I medici che lavorano alle frontiere devono aumentare il livello di attenzione e i comandanti degli aerei in arrivo in Italia hanno l’obbligo di segnalare situazioni che possono far sospettare una malattia infettiva a bordo. E’ pronta la circolare sull’Hantavirus del ministero alla Salute. Nell’atto si spiega come deve essere affrontato il virus, sia dal punto di vista della prevenzione che dell’individuazione dei casi e dell’isolamento. Si parte dal presupposto che il rischio della popolazione europea, come ha detto anche Ecdc, il centro europeo per il controllo delle malattie, sia “molto basso”. E il ministro alla Salute Orazio Schillaci ha aggiunto: “In Italia non c’è nessun pericolo”.
Lavoro alle frontiere e aerei
Intanto, appunto, si chiede alle Usmaf, le Unità sanitarie marittime aeroportuali e di frontiera di “prestare particolare attenzione a eventi sanitari che possono presentarsi a bordo di mezzi di trasporto aereo e navale e che possano essere ricondotti alla trasmissione d…
I medici che lavorano alle frontiere devono aumentare il livello di attenzione e i comandanti degli aerei in arrivo in Italia hanno l’obbligo di segnalare situazioni che possono far sospettare una malattia infettiva a bordo. E’ pronta la circolare sull’Hantavirus del ministero alla Salute. Nell’atto si spiega come deve essere affrontato il virus, sia dal punto di vista della prevenzione che dell’individuazione dei casi e dell’isolamento. Si parte dal presupposto che il rischio della popolazione europea, come ha detto anche Ecdc, il centro europeo per il controllo delle malattie, sia “molto basso”. E il ministro alla Salute Orazio Schillaci ha aggiunto: “In Italia non c’è nessun pericolo”.
Lavoro alle frontiere e aerei
Intanto, appunto, si chiede alle Usmaf, le Unità sanitarie marittime aeroportuali e di frontiera di “prestare particolare attenzione a eventi sanitari che possono presentarsi a bordo di mezzi di trasporto aereo e navale e che possano essere ricondotti alla trasmissione da Hantavirus, sulla base della situazione epidemiologica corrente”. Si invitano i medici a segnalare subito eventuali problemi al ministero e a “gestire eventuali casi sospetti, probabili, confermati o contatti ad alto o basso rischio, seguendo le misure di protezione quali l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (Dppi) basati sulle precauzioni per la trasmissione, inclusi respiratore (ad esempio FFP2), guanti, camice e protezione oculare, e di prevenzione e controllo idonei alla situazione di rischio rilevata”. Usmaf devono anche illustrare a chi viaggia in zone a rischio quali sono le misure di prevenzione. Infine “si raccomanda alle compagnie aeree di segnalare tempestivamente agli Uffici Usmaf, tramite le modalità consuete, in ossequio alla Circolare Enac del 2012, eventuali situazioni che possono far ipotizzare un sospetto di malattia infettiva a bordo dell’aeromobile”.
Rischi anche legati alle diverse politiche dei Paesi
L’8 maggio si è riunita la Rete “Dispatch”, dove ci sono esperti che devono calcolare il rischio epidemico. Si stanno preparando scenari di impatto sulla popolazione italiana dell’Handavirus di tipo Andes ma comunque si conferma “che il rischio per la popolazione generale dell’Europa rimane molto basso. Si ritiene comunque opportuno mantenere un approccio di massima cautela e rafforzare le attività di sorveglianza sanitaria, con particolare attenzione all’identificazione precoce di eventuali casi sospetti e all’adozione tempestiva delle misure di contenimento previste per i casi confermati”. Si adotta questa misura “in considerazione della possibilità, seppur limitata, di trasmissione interumana in ambito comunitario e della variabilità delle misure di sanità pubblica adottate dai Paesi di provenienza dei passeggeri interessati dal rimpatrio a seguito dello sbarco”.
Definizione dei casi
Dal ministero spiegano che, sulla base anche di quanto detto da Ecdc e Oms, il caso sospetto riguarda “chiunque abbia condiviso o visitato un mezzo di trasporto sul quale sia stato confermato un caso probabile o confermato di Hantavirus Andes, oppure chiunque sia stato in contatto con un passeggero o membro dell’equipaggio della nave MV Hondius dal 5 aprile in poi e che “presenti almeno uno dei seguenti sintomi: febbre acuta (o anamnesi di febbre), dolori muscolari, astenia, brividi, mal di testa, vertigini, sintomi gastrointestinali (ad es. nausea, vomito, diarrea, dolore addominale) oppure sintomi respiratori (ad es. tosse, respiro corto, dolore toracico, difficoltà respiratoria)”.
Il caso probabile riguarda “una persona che presenta segni e sintomi compatibili con un caso sospetto e abbia un collegamento epidemiologico noto con un caso probabile o confermato di Handavirus”.
Infine, il caso confermato si ha quando per un caso sospetto o probabile ci sia stata la conferma di laboratorio, con test Pcr o sierologica.
Il caso invece non c’è se una persona, sospetta o probabile, risulti negativa ai test. Se avviene questo, l’esame va ripetuto più avanti se non è concluso il periodo di isolamento.
I contatti
Si definisce contatto, la persona “che è stata esposta a un caso confermato o probabile di Hantavirus durante il periodo di contagiosità del caso, attraverso interazioni compatibili con l’esposizione a secrezioni respiratorie, saliva, sangue o altri fluidi corporei”. Si fanno esempi di chi è stato per più di un quarto d’ora a 1-2 metri da un caso, magari a tavola, a chi ha condiviso spazi chiusi, come appunto quelli di una nave, ai sanitari che si occupano di un malato senza protezioni. I contatti possono essere ad alto rischio o a basso rischio. I primi sono coloro che erano sulla nave e hanno avuto interazioni ravvicinate di ogni tipo con gli infetti.
I contatti ad alto rischio
Questi contatti devono fare una quarantena fiduciaria per sei settimane, che consiste “nell’utilizzare una stanza propria, mantenere una distanza di almeno uno o due metri dai membri della famiglia, non utilizzare le stesse stoviglie, aprire le finestre per garantire la ventilazione”. Inoltre è possibile uscire “per preservare la salute mentale e il benessere indossando una mascherina medica/chirurgica resistente ai liquidi ed evitando gli assembramenti”. Non si possono usare i mezzi di trasporto pubblico, le autorità devono monitorare i sintomi quotidianamente, “per il il follow-up della salute fisica e mentale, fino a 42 giorni (sei settimane) dall’ultima esposizione”. Se compaiono dei sintomi va mantenuto l’isolamento e fatta “notifica da parte delle autorità sanitarie pubbliche locali, valutazione medica e prelievo di campioni ed esecuzione di test”.
I contatti a basso rischio
Sono coloro che non hanno avuto contatti diretti o prolungati con un caso probabile o confermato di Hantavirus, tra cui: “Passeggeri di aerei al di fuori della zona di vicinanza. Contatti brevi in transito, nei porti o occasionali. Persone che condividono ampi spazi all'aperto senza interazioni prolungate. Operatori sanitari e altro personale che utilizzano Dpi adeguati per tutta la durata dell'esposizione.Per loro si richiede “automonitoraggio passivo di febbre, mialgie, cefalea, affaticamento, sintomi gastrointestinali o respiratori, fino a 42 giorni (sei settimane) dall’ultima esposizione”. Devono segnalare alla Asl la comparsa di sintomi e isolarsi immediatamente.
Test se ci sono sintomi compatibili
Riguardo ai test, da fare ai casi sospetti, si raccomanda “di mantenere un elevato livello di attenzione clinica e diagnostica” .E quindi, “anche in assenza di un chiaro collegamento epidemiologico noto con il focolaio della nave MV Hondius o con casi confermati/probabili di infezione da virus Andes, potrà essere valutata l’esecuzione di indagini diagnostiche specifiche nei pazienti con quadro clinico compatibile, o quadro clinico non altrimenti spiegabile e risultato negativo agli accertamenti microbiologici routinari”. Significa che i test vengono effettuati anche ha chi ha solo i sintomi senza prove di contatto con casi.