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Scatta l’allarme Hantavirus, quattro italiani in quarantena: erano in aereo con una vittima

(Photo by AFP)

 

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La donna fatta scendere poco dopo l’imbarco a Johannesburg: è morta il giorno successivo La segnalazione arrivata dopo due settimane. Uno dei sorvegliati: “Sto bene, non ho sintomi”
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La mail del servizio sanitario dei Paesi Bassi è arrivata venerdì scorso alle 15 nella casella postale della Prevenzione del ministero alla Salute. Avvertiva che quattro passeggeri che si trovavano sul volo KL592, partito alle 23.15 del 25 aprile da Johannesburg per Amsterdam il giorno dopo sono arrivati nel nostro Paese. Su quell’aereo era rimasta per pochi minuti una donna olandese di 69 anni che aveva viaggiato sulla nave Mv Hondius. Stava così male che il personale della Klm non l’ha fatta partire e l’ha sbarcata. È morta il giorno dopo in un ospedale della città sudafricana a causa di un’infezione da Hantavirus.

Ci sono voluti ben 14 giorni perché le autorità olandesi, sollecitate tra l’altro dal ministero alla Salute con una precedente mail, comunic…

La mail del servizio sanitario dei Paesi Bassi è arrivata venerdì scorso alle 15 nella casella postale della Prevenzione del ministero alla Salute. Avvertiva che quattro passeggeri che si trovavano sul volo KL592, partito alle 23.15 del 25 aprile da Johannesburg per Amsterdam il giorno dopo sono arrivati nel nostro Paese. Su quell’aereo era rimasta per pochi minuti una donna olandese di 69 anni che aveva viaggiato sulla nave Mv Hondius. Stava così male che il personale della Klm non l’ha fatta partire e l’ha sbarcata. È morta il giorno dopo in un ospedale della città sudafricana a causa di un’infezione da Hantavirus.

Ci sono voluti ben 14 giorni perché le autorità olandesi, sollecitate tra l’altro dal ministero alla Salute con una precedente mail, comunicassero la presenza sull’aereo delle persone poi arrivate in Italia, facendo così partire il primo allerta sull’Hantavirus nel nostro Paese. La situazione è considerata sotto controllo dalle autorità sanitarie. «I passeggeri sono stati tutti e quattro rintracciati — spiega Mara Campitiello, a capo del dipartimento della Prevenzione del ministero — Le informazioni sono state inviate alle Regioni che procederanno ad avviare tutte le procedure di sorveglianza anche attiva. Ci risulta comunque che nessuno abbia sintomi».

Gli olandesi hanno sottolineato che le quattro persone non si trovavano sedute vicino alla malata per quei pochi minuti che è stata a bordo (forse per questo la comunicazione è arrivata dopo tanti giorni). A rischio contagio sono considerati invece i passeggeri nella stessa fila e quelli nelle due file accanto a chi è infetto. La decisione di procedere con gli isolamenti è legata più alla possibilità di un contatto nelle fasi di imbarco sull’aereo.

Le quattro persone arrivate in Italia sono state messe per altri 30 giorni (15 li hanno già fatti) in quarantena. È una misura di tipo fiduciario e volontario e quindi non obbligatoria, visto che la situazione non è considerata ad alto rischio. Per costringerli a non muoversi ci vorrebbe un dpcm o un provvedimento del ministro Orazio Schillaci. Alcuni di loro hanno già fatto il prelievo del sangue e i campioni verranno mandati allo Spallanzani di Roma, unico centro in Italia in grado di rilevare l’Hantavirus di tipo Andes, come quello che si è diffuso sulla nave.

Due dei passeggeri in questione non sono italiani. Una è una donna che lavora in un hotel di Firenze e sedeva in business class, cioè nella parte anteriore dell’aereo (posto 2A). Farà la quarantena insieme al suo compagno e verrà contattata quotidianamente dalla Asl perché comunichi il suo stato di salute. A Padova c’è invece un professore sudafricano (aveva il posto 8K sempre in business e da Amsterdam ha proseguito per Venezia), che è in città per motivi di lavoro. Per martedì ha il volo di ritorno per Johannesburg e si sta valutando cosa fare, visto che teoricamente è libero di andarsene, ma in quel caso bisogna avvertire le autorità sudafricane per stabilire le precauzioni da prendere nel nuovo volo. Infine, ci sono due persone (posti 34F e 35F), sbarcate a Fiumicino il 26, di Torre del Greco e Reggio Calabria, che lavorano per una compagnia di navigazione (ma senza alcun legame con la nave dove ci sono stati i casi). «Devo stare in isolamento, misurare la temperatura giorno e sera e qualora dovessi sintomi di ricontattarli», ha detto Federico, il marittimo calabrese, al Tg1: «Non sono preoccupato, perché, da come mi hanno detto, ho un basso rischio di contagio».

Dal ministero alla Salute ieri sottolineavano che «le valutazioni condivise a livello internazionale dall’Organizzazione mondiale della sanità) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie indicano attualmente un rischio basso per la popolazione generale a livello mondiale e molto basso in Europa». Proprio nei giorni scorsi è stato approvato il nuovo Piano pandemico, un documento sofferto per la maggioranza di centrodestra, nel quale il ministero e le Regioni hanno inserito praticamente tutte le misure che sono state adottate ai tempi del Covid, come mascherine, distanziamento, smart working e chiusure. Al momento per l’Hantavirus non si ritiene necessario prendere alcun provvedimento di quel tipo.

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