montana. Gli investigatori, questa volta, puntano sui soccorsi e su tutto quello che potrebbe non aver funzionato nei primi aiuti ai feriti. Vogliono chiarire eventuali responsabilità dell’“Organisation cantonale valaisanne des secours”. Una notizia che arriva mentre su un altro fronte — quello dello scontro diplomatico provocato dall’invio delle fatture ai feriti — trapela un dettaglio importante. Secondo fonti svizzere, Berna ha deciso di congelare per ora l’invio dei conti al ministero della Salute italiano in attesa di una decisione politica che potrebbe arrivare nei prossimi giorni, in vista dell’incontro del 5 maggio fra il capo dello Stato Sergio Mattarella e il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin.

Il Governo deposita l’atto per costituirsi parte civile nel processo sul rogo del Constellation. Una decisione che arriva mentre la procura di Sion apre un nuova inchiesta sul disastro di Crans-Montana. Gli investigatori, questa volta, puntano sui soccorsi e su tutto quello che potrebbe non aver funzionato nei primi aiuti ai feriti. Vogliono chiarire eventuali responsabilità dell’“Organisation cantonale valaisanne des secours”. Una notizia che arriva mentre su un altro fronte — quello dello scontro diplomatico provocato dall’invio delle fatture ai feriti — trapela un dettaglio importante. Secondo fonti svizzere, Berna ha deciso di congelare per ora l’invio dei conti al ministero della Salute italiano in attesa di una decisione politica che potrebbe arrivare nei prossimi giorni, in vista dell’incontro del 5 maggio fra il capo dello Stato Sergio Mattarella e il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin.

Il nuovo filone sull’incendio del Constellation — separato dal fascicolo principale che conta 13 indagati per omicidio e lesioni colpose, tra cui i coniugi Moretti e il sindaco di Crans-Montana — nasce dalla denuncia presentata dagli avvocati Fabrizio Ventimiglia e Pierluca Degni. Difendono la famiglia di Sofia Donadio, studentessa milanese gravemente ustionata, che ancora non riesce a parlare per i danni subiti. Un documento dove i genitori, che hanno trovato la figlia per terra, distesa fra i tanti su un marciapiede, parlano di «evidenti carenze nella gestione dei soccorsi». Di aver trovato «solo due ambulanze per decine di feriti». Di giovani «riversi sul selciato. Senza coperte termiche, con una temperatura di dieci gradi sotto lo zero». Una denuncia dove si parla di «insufficienti bombole di ossigeno condivise da centinaia di feriti». Di un furgone della Guardia civile arrivato solo un’ora e mezza dopo. Portando coperte e bombole in quantità comunque insufficienti per un’emergenza di tale portata. Testimonianze ai quali si aggiungono le immagini dei video della strage. «Qualora queste criticità trovassero conferma, il loro rilievo causale rispetto alle condizioni di salute di Sofia e degli altri ragazzi sarebbe evidente», sottolineano, soddisfatti degli sviluppi delle indagini: «Sin dall’inizio abbiamo evidenziato la necessità di fare piena luce non solo sulle cause dell’evento, ma anche sulle modalità di organizzazione, tempestività e coordinamento dei soccorsi».

Sulla decisione del Governo di costituirsi parte civile, una nota della Presidenza del Consiglio chiarisce: «È motivata dal danno diretto arrecato al patrimonio dello Stato a causa delle ingenti risorse mobilitate dal Servizio nazionale della Protezione civile per l’assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti».

Ma c’è un altro nodo nell’intricata vicenda: quello delle cartelle cliniche dell’ospedale di Sion mai arrivate alle famiglie (contrariamente alle fatture) per le quali si è mosso l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado. Alla ricerca di documenti misteriosamente bloccati oltre confine da un mese. «La raccomandata inviata alla famiglia di Eleonora Palmieri è in transito a Bologna». Le altre, per ora, non è dato sapere dove siano.

Nel frattempo, gli avvocati italiani continuano a visionare le immagini e il video shock messo a disposizione dalla procura di Sion. Materiale fortissimo, che l’avvocato Domenico Radice, legale di diverse famiglie di feriti, sconsiglia ai genitori di guardare. «Si vede benissimo come quel locale fosse una trappola». E, purtroppo, si vedono anche i corpi senza vita di decine di ragazzi, ammassati uno sopra l’altro a ridosso della scala del seminterrato.

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