Il passeggero a bordo della Hondius: “Sembra un film, siamo ostaggio del virus da 40 giorni”
dalla nostra inviata Alessandra ZinitiTENERIFE – "Sembra di essere in un film, l'aereo della protezione civile spagnola ci sta girando sopra, centinaia di giornalisti al molo. E siamo al 40esimo giorno".
Poche parole cariche di tensione prima dell'evacuazione quelle di Emin Yogurtcuoglu, noto birdwatcher turco, tra le 151 persone a bordo della Hondius, la nave olandese con un focolaio di hantavirus a bordo approdata questa mattina nel porto al sud di Tenerife per lo sbarco e l'immediato rimpatrio, dei passeggeri e dei membri dell'equipaggio.
Operazioni estremamente complesse anche per il braccio di ferro tra il governatore delle Canarie e il premier spagnolo Sanchez che, nonostante il diniego dell'amministrazione locale, ha imposto l'approdo della nave "per motivi di solidarietà e umanità".
E però la nave non è stata neanche fatta ormeggiare al molo. Alla fonda in mezzo al porto, blindato dall'esercito e dalla Guardia Civil, la Hondius è stata raggiunta pri…
TENERIFE – "Sembra di essere in un film, l'aereo della protezione civile spagnola ci sta girando sopra, centinaia di giornalisti al molo. E siamo al 40esimo giorno".
Poche parole cariche di tensione prima dell'evacuazione quelle di Emin Yogurtcuoglu, noto birdwatcher turco, tra le 151 persone a bordo della Hondius, la nave olandese con un focolaio di hantavirus a bordo approdata questa mattina nel porto al sud di Tenerife per lo sbarco e l'immediato rimpatrio, dei passeggeri e dei membri dell'equipaggio.
Operazioni estremamente complesse anche per il braccio di ferro tra il governatore delle Canarie e il premier spagnolo Sanchez che, nonostante il diniego dell'amministrazione locale, ha imposto l'approdo della nave "per motivi di solidarietà e umanità".
E però la nave non è stata neanche fatta ormeggiare al molo. Alla fonda in mezzo al porto, blindato dall'esercito e dalla Guardia Civil, la Hondius è stata raggiunta prima da personale sanitario protetto da tute antibatteriologiche che (ed è questa la prima buona notizia) ha verificato che tutti stanno bene. Quindi in un percorso protetto, che non toccherà mai le aree comuni del territorio di Tenerife, i passeggeri a gruppi di cinque hanno cominciato a lasciare la nave su piccoli gommoni portando con sé un piccolo zaino avvolto in materiale plastificato e lasciando a bordo i bagagli più grandi. Da qui, a bordo di pullman dedicati, via direttamente al vicino aeroporto di Tenerife sud dove sulla pista sono già schierati speciali voli sanitari diretto nei paesi d'origine.
Primi a scendere 13 passeggeri spagnoli e un membro dell'equipaggio che faranno la quarantena in un ospedale militare, poi è toccato a olandesi, turchi e greci. A bordo questa notte rimarranno solo i passeggeri australiani e neozelandesi, che dovranno attendere domani l'arrivo dei voli loro dedicati per il rimpatrio, e alcuni membri dell'equipaggio che, con la salma di uno dei tre passeggeri deceduti nei giorni scorsi, riporteranno la nave in Olanda già domani sera.