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Arriva il Super El Niño più caldo dell’ultimo secolo: ecco dove e quando colpirà

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Il meteorologo del Giulio Betti (Cnr-Lamma) spiega le ripercussioni che avrà sull'Europa e sull'Italia. Il ricercatore: "In un Pianeta così bollente le conseguenze rischiano di essere estreme"
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Ci sono due aspetti che più di ogni altra cosa allarmano meteorologi ed esperti: una sono le temperature elevate degli oceani e l’altra la velocità con cui si sta formando il Super El Niño. Questi due allarmi si parlano e sono collegati fra loro e, per quanto osservabile dai modelli, vanno nella stessa direzione: quella di un Super El Niño imminente, probabilmente il più forte degli ultimi 140 anni. Il che apre a una terza allerta, che nasce da una considerazione: come sarà il Super El Niño in un Pianeta mai, finora, così bollente?

Che cos’è Super El Niño

El Niño, va ricordato, è un fenomeno climatico naturale e periodico caratterizzato dal riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico centro-orientale e si verifica in media ogni due-tre anni. In generale, in determinate zone del mondo, porta a temperature più elevate, all’alterazione dei venti alisei e causa impatti globali estremi come siccità o forti piogge e inondazioni. Solitamente si alterna al fenomeno opposto, La Niña, e…

Ci sono due aspetti che più di ogni altra cosa allarmano meteorologi ed esperti: una sono le temperature elevate degli oceani e l’altra la velocità con cui si sta formando il Super El Niño. Questi due allarmi si parlano e sono collegati fra loro e, per quanto osservabile dai modelli, vanno nella stessa direzione: quella di un Super El Niño imminente, probabilmente il più forte degli ultimi 140 anni. Il che apre a una terza allerta, che nasce da una considerazione: come sarà il Super El Niño in un Pianeta mai, finora, così bollente?

Che cos’è Super El Niño

El Niño, va ricordato, è un fenomeno climatico naturale e periodico caratterizzato dal riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico centro-orientale e si verifica in media ogni due-tre anni. In generale, in determinate zone del mondo, porta a temperature più elevate, all’alterazione dei venti alisei e causa impatti globali estremi come siccità o forti piogge e inondazioni. Solitamente si alterna al fenomeno opposto, La Niña, e a momenti neutri, come quello in cui si troviamo ora. La soglia ufficiale per stabilire il formarsi di un evento di El Niño è di un +0,5 gradi di temperature superficiali dei mari sostenute per un periodo stagionale. Se questa soglia arriva a +2 gradi, allora si parla di Super El Niño.

“Non è un fenomeno nuovo e la parola 'super' non è una esagerazione ma appunto denota un evento molto forte che produrrà una anomalia superficiale sul Pacifico equatoriale uguale o superiore a +2 gradi. Questo evento avverrà quasi sicuramente dato che tutti i principali modelli meteo convergono nelle previsioni. Il Super El Niño si verifica circa ogni quindici anni o meno, l’ultimo è stato nel 2015-2016, prima lo abbiamo visto nel 1997-98 e ancora prima nel 1982-83. Ma quello in arrivo potrebbe essere uno dei più intensi di sempre in termini di anomalia assoluta, perché si rischia di arrivare anche a +3 gradi” spiega Giulio Betti, meteorologo e ricercatore del CNR-Lamma.

Quali sono le possibili previsioni per l’Europa e per l’Italia

Se i modelli ci dicono che il super evento sicuramente ci sarà, restano però ancora molte incognite su come si svilupperà e in quali aree impatterà. Il quando invece, sembra abbastanza certo.

“Sappiamo che sarà molto forte e colpisce, anzi direi che lascia allibiti, la rapidità con cui si sta sviluppando: in soli due mesi passeremo dalla fase neutra attuale a quella di un Super El Niño abbastanza intenso. A livello globale già a luglio sarà potente, ma veramente forte lo sarà soprattutto ad agosto. In Europa, dove permangono incertezze sugli impatti, si farà sentire difficilmente prima di fine luglio: più probabile si avvertirà nella coda di agosto e a inizio autunno” aggiunge Betti.

In generale l’Europa potrebbe essere anche poco interessata oppure colpita in maniera indiretta, ma è prevedibile in linea di massima “un aumento dei fenomeni meteo estremi, delle precipitazioni a fine estate e in autunno per via di un maggior vapore acqueo. Così come in inverno dobbiamo invece aspettarci fasi anticicloniche miti e ancor prima ondate di calore marine”.

In Italia è ancora complesso stabilire cosa accadrà ma è verosimile immaginare “brevi ma intense punte di caldo soprattutto al Centro-sud e break temporaleschi rovinosi al Nord, simili a quelli del 2023. Probabilmente, da noi, lo sperimenteremo ad agosto inoltrato e verso settembre”.

Sarà l’estate più calda del secolo in Europa per via del Super El Niño?

Per l’esperto non è corretto affermarlo. "Direi che non è vero. Nel 2003 non c’era il Super El Niño ma fu caldissimo, nel 2022 addirittura ci fu il fenomeno opposto de La Niña ma le temperature erano comunque bollenti. Quello che possiamo dire è invece che potremmo sperimentare un'estate estrema. Poi ottobre e novembre saranno mesi a rischio ovunque per via della forzante termodinamica così potente, con potenziali fenomeni meteo, come le alluvioni, davvero intensi. L’ inverno invece, con El Niño, risulta solitamente più secco”.

Una serie di incognite preoccupanti

Attorno a quest’evento ci sono una serie di incognite che molti fra i ricercatori e i meteorologi definiscono "preoccupanti". Una riguarda per esempio la potenza, se sarà davvero così forte come indicano i modelli (tra cui ECMWF, NOAA e BOM), l’altra la rapidità.

“Va velocissimo: ora siamo in condizioni neutre ma già ad agosto, nel giro di poco più di due mesi, sarà in condizioni sembra molto forti, da record. Ma ciò che è davvero preoccupante e che apre a più interrogativi è il contesto in cui si sviluppa: negli anni Ottanta, quando ci fu, il Pianeta era decisamente più freddo rispetto a ora, ma avere oggi un Super El Niño all’interno di una Terra mai così calda potrebbe avere conseguenze non lineari, difficili da immaginare. Pensiamo alle acque, già caldissime in aprile anche da noi. Quando ci furono grandi eventi di sbiancamento dei coralli nel mondo, nel 2024, c’era La Niña: figuriamoci col Super El Niño cosa potrebbe succedere. Ecco: non sappiamo come risponderà il sistema”.

Sarà la sveglia sul fossile?

Per paradosso questo evento naturale così intenso, in un Pianeta surriscaldato perché colpito dalla crisi del clima innescata dalle emissioni antropiche dei combustibili fossili, potrebbe servire da risveglio. Con il blocco dello stretto di Hormuz e le tensioni geopolitiche fra Usa e Iran il mondo si è “accorto” concretamente della dipendenza pericolosa da petrolio e gas: non a caso come risposta c’è stata una forte crescita in investimenti nell’ energie rinnovabili. Se davvero si svilupperà un evento meteo di respiro globale estremo dovremo dunque per forza trovare il modo di rispondere. “L’adattamento dovrà avere una accelerata, a tutti i costi. Lo ripeto: in questo caso da agosto in poi davvero non sappiamo cosa potrà accadere con il Super El Niño: è per questo che dobbiamo preparaci ed adattarci, anche in chiave futura".

Le zone del mondo più a rischio

Solitamente con il fenomeno naturale di El Niño l’impatto più chiaro è forte è avvertito in Australia, in Indonesia, nel Canada (soprattutto in inverno) e negli Stati Uniti (in estate), ma anche in Perù e nell’Amazzonia per esempio.“Uno dei Paesi più iconici dove osservarne gli impatti storicamente è proprio l’Australia che viene colpita da fortissime siccità, estesi incendi, ondate di calore eccezionali, fenomeni che potrebbero essere nel 2026 ancora più intensi. Oppure è logico attendersi ondate di calore negli Usa o inondazioni in Sudamerica. Quello che avverrà è uno squilibrio del ciclo acqua: ci saranno potenzialmente zone alluvionate, come in Birmania, Thailandia o Cambogia, e altre dove i monsoni muteranno. Il monsone indiano al contrario sarà infatti probabilmente più debole: ciò significa che in India farà più caldo e si potrà contare su un minore raccolto, con gravi conseguenze per la popolazione. E poi è intuibile l'aggravamento della siccità che già ora colpisce certe aree degli Stati Uniti. Infine, uno sguardo andrà dato al Polo Nord dove sono attese temperature più calde che accelereranno la fusione della banchisa artica" chiosa Betti.

Le aree dove "rifugiarsi" dal Super El Niño.

Come detto, accertato che il Super El Niño ci sarà, non è semplice comprendere quali zone del Pianeta verranno risparmiate dall'aumento delle condizioni estreme. Se come ricorda Betti esistono aree dove colpirà in maniera più diretta, dall'Australia fino agli Usa, è però anche ipotizzabile che in determinate aree del mondo l'evento colpirà in maniera indiretta, con ripercussioni minori. L'Europa, appunto, è una di queste aree. Chi oggi sta programmando una vacanza per l'estate in arrivo può immaginare dunque "che il nostro continente in generale sarà interessato in maniera indiretta e, come dicevo, soprattutto da fine agosto in poi". Inoltre ci sono luoghi dove, solitamente, l'arrivo di El Niño indica cambiamenti: per esempio i Caraibi. La zona caraibica quando è attivo il fenomeno vede meno uragani dato che uno degli effetti de El Niño forte è ridurre gli uragani atlantici e aumentare invece quelli pacifici".

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