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Val Gardena, contro l’overtourism prenotazioni online per il Seceda: il biglietto sale di 22 euro

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Dal 22 maggio bisognerà prenotare il ticket per una determinata fascia oraria
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File interminabili, centinaia di persone sotto il sole, fra malori, proteste e battibecchi. Le immagini della val Gardena presa d’assalto e soffocata dai turisti sono ancora memoria viva in zona e prima che l’incubo si ripeta, si corre ai ripari.

Per l’estate, le modalità di accesso al Seceda cambieranno radicalmente. Dal 22 maggio gli ingressi saranno contingentati. Come filtrato a fine stagione, per gli impianti, il ticket sarà acquistabile solo online e per una precisa fascia oraria – come un biglietto di treno, in sostanza – e i prezzi saliranno non poco. Per un biglietto andata e ritorno quest’anno sarà necessario spendere 74 euro, ventidue in più dei 52 dell’anno scorso.

Un rincaro che potrebbe provocare non poche proteste fra chi rifiuta l’idea di combattere l’overtourism con una strategia che limita l’accesso ai paradisi naturali a chi se lo possa economicamente permettere. Ancora in fase di studio il problema dei parcheggi, che rapidamente si saturano di auto private e non ne…

File interminabili, centinaia di persone sotto il sole, fra malori, proteste e battibecchi. Le immagini della val Gardena presa d’assalto e soffocata dai turisti sono ancora memoria viva in zona e prima che l’incubo si ripeta, si corre ai ripari.

Per l’estate, le modalità di accesso al Seceda cambieranno radicalmente. Dal 22 maggio gli ingressi saranno contingentati. Come filtrato a fine stagione, per gli impianti, il ticket sarà acquistabile solo online e per una precisa fascia oraria – come un biglietto di treno, in sostanza – e i prezzi saliranno non poco. Per un biglietto andata e ritorno quest’anno sarà necessario spendere 74 euro, ventidue in più dei 52 dell’anno scorso.

Un rincaro che potrebbe provocare non poche proteste fra chi rifiuta l’idea di combattere l’overtourism con una strategia che limita l’accesso ai paradisi naturali a chi se lo possa economicamente permettere. Ancora in fase di studio il problema dei parcheggi, che rapidamente si saturano di auto private e non nei giorni di picco. Per l’associazione turistica della Val Gardena, l’obiettivo è distribuire meglio i visitatori nel corso della giornata – e in particolare della mattina – per evitare che gli impianti diventino un ingestibile imbuto. Da qui il piano per la prossima estate, frutto di mesi di lavoro di un tavolo fra i Comuni di Ortisei e Santa Cristina, la società impianti Seceda, l’associazione provinciale delle organizzazioni turistiche e Idm Alto Adige, coordinati dal Centro Mobilità Val Gardena.

Le code chilometriche dell’anno scorso, con centinaia di turisti in fila, hanno fatto sapere, sono stati il risultato di una serie di circostanze assolutamente casuali che insieme sono diventate mix esplosivo: un week end di alta stagione con meteo perfetto, arrivato dopo giorni di nuvole e pioggia. Di base però l’aumento delle presenze in zona è evidente e costante da almeno due anni.

C’è chi dice che molto si debba alla popolarità mondiale regalata alle Montagne Pallide dalla Apple. Nel 2023, Tim Cook ha deciso di mostrare i progressi della fotocamera del nuovo Iphone mostrando le foto che lui stesso aveva fatto nelle settimane di vacanza passate sulle Dolomiti. Ma per il Cai, club alpino italiano, il problema è più profondo. “È colpa di un sistema che misura il successo turistico in numeri, non in sostenibilità. È colpa di un certo marketing territoriale che promuove le montagne come si fa con i luna park”.

Di certo oggi la Val Gardena è diventata tappa fissa per i turisti nazionali e internazionali che magari sull’Altopiano ci arrivano solo per scattare una foto. Sono le nuove regole del turismo rapido e instagrammabile che stanno portando scompiglio non solo tra le vette, ma anche al mare, soprattutto sulle isole, e nelle città d’arte, rendendo la vita impossibile ai residenti.

L’anno scorso, proprio sul Seceda, quattro proprietari dei pascoli circostanti hanno piazzato un tornello con accesso a pagamento all’imbocco di un sentiero escursionistico che porta a uno dei punti più panoramici dell’altopiano. Un’iniziativa che ha suscitato dibattiti e polemiche, continuate anche dopo che la provincia ha rimosso la barriera perché quel sentiero appartiene all’Ente parco. E neanche i ranger, contrattati in fretta e furia e spediti tra cime e valli per “addomesticare” i turisti mordi e fuggi, riprendere (e multare) chi abbandoni rifiuti o calpesti e invada orti e alpeggi, sono riuscite a sopirle.

"Il nostro era un grido d’aiuto - aveva spiegato Georg Rabanser, uno dei proprietari - Gli impiantisti guadagnano da migliaia di turisti, noi dobbiamo sopportare i costi, i danni e i rifiuti lasciati da visitatori incivili”. Bugie secondo il Cai Alto Adige, che ha continuato a ribadire: l’accesso alla montagna deve rimanere libero, bisogna educare. “Serve un nuovo modello di turismo, meno “istantaneo” e più consapevole – si legge sul portale del Club alpino italiano - Serve una nuova narrazione della montagna, non come parco giochi verticale ma come ecosistema fragile e vivo”.

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