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I medici di famiglia protestano contro la riforma: “In stato di agitazione e pronti a scioperare”

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Oggi le Regioni hanno scritto il testo per integrare la proposta di Schillaci, intanto il sindacato dei professionisti va all’attacco. “Senza di noi la sanità pubblica non funziona”
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E dopo una decina di giorni di attesa, i medici di famiglia decidono di iniziare la protesta sulla proposta di riforma della loro professione. La Fimmg, il principale sindacato di categoria, annuncia la stato di agitazione, contro la bozza presentata dal ministro alla Salute Orazio Schillaci (su proposta della Lombardia) e sostanzialmente accettata dalle Regioni, che proprio oggi si sono riunite per proporre cambiamenti e ritocchi al testo. Ormai da alcuni anni si tenta di riformare la medicina del territorio, facendo passare almeno una parte dei medici di famiglia dalla convenzione alla dipendenza. Tutte le ipotesi di riforma sono saltate proprio per la forte azione contraria dei professionisti. A breve si capirà se anche questa volta riusciranno a fermare ministero e Regioni. Intanto gli assessorati oggi hanno preparato un articolato d a inserire nel testo di Schillaci.

Il testo delle Regioni

Le Regioni chiedono che la convenzione resti il modello prevalente, limitando le assunzioni…

E dopo una decina di giorni di attesa, i medici di famiglia decidono di iniziare la protesta sulla proposta di riforma della loro professione. La Fimmg, il principale sindacato di categoria, annuncia la stato di agitazione, contro la bozza presentata dal ministro alla Salute Orazio Schillaci (su proposta della Lombardia) e sostanzialmente accettata dalle Regioni, che proprio oggi si sono riunite per proporre cambiamenti e ritocchi al testo. Ormai da alcuni anni si tenta di riformare la medicina del territorio, facendo passare almeno una parte dei medici di famiglia dalla convenzione alla dipendenza. Tutte le ipotesi di riforma sono saltate proprio per la forte azione contraria dei professionisti. A breve si capirà se anche questa volta riusciranno a fermare ministero e Regioni. Intanto gli assessorati oggi hanno preparato un articolato d a inserire nel testo di Schillaci.

Il testo delle Regioni

Le Regioni chiedono che la convenzione resti il modello prevalente, limitando le assunzioni dirette alla copertura dei vuoti negli organici delle Case di Comunità. La proposta introduce anche la possibilità di assumere tramite concorso non solo medici di famiglia, ma pure internisti e geriatri. Tra le novità più rilevanti c’è l’obbligo per i medici con oltre 1.500 assistiti di garantire almeno sei ore settimanali nelle Case di Comunità, superando l’attuale facoltà di non prestare servizio in queste strutture. Via libera anche all’ipotesi di modificare il sistema di remunerazione, non più legato solo al numero di pazienti ma alle attività effettivamente svolte. Restano invece rinviati a futuri provvedimenti sia la nascita della scuola di specializzazione in medicina generale sia altri aspetti della convenzione, come l’eventuale estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni. Le Regioni segnalano però alcune criticità: le risorse economiche necessarie per sostenere la riforma, i tempi di attuazione, visto che le Case di Comunità dovrebbero entrare in funzione a breve e un probabile scontro sindacale. Che in effetti inizia oggi.

“Nessun confronto”

La protesta dei medici è contro “il governo la Conferenza delle Regioni e Province autonome, rispetto alla prospettata adozione di un decreto-legge sul riordino dell'assistenza primaria territoriale. Denunciamo formalmente l'assenza totale di un confronto preventivo e adeguato con la rappresentanza della categoria su una riforma di portata sistemica, che incide sull'assetto ordinamentale, professionale e organizzativo della medicina generale e sul rapporto fiduciario medico-paziente; il clima di incertezza istituzionale e professionale generato dalla circolazione di schemi non definitivi, privi di perimetro certo, che stanno producendo allarme sociale tra i professionisti e, inevitabilmente, tra i cittadini; la sovrapposizione della proposta di riforma agli strumenti contrattuali e programmatori già esistenti, a partire dalla convenzione, che rende il decreto un atto di forzatura istituzionale oltre che professionale”.

Pronti allo sciopero

La Fimmg fa sapere che una volta trascorsi i termini di legge per le procedure di raffreddamento e conciliazione, “si riserva di mettere in atto ogni legittima forma di protesta, fino alla proclamazione di scioperi nelle date e con le modalità che saranno comunicate”. Si preannuncia una stagione di lotte, a giudicare dai toni usati dal sindacato. “Chi, senza confronto con chi ci lavora ogni giorno, vuole riformare l'attuale modello di assistenza primaria non sta difendendo i pazienti sta mettendo a rischio i loro diritti. Fimmg non accetta che la tutela dei cittadini diventi il pretesto per smantellare un sistema che funziona e che nessun modello alternativo ha dimostrato di poter sostituire con pari efficacia”. Il sindacato dice di non voler difendere una corporazione, ma “difendere il diritto di ogni cittadino italiano, nelle città come nelle aree interne, al Nord come al Sud, ad avere un medico di fiducia che lo conosca, lo segua e lo curi”.

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