Ritirata. La ricerca che annunciava la cura del tumore del pancreas in 45 topi di laboratorio è stata cancellata dalla rivista che l’aveva pubblicata lo scorso 27 dicembre, Pnas. Per quanto avvenuta su cavie, la scoperta aveva avuto risonanza in tutto il mondo, perché riguarda uno dei tumori più gravi e difficili da trattare (meno del 10% dei pazienti sopravvive a 5 anni dalla diagnosi) e perché la cura sperimentata sui topi era stata totale, duratura e priva di effetti collaterali.
Le donazioni
Su siti e giornali si erano letti titoli enfatici come “scienziato spagnolo scopre la cura del cancro del pancreas” o “nuova cura per il cancro del pancreas. Scoperta storica!”. L’appello del coordinatore dello studio, lo spagnolo Mariano Barbacid, a sostenere finanziariamente la ricerca aveva spinto il pubblico a effettuare donazioni per 3,6 milioni di euro.
Oggi i vertici di Pnas si sono accorti che Barbacid è cofondatore e comproprietario di Vega Oncotargets, un’azienda privata che produce le molecole utilizzate per il trattamento. Altri due autori dello studio hanno un legame finanziario con l’impresa.
Il conflitto di interessi
Il conflitto di interessi è un problema considerato di grande importanza nel mondo scientifico. Gli autori delle ricerche possono avere legami con case farmaceutiche o aziende private, ma hanno l’obbligo assoluto di dichiararlo in calce all’articolo. Barbacid e le sue due collaboratrici Vasiliki Liaki e Carmen Guerra non l’avevano fatto. “La direzione ha deciso di ritirare l’articolo a causa di un conflitto di interessi grave e non dichiarato” scrive Pnas accanto al titolo dello studio.
Il Cnio
Barbacid è un ricercatore di punta del Cnio, il Centro di ricerca nazionale spagnolo sul cancro. È uno scienziato stimato nell’ambiente. Una ricostruzione del Paìs sostiene che fosse a conoscenza della decisione di Pnas di ritirare il suo studio già dal 12 marzo. Eppure non avrebbe fatto nulla per fermare la raccolta di fondi.
Una nota legale a nome dello scienziato attacca le ricostruzioni del Paìs e ribadisce che il ritiro dello studio è stato deciso per una questione formale, non di merito. L’avvocatessa Lupe Sanchez, in un lungo post su X scritto per difendere Barbacid, esclude qualunque ipotesi di malafede da parte dei ricercatori del Cnio. Aggiunge che i fondi, raccolti tramite una fondazione privata, saranno comunque spesi per portare avanti gli esperimenti.
Trattamenti migliori
Nonostante il passo falso del gruppo del Cnio, le aspettative di trovare trattamenti migliori per il tumore del pancreas non sono campate in aria al momento. Nelle ultime settimane due nuove cure sono riuscite ad allungare la sopravvivenza dei pazienti. Anticipate dalle case farmaceutiche, verranno presentate ufficialmente a giugno al congresso dell’Asco, la Società americana di oncologia clinica.
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Possibili effetti collaterali
Le tre molecole usate da Barbacid per curare i suoi topi sono considerate potenzialmente pericolose per gli esseri umani, a causa dei possibili effetti collaterali. Ma l’idea che le alterazioni genetiche delle cellule del tumore del pancreas vadano affrontate con una combinazione di due o tre farmaci insieme sembra un sentiero promettente, ormai intrapreso con convinzione dalla scienza.